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Storia dell'Amiga

Jay Glenn Miner

I computer Amiga hanno segnato la seconda metà degli anni '80 e i primi anni '90. Tra alti e bassi, il successo di queste piattaforme fu dovuto alle innovazioni da esse introdotte, capaci di accontentare anche gli esperti di informatica. Non a caso alcuni dei più importati programmatori odierni di videogames (e non solo) hanno iniziato a sviluppare i primi software proprio su Amiga.
La storia di questi computer inizia nel 1980 quando Jay Glenn Miner (progettista dell' Atari), dopo aver lavorato a una serie di chip inseriti nell'Atari 2600, propone all'azienda una sua idea: sviluppare una nuova macchina orientata verso attività ludiche e basata su un'architettura a 16-bit con al centro il processore Motorola 68000.
Dopo il rifiuto da parte di Atari, Miner abbandona la società in cerca di fondi per attuare il suo progetto, trovando inaspettatamente appoggio in tre dentisti che decidono di investire ben sette milioni di dollari.

 

Dave Morse



Grazie a questi soldi, Miner inizia a lavorare con Dave Morse (ex dipendente di Tonka, una grande azienda produttrice di giocattoli) e nel 1982, nella città di Santa Monica (California), fonda la Hi-Toro, azienda che produce una serie particolare di joystick per le piattaforme Atari e ColecoVision, come ad esempio il Joyboard, un controller ideato per i giochi di surf e skateboard.
Oltre che per auto-finanziarsi, produrre periferiche è in realtà un espediente per nascondere alla concorrenza un progetto dal nome in codice Lorraine, una console dalle elevate potenzialità grafiche.

RJ Mical

 

 

 

Verso la fine dello stesso anno la Hi-Toro cambia il nome in Amiga Corporation e pochi mesi dopo, nel 1983, inizia ad assumere del nuovo personale tra cui spicca un certo RJ Mical, un ex programmatore della Williams.

 

 

 

Continua così lo sviluppo di Lorraine che nel Settembre del '83 poteva già vantare un sistema operativo con un' interfaccia grafica “a finestre” e una serie di componenti all'avanguardia messi a punto dallo stesso Miner e dai suoi collaboratori: i chip Agnus (gestione delle forme geometriche sullo schermo), Denise (risoluzione grafica) e Paula (dedicato alle porte I/O e alle porte audio).
La nuova piattaforma cominciò così a perdere la sua identità di console e divenne sempre più simile a un personal computer, affiancata da tastiera, mouse e altre periferiche esterne.

 

Andy Warhol e Debbie Harry con Amiga 1000I fondi cominciavano però a scarseggiare e, per cercare nuovi investitori, nel 1984 la Amiga Corporation finalmente presentò un prototipo di Lorraine al CES (Consumer Electronics Show) di Chicago. Le potenzialità della macchina impressionarono gli spettatori ma nonostante il gran numero di società invitate (tra cui Sony, Hewlett Packard e Apple) nessuno sembrò offrire un contributo particolarmente interessante.
Poco tempo dopo giunse però l'inattesa offerta di Atari, decisa ad acquisire la società fondata da Jay Glenn Miner. In seguito un'altra azienda, la Commodore International, propose un accordo che garantiva alla Amiga Corporation una maggiore indipendenza.
Dopo una serie di dispute legali con Atari, Commodore riuscì a rilevare la società di Miner e alla fine il progetto Lorraine assunse il nome di Commodore Amiga.

Il 23 Luglio 1985 viene mostrato (presso il Lincoln Center di New York) il primo prototipo nato dall'unione tra le due società. A quella che fu definita la prima vera presentazione multimediale della storia furono invitati diversi personaggi famosi tra cui spicca Andy Warhol, uno dei maggiori artisti pop-art che per l'occasione utilizzò un computer Amiga per ritrarre il volto di Debbie Harry (cantante dei Blondies).


Amiga 1000Lo stesso anno entra in commercio la piattaforma Amiga 1000, una macchina così all'avanguardia da presentare un sistema operativo (chiamato AmigaOS) in grado di gestire non solo un'elevata capacità grafica, ma anche caratteristiche (quali multitasking e plug and play) introdotte da altri produttori di computer (Microsoft e Apple) soltanto molti anni dopo.
Purtroppo a causa del prezzo elevato, delle difficoltà incontrate da Commodore nella commercializzazione della macchina e della rivalità con Atari (che lancia sul mercato il nuovo Atari ST), attorno al modello Amiga 1000 si crea solo una piccola schiera di appassionati.

