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Storia del Sega Mega Drive

Hayao Nakayama

Con il Master System, Sega ha consacrato il suo nome nel mondo delle società impegnate nel mercato console. Tuttavia, nonostante le ottime qualità tecniche, il sistema 8-bit della “Grande S” non è riuscito a superare (in termini di unità vendute) il successo del rivale Nintendo Entertainment System.
Verso la fine degli anni ottanta l’allora presidente di Sega, Hayao Nakayama, decise che era però giunto il momento di introdurre una nuova console a 16-bit.

 

 

Mega Drive versione giapponese

Nell’Ottobre del 1988 esce così in Giappone il Mega Drive, un sistema che già dal nome voleva dare un’idea di superiorità (mega) e di velocità (drive). Il successo di Sega è però nuovamente ostacolato da un’ altra console: il PC Engine della Nec, già presente sul mercato orientale da circa un anno.

 

I due titoli che ne accompagnano l’esordio (Space Harrier II e Super Thunder Blade) nonché la successiva conversione da arcade di Altered Beast non furono comunque sufficienti a conquistare il paese del Sol Levante.

Space Harrier IISuper Thunder BladeAltered Beast

 

slogan Genesis does what Nintendon't

Nell’estate del 1989 Sega decide di distribuire autonomamente il Mega Drive in America, dove la console arriva con un nuovo nome: Genesis. Questa volta le cose sembrano finalmente girare a favore di Sega: negli Stati Uniti il TurboGrafx-16 (la versione occidentale del PC Engine) non viene infatti preso in considerazione dai consumatori.
Unico possibile rivale è ancora una volta il Nintendo 8-bit, ma la campagna pubblicitaria (si dice fortemente voluta dal presidente di Sega of America, Michael Katz) volta a mettere in risalto la superiorità del Genesis rispetto al Nes (famoso lo slogan Genesis does what Nintendon’t) segna un altro punto a favore per la “Grande S”.

 

 

Michael Jackson's Moonwalker

 

 

 

Sega sfrutta inoltre l’immagine di diverse celebrità per proporre videogiochi di forte richiamo: tra i più famosi dell’epoca si può citare Joe Montana Football e soprattutto Michael Jackson's Moonwalker.

 

 

 

Mega Drive PAL

 

Grazie al supporto delle terze parti, nel Novembre del 1990 il 16-bit Sega viene introdotto in Europa con un parco titoli già piuttosto ampio ed interessante, fatto di buone conversioni da arcade.
Tornato al nome originale (Mega Drive) il bundle con all’interno Altered Beast riscuote subito un grande successo anche nel vecchio continente.

 

 

Jerry Calà testimonial del Mega Drive

 

In Italia la console è distribuita da Giochi Preziosi. Gli spot televisivi con protagonisti i calciatori Roberto Mancini e Walter Zenga o il comico Jerry Calà, nonché le numerose televendite in diversi programmi del gruppo Fininvest (quali ad esempio Bim Bum Bam), ne fanno il sistema di intrattenimento più desiderato dai ragazzi.

 

 

Sonic The Hedgehog

 

 

Nello stesso periodo esce in Giappone il Super Famicom, la nuova console a 16-bit della Nintendo. Nonostante abbia dalla sua parte il fattore tempo (Mega Drive è sul mercato già da due anni) Sega cerca un modo per prendere sempre più terreno sulla concorrenza.
Così nel 1991 il Sega AM8, un gruppo di sviluppatori interno (in seguito ribattezzato Sonic Team) guidato da Yuji Naka, crea Sonic The Hedgehog, il videogame che segna l’esordio di Sonic, il famoso porcospino blu che diventa subito la mascotte della “Grande S”.
Con il successo di questo titolo nasce finalmente il primo vero antagonista di Super Mario.

 

 

 

Mega-CD

Non contenta, sempre nel 1991, Sega introduce il Mega-CD (Sega CD in America), una speciale periferica che, collegata al Mega Drive, trasforma la console in un sistema a 32-bit capace di leggere i supporti ottici. Il costo piuttosto elevato e lo scarso supporto delle software house rendono però questa periferica un parziale insuccesso.

 

 

 

Mega Drive II

Il Mega Drive continua ugualmente a vendere, anche se, dopo lo sbarco del Super Nintendo negli Stati Uniti e in Europa, la console inizia a perdere terreno.
La “Grande S” corre ai ripari proponendo nel 1992 una nuova versione del proprio 16-bit: il Mega Drive II, che (pur perdendo l’ingresso per le cuffie) rispetto al primo modello può vantare un design più compatto, un minor consumo di corrente e un’uscita A/V con il supporto all’audio in stereo.
Nel Novembre dello stesso anno arriva inoltre Sonic The Hedgehog 2, che con circa sei milioni di unità vendute diventa il titolo di maggior successo per Mega Drive.

