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Storia dei Sistemi Atari – Le Console

Nolan Bushnell

 

 

La Atari Inc. e i suoi fondatori (Ted Dabney e in particolare l’ingegnere Nolan Bushnell) sono certamente da ricordare per aver aiutato i videogiochi a farsi conoscere in tutto il mondo. Partendo infatti dal 1972 l’azienda nata a New York inizia un’intensa attività che, nel corso degli anni, sarà segnata da grandi successi ma anche da diverse delusioni.

 

 

 

Pong Home TV

Con lo strepitoso successo di PONG (il primo cabinato a gettoni largamente diffuso) iniziano anche i primi problemi per questioni di plagio (Magnavox accusò Atari di aver copiato un titolo disponibile per la Odyssey, console ideata da Ralph Baer) e di distribuzione.
La ricerca di un mercato che potesse almeno ridurre i costi di produzione spinge la società di Bushnell ad entrare nel campo dell’intrattenimento casalingo. Nell’Agosto del 1975 viene così commercializzata una versione più piccola dell’originale Pong, da attaccare ad un qualsiasi televisore.

Anche questo sistema si rivela vincente, ma tuttavia Atari non si accontenta e inizia la progettazione di una macchina in grado di riprodurre diversi giochi in un’unica soluzione.
Già dall’inizio del 1976 la nuova piattaforma poteva dirsi ultimata. Restavano però ancora da definire i canali di distribuzione; Nolan Bushnell questa volta intendeva imporsi definitivamente sulla concorrenza ma per farlo occorreva una campagna di marketing al di fuori delle possibilità economiche della sua azienda.

 

 

Atari VCS

Pochi mesi dopo Bushnell trovò la soluzione cedendo Atari alla Warner Communications, ricavandone una cifra che si aggirava attorno ai 28 milioni di Dollari.
Nel 1977 venne finalmente commercializzato l’Atari VCS (acronimo di Video Computer System), console a cartucce intercambiabili (nota in seguito col nome di Atari 2600), dalla caratteristica scocca in radica e dotata di una CPU Mos 6507 da 1.19 MHz, con 128 bytes di RAM e 4 Kb di ROM.
Pur riscuotendo ottimi consensi, inizialmente le vendite non soddisfarono appieno le aspettative della Warner; nacquero così dei forti dissapori con Bushnell, che abbandonò la compagnia verso la fine del 1978.

 

Space Invaders - Atari 2600

 

 

Successivamente Warner Communications acquisì i diritti di numerosi titoli arcade (come il famoso Space Invaders della Taito) e altrettante opere cinematografiche (quale, ad esempio, la serie Star Wars) che aumentarono notevolmente l’appetito da parte del pubblico e, di conseguenza, le vendite (nell’arco della sua vita il brand VCS 2600 ha piazzato 30 milioni di unità).

 

 

 

 

Atari 2600 seconda versione

 

Nel 1980 uscì una versione rivisitata della console, dotata di una nuova scocca in plastica (più economica e più leggera) e con sole quattro leve sulla plancia (l’originale ne aveva sei).

 

 

Atari 2600 Black

 

Nel 1982 viene lanciato sul mercato un’ulteriore restyling, identico alla versione dell’80, ma dal colore nero.

 

 

 

E.T. The Extra-TerrestrialPac-Mac Atari 2600

 

Il 1982 è però l’anno in cui Atari (facente ancora parte del gruppo Warner Communications) inizia a commettere diversi errori: dapprima la pubblicazione di due videogames (E.T. The Extra-Terrestrial e la conversione di Pac-Man) che si rivelano nettamente inferiori alle aspettative mettendo in evidenza la tecnologia ormai obsoleta dell’Atari 2600. I distributori si videro quindi costretti a rispedire al mittente (con tanto di richiesta di rimborso) milioni di copie invendute; questo fatto è considerato come una delle cause che ha scatenato la crisi del mercato videoludico degli anni ‘83-‘84

 

 

 

 

Atari 5200

In secondo luogo abbiamo l’introduzione dell’ Atari 5200, una nuova console 8-bit che però non riscontra i favori dei consumatori a causa del prezzo elevato, della mancata retro-compatibilità con l’ampio parco titoli del VCS 2600, nonché dello scarso supporto da parte della stessa Atari.

 

 

Raymond Kassar

A causa di questi insuccessi Warner Corporation subisce notevoli perdite economiche. La rottura è nell’aria ma la società giapponese Nintendo (in cerca di un partner per distribuire il Famicom negli USA) propone un accordo all’Atari: l’azienda americana avrebbe prodotto e commercializzato la console in cambio di una royalty (una percentuale sulle vendite).
Durante l’edizione del 1983 del Computer Electronics Show (tenutasi a Chigago), Raymond Kassar, amministratore delegato della divisione Atari, si accorge che nello stand della Coleco (una società rivale) è in mostra Donkey Kong, un videogame sviluppato da Nintendo ma di cui Atari possedeva i diritti di pubblicazione.
Nascono allora una serie di diatribe che portano allo scioglimento degli accordi tra le due aziende e alle dimissioni dello stesso Kassar.

