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Storia del Game Gear

Mentre Nintendo fa uscire in Giappone il Game Boy, nello stesso periodo (1989) Sega si mette al lavoro per creare la propria console portatile. Il progetto dal nome in codice Mercury viene affidato a Makoto Ohara, che si concentra nel creare una sorta di Master System tascabile basato sul microprocessore Zilog Z80.

Sega Game Gear

La console dal design ergonomico ad accattivante esce in Giappone nell’Ottobre del 1990 con il nome di Game Gear. Nonostante il display LCD a colori, i consumatori dell’estremo oriente non sembrano però particolarmente interessati al nuovo sistema Sega che, rispetto al rivale di Nintendo, ha un costo maggiore e un consumo di batterie molto più elevato (sei pile per un’autonomia di circa cinque ore).

 

Sega Game Gear Logo

Nell’Aprile del 1991 Sega decide di lanciare il Game Gear anche nel mercato europeo e americano. In particolare negli USA la società cerca di imporsi con una campagna pubblicitaria volta a mettere in evidenza le qualità tecniche superiori del Game Gear rispetto a quelle del Game Boy: molti spot televisivi puntarono sul dare un’immagine obsoleta del portatile Nintendo in quanto dotato di schermo monocromatico, al contrario della console Sega che invece poteva offrire videogiochi a colori.
Nonostante la campagna mediatica, anche in America si ripete quanto già visto in Giappone: il prezzo abbastanza elevato, la scarsa durata delle batterie e un parco titoli non in grado di catturare la massa, fanno del Game Gear un sistema che non riscuote il successo sperato.

 

Discorso analogo anche per l’Italia. Dove (con Master System e Mega Drive) Sega era riuscita a reggere il confronto con Nintendo grazie alla distribuzione e alla promozione affidata a Giochi Preziosi, la stessa cosa non avviene con il Game Gear (sempre per gli stessi motivi che ne hanno limitato la diffusione anche negli altri continenti).

Dopo il lancio in Australia nel 1992, Sega introduce alcune edizioni limitate del Game Gear che si distinguono dall’originale solo per un diverso colore.
Le più note sono:

Sega Game Gear Blu

 

- una versione blu uscita in America nel 1994

 

 

Sega Game Gear Coca Cola

 

- una versione rossa uscita (sempre nel ’94) solo in Giappone in partnership con Coca Cola. Questa edizione è stata venduta insieme al gioco Coca Cola Kid

 

 

 

Sega Game Gear White

 

- una versione bianca, anche questa uscita solo in estremo oriente

 

 

Sega continuò a supportare il Game Gear fino al 1997 quando, dopo 11 milioni di unità vendute e circa 390 videogame pubblicati, decise di interromperne la produzione.

 


 

Sega Game Gear TV Tuner

 

Anche per il Game Gear non sono mancati diversi accessori, di cui tra i più noti figura il TV Tuner che permette di trasformare la console in un televisore portatile con antenna, dotato anche di un ingresso audio-video.

 

 

Master Gear  Converter

 

 

Per cercare di aumentare le vendite, nel tardo 1991 Sega distribuisce in tutto il mondo il Master Gear Converter, uno speciale adattatore che permette di utilizzare i videogame del Master System sul Game Gear.

 

 

 

Super Wide Gear

 

Furono commercializzate anche diverse lenti da applicare al piccolo schermo del Game Gear. Tra di esse spicca il Super Wide Gear che, pur essendo piuttosto ingombrante, è pensato per migliorare la visibilità del display della console.

 

 

game_gear_carring_case.jpg

 

 

Per trasportare più facilmente il Game Gear e i suoi accessori il Carrying Case è la soluzione ideale. Viene venduto in due versioni: una Standard e una più grande denominata Deluxe.

 

 

Battery Pack

 

 

 

Il Battery Pack è una batteria ricaricabile che, in mancanza di un alimentatore, permette di evitare l’acquisto continuo di pile per giocare.