 

 

Joypad a 6 tasti per Mega Drive

 

Nel 1993 per il 16-bit Sega viene introdotta una versione a sei tasti del pad (contro i tre dell’originale), in modo da offrire un sistema di controllo immediato ai tanti appassionati di picchiaduro ad incontri (un genere che in quel periodo stava cominciando a prendere piede anche su console grazie ad ottime conversioni di titoli del calibro di Street Fighter II).

 

 

Virtua Racing

 

 

 

Il 1994 è l’anno in cui si cerca di spingere al massimo le capacità del Mega Drive: nella cartuccia di Virtua Racing (conversione dall’omonimo coin-op) viene infatti inserito il chip Sega Virtua Processor (SVP), che permette alla console di gestire la grafica poligonale.

 

 

 

Sega 32-X

 

La concorrenza è però sempre più agguerrita, e dopo anni di onorato servizio, per il 16-bit Sega si avvicina il tramonto. Sempre nel ’94 la società tenta di rilanciare la console con l’introduzione del 32-X, un ulteriore add-on per trasformare nuovamente il Mega Drive in una piattaforma a 32-bit. Purtroppo però, così come accaduto in passato, anche questa soluzione non sembra andare a buon fine.

 

 

 

Multi-Mega

 

Il mercato inizia così a restringersi: ancora nel 1994 il Multi-Mega (un sistema “tutto in uno” che comprende Mega Drive e Mega-CD) viene prodotto solo in 5000 esemplari distribuiti esclusivamente negli Stati Uniti (con il nome di Genesis CDX), in Brasile e in Inghilterra.

 

 

 

Sega Nomad

Sempre in America nel 1995 viene commercializzato il Nomad, la versione occidentale del Mega-Jet, ossia un Mega Drive portatile (con tanto di schermo integrato a colori) che in Giappone Sega aveva venduto solo alla compagnia Japan Airlines come strumento per intrattenere i viaggiatori.
Nonostante la presenza di un selettore PAL/NTSC, purtroppo il Nomad non viene distribuito in Europa.

 

 

La produzione del Mega Drive termina ufficialmente nel 1997, e pur uscendo sconfitto dalla cosiddetta “console war” (alla fine vinta dal Super Nintendo), con circa quaranta milioni di unità vendute si rivela il sistema di maggior successo mai prodotto da Sega.

 

Sega Genesis 3

 

L’anno seguente Majesco viene incaricata di produrre e distribuire una versione meno costosa del Mega Drive. Esce così (esclusivamente in nord e sud America) il Genesis 3, che rispetto ai precedenti modelli risulta incompatibile con i vari add-on essendo privo delle porte di espansione.

 

 

Clone del Mega Drive

 

 

Il Mega Drive è comunque un sistema entrato nel cuore di molti appassionati, tanto che, dal 2009, è ancora possibile trovare nei negozi delle console prodotte da terze parti (come ad esempio ATGames), compatibili con le cartucce dell’originale 16-bit Sega.

 

 


 

Per il Mega Drive sono stati commercializzati anche diversi accessori:

Master System Converter

 

Nel 1989 viene introdotto il Master System Converter (Power Base Converter in America), un add-on che permette alla console di leggere i giochi del Sega Master System.

 

Sega Anser

 

 

Per cercare di spingere le vendite in Giappone, nel 1990 la cartuccia Sega Anser viene proposta come uno strumento per utenti esperti: utilizzando uno speciale telecomando (chiamato Ten Key Pad), un modem (Sega Modem) da collegare al telefono, nonché una stampante, Sega Anser trasformava il Mega Drive in una sorta di segreteria telefonica, capace inoltre di collegarsi con il sistema bancario per eseguire delle semplici operazioni.

 

 

 

Sega Arcade Power Stick

 

Per rendere l’esperienza di gioco più simile a quella proposta dai coin-op, nel 1992 il Sega Arcade Power Stick si propone come l’arcade stick ufficiale per Mega Drive. La prima versione era dotata di soli tre tasti; in seguito ne viene commercializzata una con sei pulsanti.

 

Menacer

 

Sempre nel 1992 Sega lancia il Menacer, una lightgun wireless che però non suscita molto interesse nel pubblico.

 

 

Sega Activator

 

Il 1993 è l’anno del Sega Activator, un controller pensato per giocare con i piedi. Proposto come un sistema ideale per titoli del calibro di Eternal Champions, Mortal Kombat o Comix Zone, in realtà la periferica si rivela piuttosto scomoda ed imprecisa.

 

 

Sega Neptune

Non mancano inoltre delle piattaforme mai rilasciate come ad esempio il Sega Neptune, un sistema pensato per proporre in un’unica soluzione il Mega Drive e il 32-X. Verso la fine del 1994 (poco prima del lancio) Sega ha preferito abbandonare il progetto per indirizzare il pubblico verso il Saturn, il vero successore del Mega Drive.