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Storia dei Coin-op

Il termine Coin-op (abbreviazione di “Coin Operated”) è nato per identificare tutti quegli apparecchi che funzionano inserendo gettoni o monete. Ma in realtà nel linguaggio comune è stato sempre associato ai videogame, più precisamente a quei cabinati (particolari mobili con formula “tutto in uno” dotati di monitor, casse audio, comandi e altri componenti elettrici) che, fino alla fine del XX° secolo, era facile trovare anche in Italia nelle sale giochi, nei bar e in altri luoghi di aggregazione.
Per identificare il gameplay rapido ed immediato dei tipici videogame da cabinato si usa la parola “Arcade”, termine che viene inoltre utilizzato come sinonimo di Coin-op.

Galaxy

 

 

Le origini risalgono al Settembre del 1971 quando nel dormitorio studentesco della Stanford University (Stati Uniti d’America) viene installato Galaxy (noto anche come Galaxy Game), un coin-op ideato da Bill Pitts e Hugh Tuck.
Galaxy era in realtà una versione riprogrammata di Spacewar!, uno sparatutto progettato nel 1962 su DEC PDP-1 (computer destinato solo a laboratori e università) nel quale due giocatori, ciascuno al comando di una navicella, si sfidano cercando di colpirsi con dei missili.

 

 

 

Il progetto ideato da Pitts e Tuck riscuote un grande successo tra gli studenti, che per giocare potevano scegliere tra inserire nel cabinato una moneta da 10 centesimi di Dollaro (per avere diritto a una partita) o da 25 centesimi (per tre tentativi).
Purtroppo Galaxy si rivela un fallimento dal punto di vista economico: la sua realizzazione imponeva una spesa che superava i 20.000 Dollari per l’acquisto di un computer DEC PDP-11/20.
Gli elevati costi di produzione non impedirono agli ideatori di creare una seconda versione con quattro plance di controllo, ma tuttavia questo coin-op non uscì dall’università di Stanford.
Oggi è comunque possibile ammirarlo nuovamente presso il Computer History Museum di Mountain View, California.

 

Computer Space

 

Nel Novembre del 1971, solo due mesi dopo l’esordio di Galaxy, i giovani ingegneri Nolan Bushnell e Ted Dabney lanciano Computer Space, un coin-op che trae anch’esso ispirazione da Spacewar! (titolo che lo stesso Bushnell aveva avuto modo di provare).
A differenza di quanto fatto da Bill Pitts e Hugh Tuck con Galaxy, Bushnell e Dabney cercano di abbattere il più possibile i costi, riuscendo alla fine a produrre, in collaborazione con la Nutting Associates, più di mille esemplari.
Computer Space diventa così il primo arcade diffuso in alcuni bar americani per scopi commerciali. Tuttavia non vengono vendute tutte le unità prodotte, ed inoltre anche il consenso tra il pubblico sembra piuttosto limitato a causa, secondo quanto ammesso in seguito da Nolan Bushnell, di un gameplay troppo complicato per i primi anni ’70.

 

 

Pong

 

 

 

Terminata la collaborazione con Nutting Associates, l’anno seguente Bushnell e alcuni soci danno vita alla Atari Incorporated. Il primo titolo sulla quale la società si mette al lavoro è PONG, una simulazione di tennis da tavolo sviluppata da Allan Alcorn.
Nel Novembre del 1972 viene così introdotto il coin-op di PONG, che fa in seguito nascere delle dispute legali in quanto il gioco è molto simile a un titolo disponibile per Odyssey (console distribuita da Magnavox).
Ad ogni modo, grazie alla sua immediatezza, PONG si rivela un vero successo, tanto da meritarsi una omonima versione casalinga (introdotta da Atari nel 1975), e da essere da molti considerato come il titolo che ha spianato la strada all’industria videoludica.

 

 

 

Dopo la metà degli anni settanta sono in molte le società che si inseriscono nel mondo dei videogame e che cercano, proprio attraverso i coin-op, di conquistarsi una buona fetta di mercato.
Tra i primi grandi successi si possono citare: Space Invaders (Taito - 1978), Galaxyan (Namco - 1979), Pac-Man (Namco - 1980) e Donkey Kong (Nintendo - 1981).

 

Space InvadersGalaxianPac-ManDonkey Kong

 

 

Astron Belt

 

 

Nel 1983 i Laser-Game (titoli in cui il giocatore deve interagire con filmati in full motion video) fanno il loro ingresso nelle sale giochi con Astron Belt della Sega, il quale, a parte lo stupore iniziale, viene presto accantonato dal pubblico a causa dei bug che compromettevano la giocabilità.

 

 

 

 

Dragon's LairDragon's Lair Coin-op

 

 

 

Il primo laser-game a diventare un successo planetario è Dragon’s Lair, introdotto nel Giugno del 1983 da Cinematronics, un titolo che poteva vantare una grafica da cartone animato impreziosita dai disegni di Don Bluth, ex animatore della Disney.

 

 

 

 

sala giochi

 

Negli anni ottanta le sale giochi diventano così un vero luogo di aggregazione per i tanti appassionati. Unico problema per i gestori dei locali consisteva nel dover continuamente acquistare nuovi cabinati e trovare lo spazio necessario in cui inserirli. All’epoca ogni coin-op era infatti pensato appositamente per un singolo gioco, e tenere il passo con i videogame più moderni significava acquistarne sempre di nuovi.

 

Jamma logo

Alcuni produttori cercarono allora di creare un sistema che permettesse di cambiare videogame sfruttando sempre lo stesso cabinato.
Vengono fatti diversi tentativi, ma nel 1985 fu lo standard JAMMA (ideato dalla Japan Amusement Machinery Manufacturers Association) a rivoluzionare il mondo dei coin-op, dando modo di sostituire la scheda di gioco senza cambiare l’intero hardware.

 

Cabinato Neo Geo MVS

 

 

 

Nel 1990 la SNK si affianca al mercato con un nuovo standard, il Neo Geo MVS (abbreviazione di Multi Video System) che unisce la praticità delle console ai cabinati, fornendo ai gestori di sale giochi dei coin-op funzionanti a cartucce intercambiabili.

 

 

 

Cabinato Street Fighter II

 

 

 

Nei primi anni novanta gli arcade rinforzano la loro supremazia sui sistemi casalinghi grazie soprattutto all’arrivo di nuovi picchiaduro (un genere che ancora non aveva pienamente espresso il suo potenziale) dal gameplay accattivante e capitanati da Street Fighter II: The World Warrior della Capcom.

 

 

 

Naomi logo

Questa superiorità è destinata però a diminuire: in pochi anni le console diventano sempre più potenti, al punto che, alla fine degli anni novanta, anche le più moderne schede arcade Sega Naomi (New Arcade Operation Machine Idea) vengono surclassate dalle piattaforme casalinghe di Sony, Microsoft e Nintendo.

 

Lentamente le sale giochi iniziano così a scomparire, mantenendo una certa presenza solo in Giappone. Oggi in Italia i coin-op sono piuttosto rari; i classici arcade hanno lasciato il posto alle Slot Machine e ai Rhythm Game, videogiochi a sfondo musicale nel quale si pone l’accento sulle performance, quasi acrobatiche, del giocatore.