 

Amiga 500

Commodore decide di correre ai ripari iniziando a creare Librerie (raccolte di funzioni utili ai programmatori) in grado di rendere l'hardware Amiga più appetibile agli sviluppatori.
Nel frattempo sorgono una serie di controversie che portano, nel 1986, Jay Glenn Miner e i suoi più stretti collaboratori ad abbandonare il progetto Amiga.
Il successo arriva comunque nel 1987. Il computer Amiga 500 viene presentato come un potente sistema per videogiochi riuscendo così a conquistare l' Europa e a ritagliarsi una buona fetta di mercato anche in Australia e Sud Africa.

 

Amiga 2000


Contemporaneamente il modello Amiga 2000 guadagna molti consensi anche negli Stati Uniti d'America dove grazie all'ottimo rapporto qualità/prezzo e alla possibilità di espansione (attraverso gli slot Zorro) diventa la Workstation preferita di numerosi professionisti in campo grafico, audio e video.
Vennero in seguito introdotti due varianti, Amiga 1500 e Amiga 2500, i quali presentavano novità poco rilevanti rispetto ai modelli di origine.

 

Amiga 3000

Il successo di questi computer continuò fino ai primi guai finanziari della Commodore, colpevole di non aver preso in considerazione i progressi delle aziende rivali. Per riguadagnare il tempo perduto, nel 1990 venne lanciato il sistema Amiga 3000 che, nonostante vantasse un nuovo processore Motorola 68030, una versione aggiornata del sistema operativo, i nuovi chip custum “Enhanced Chip Set” (ECS) e nonostante fosse la prima piattaforma a 32-bit, lasciò perplessi molti utenti a causa delle capacità grafiche di poco superiori ai modelli precedenti.
Nel Giugno dello stesso anno entra in scena anche il CDTV (Commodore Dynamic Total Vision) una sorta di “sistema da salotto interattivo” dotato di CD-Rom che, a causa del prezzo elevato e di alcune componenti hardware ormai obsolete derivate dall' Amiga 500, si rivelò un totale fallimento.


L'anno seguente (1991) Commodore lanciò altre due piattaforme che però non ottennero particolari consensi: Amiga 3000 UX e Amiga 500Plus (quest'ultimo è un inutile aggiornamento del modello Amiga 500, ormai fuori produzione).

Amiga 600

 

Commodore si ritrovò sempre più alle strette e, nel Marzo del 1992, cercò nuovamente di riemergere introducendo il sistema Amiga 600, venduto in due versioni: una con hard disk e una senza. Purtroppo, per colpa di un'errata strategia di marketing che promosse questo modello come una console con tastiera, anche l'Amiga 600 non riuscì a ottenere il successo sperato.

 

Amiga 4000

 


Pochi mesi dopo (Settembre 1992) al World of Commodore di Pasadena (California) viene presentato il modello Amiga 4000, una piattaforma che introduce la versione 3.0 del sistema operativo AmigaOS, dotata dei nuovi chip AGA (Advanced Graphics Architecture) in grado di gestire una maggiore risoluzione video arrivando a visualizzare fino a 256.000 colori sullo schermo.

 

 

Amiga 1200


Verso la fine dello stesso anno arriva sul mercato anche l' Amiga 1200. Così come accaduto in passato con i sistemi Amiga 2000 e Amiga 500, anche questa volta Commodore cerca di indirizzare i nuovi computer a due differenti tipi di utenza: Amiga 4000 viene destinato ai professionisti mentre invece Amiga 1200 (dalle caratteristiche tecniche di poco inferiori) è spinto verso utenti meno esperti.
Questa strategia si rivela vincente e finalmente il marchio Amiga torna a ottenere consensi.

 

Amiga CD-32Nonostante questo ritorno di fiamma, Commodore continua ad accumulare debiti e così, nel 1993, decide di sfidare Nintendo e Sega nel fiorente mercato delle console con l' Amiga CD-32.
Questa piattaforma era dotata di un lettore CD-Rom e (mediante un apposito accessorio venduto separatamente) era in grado di visualizzare filmati in formato MPEG-1 e VideoCD. Pur essendo la prima console a 32-bit, l'Amiga CD-32 non riesce a imporsi sulla concorrenza a causa di scarsi investimenti in campo pubblicitario. Commodore, multata dagli USA per aver infranto alcune leggi inerenti all'importazione e all'esportazione delle merci, continuava infatti ad accumulare forti perdite che nell'Aprile del 1994 portarono al fallimento della società.

Da quel momento la tecnologia Amiga passò in mano a diverse compagnie, tra cui Escom (1995) e Gateway (1997). Tra ritardi, cancellazioni e promesse mai mantenute, nessuna di queste aziende riuscì a risollevare il brand.
Il progetto Amiga è oggi un mercato di nicchia affidato a terze parti. Nel 2008 una sussidiaria della società belga Hyperion ha rilasciato l'ultima versione del sistema operativo: AmigaOS 4.1