Credono
nella nostra mission:



Storia del Game Boy Color

Gunpei Yokoi

Nonostante nei primi anni ’90 la concorrenza poteva già contare su sistemi portatili dalle caratteristiche tecniche accattivanti tra cui ad esempio uno schermo a colori (si fa riferimento al Game Gear della Sega e al Lynx di Atari), il piccolo Game Boy dal monitor monocromatico è da subito riuscito a conquistare tutto il mondo e a scalare le classifiche di vendita.

Ma secondo diverse fonti pare che siano state le direttive di Gunpei Yokoi (già ideatore del joypad del Nintendo Entertainment System e dello stesso Game Boy) ad impedire alla “Grande N” di imitare i competitor e di fare il classico passo più lungo della gamba, sentenziando che Nintendo avrebbe commercializzato una console portatile dallo schermo a colori soltanto quando la tecnologia avrebbe potuto garantire un sistema affidabile in termini di rapporto qualità/prezzo e di consumo di batterie.

 

 

GameBoy Color


Yokoi viene però allontanato dall’azienda a causa del clamoroso insuccesso del Virtual Boy (console uscita nel 1995, dotata di tecnologia stereoscopica per infondere il senso di profondità nei videogame) ma sia i consumatori, sia gli sviluppatori, non perdono la fiducia e cominciano a richiedere a Nintendo un nuovo sistema portatile.
Il Game Boy Color arriva nei negozi giapponesi nell’Ottobre del 1998 e, appena un mese dopo, viene già commercializzato anche nel resto del mondo.

Oltre allo schermo LCD a colori e a un processore 8-bit (molto simile allo Zilog Z80) prodotto dalla Sharp, il successo del Game Boy Color è merito anche di un prezzo di lancio competitivo (79 Dollari in America) e di un utilizzo moderato delle batterie (solo due pile AA per circa 30 ore di gioco).

 

 

A rendere questa console ancora più appetibile ci pensano la piena retro-compatibilità con gli accessori e i videogiochi del primo Game Boy (ai quali è possibile applicare un filtro grafico per ottenere l’effetto colore), e soprattutto un parco titoli capace di conquistare gli appassionati con nuovi episodi dei classici Nintendo.

 

Oltre a proporre al lancio Tetris DX (una versione a colori del famoso gioco-rompicapo a mattonelle), alla softeca del Game Boy Color presto si aggiungono nuove avventure delle più celebri mascotte Nintendo: partendo da Mario con Super Mario Bros. Deluxe (che propone qualche aggiunta rispetto all’edizione originale del gioco datato 1985), passando per Wario (protagonista di Wario Land 3) e arrivando a Link con The Legend of Zelda: Oracle of Ages e The Legend of Zelda: Oracle of Seasons.

Tetris DX Super Mario Bros. Deluxe Wario Land 3 The Legend of Zelda: Oracle of Ages The Legend of Zelda: Oracle of Seasons

 

 

 

Ma è il brand dei Pokémon quello ad aver riscosso maggior successo (non solo tra i più giovani) su questa piccola console portatile Nintendo. Pubblicati nel 2001, Pokémon Oro e Pokémon Argento (oltre ad essere in cima alla lista dei titoli più venduti su Game Boy Color) sono considerati dagli appassionati come due tra i migliori videogame ispirati a questa serie.

Pokémon Oro Pokémon Argento

 

 

 

GameBoy Color

Inizialmente proposto al pubblico solo con un involucro viola trasparente, di Game Boy Color sono poi uscite diverse edizioni colorate, alcune in formato standard, altre in edizione limitata.
La produzione di questo sistema continua fino a quando, nel 2003, Nintendo decide di concentrare i propri sforzi sulla nuova generazione di console portatili a 16-bit.