 

Jack Tramiel

 

 

Nel Luglio del 1984 Warner Commucination trova finalmente un acquirente, e la divisione console e computers di Atari viene venduta per circa 240 milioni di Dollari a Jack Tramiel (da poco uscito dalla Commodore International), che darà vita alla nuova Atari Corporation.

 

 

 

Tramiel si ritrovò a gestire il mercato delle ultime piattaforme introdotte dalla Warner circa un mese prima della vendita di Atari:

Atari VCS 2600 Junior

 

Atari VCS 2600 Junior, semplicemente un comune VCS 2600 dal look più moderno

 

 

Atari 7800

 

Atari 7800, una console finalmente retro-compatibile con il software del VCS 2600 ma subito surclassata dalla concorrenza

 

 

 

Atari Lynx

Nel tentativo di ovviare allo scarso successo delle ultime console, nel Settembre del 1989 viene introdotto l’Atari Lynx, un sistema portatile a colori che, nonostante le elevate prestazioni, non riesce a superare le vendite del Game Boy prodotto da Nintendo.

 

 

Atari Lynx II

 

Tuttavia Atari Corporation decide di non darsi per vinta e nel 1991 lancia l’Atari Lynx II, una versione più compatta rispetto al predecessore, ma ancora una volta poco supportata dalle software house e con una softeca piuttosto ridotta.

 

 

 

Atari Jaguar

 

Alla Atari Corporation non rimase che affidare le ultime speranze al Jaguar, ennesima console a cartucce uscita nel Novembre del 1993. Spacciato come il primo sistema a 64-bit, dopo il successo iniziale, ben presto si dovette fare i conti con le nuove piattaforme a 32-bit di Sega e Sony, console con le quali il Jaguar non poteva reggere il confronto.

 

 

Atari Jaguar CD

 

Prima di abbandonare definitivamente il mercato delle console, nel 1995 Atari introdusse il Jaguar CD, una periferica da collegare alla console in modo da permetterle di leggere anche i supporti ottici.

 

 

Purtroppo Atari non seppe risollevarsi dal fallimento dei sistemi Lynx e Jaguar; Jack Tramiel ed il figlio Sam cedettero la società a nuovi investitori che nel corso degli anni diedero vita a diversi gruppi di aziende che mantennero (e mantengono tutt’ora) il marchio Atari.

 


 

Storia dei Sistemi Atari – I Computers

Atari 400Atari 800

 

Parallelamente allo sviluppo delle console, Atari introdusse anche una lunga serie di computers. I primi ad arrivare sul mercato nel 1979 furono i modelli Atari 400 ed Atari 800, il primo con 4Kb di memoria RAM e il secondo con 8 Kb. Entrambi erano dotati di un processore 8-bit 6502 della MOS Technology e riscossero un ottimo successo.

 

 

 

Atari 1200XL

 

Nel 1982 il mercato imponeva di ridurre il più possibile il prezzo di vendita al pubblico; il nuovo modello Atari 1200XL, dotato di 64 Kb di RAM, troppo costoso e quindi poco competitivo, si rivelò un fallimento.

 

 

 

Atari 600XLAtari 800XL

Alcuni problemi durante la produzione ritardarono l’uscita dei modelli Atari 600XL (con 16 Kb di RAM) ed Atari 800XL (con 64 Kb di RAM) che arrivarono sul mercato solo alla fine del 1983. Nonostante le buone prestazioni, la presenza del linguaggio BASIC e di una porta di espansione, in un mercato altamente competitivo questo ritardo segnò per Atari la perdita di svariati milioni di Dollari.

 

 

Dopo l’arrivo di Jack Tramiel alla guida di Atari, nel 1985 vengono introdotti gli ultimi modelli basati sul processore della MOS Technology:

 

Atari 65XE

 

 

Atari 65XE, stesse caratteristiche dell’ 800XL ma con una porta di espansione differente dotata di un numero maggiore di Pin

 

Atari 130XE

 

 

Atari 130XE, dotato 128 Kb di memoria RAM

 

Atari 800XE

 

 

Atari 800XE, sostanzialmente identico al modello 130XE ma con soli 64 Kb di memoria

 

 

Atari XE Game System

 

Nel 1987 viene lanciato l’ultimo esemplare della gamma XE: l’Atari XE Game System (noto anche come Atari XEGS), una piattaforma destinata principalmente al gioco che però si rivela un ennesimo fallimento.

 

Atari 520 ST

 

Il 1985 è l’anno in cui entra in commercio anche una nuova generazione di computers noti come Atari ST. Il primo esemplare, l’Atari 520 ST (con processore Motorola 68000 da 8Mhz e 512Kb di RAM) si rivela una macchina utile sia in campo amatoriale che professionale, ed inoltre il costo ridotto gli permetto di prevalere sulla concorrenza (rappresentata dai sistemi Commodore Amiga 1000 ed Apple Macintosh)

 

 

Atari Falcon030

 

Negli anni successivi, prima di abbandonare anche il mercato dei computers, Atari commercializzò numerose varianti del modello base ST. L’ultimo sistema esordì nel 1992 con il nome Atari Falcon030, basato su un processore Motorola 68030 da 16Mhz, con una memoria RAM espandibile fino a 14Mb, e retro-compatibile con quasi tutto il software prodotto per Atari ST.