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Storia dello standard MSX

MSX logo

Prima di parlare dei sistemi MSX è necessario precisare che, in realtà, per MSX non si intende una serie di home computer prodotti da una specifica azienda, ma bensì di un formato tecnologico standard pensato per essere sfruttato da più società.
Per comprendere meglio questo concetto pensiamo ad esempio al VHS (Video Home System), il formato standard dei videoregistratori: prima di essere superato dagli odierni lettori audio/video, questo formato fu utilizzato da diverse aziende (JVC, Sony, Philips e molte altre) per realizzare videoregistratori recanti marchi di fabbricazione diversi, ma pienamente compatibili tra loro (una videocassetta poteva infatti essere letta da qualunque videoregistratore, indipendentemente dall’azienda produttrice).

 

Kazuiko Nishi

 

L’idea di adattare questo concetto al mondo degli home computer viene associata al giapponese Kazuiko Nishi, il quale, tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta, dopo aver dato vita alla ASCII Publishing Corporation e dopo una serie di accordi con Bill Gates (fondatore della Microsoft), decide di dedicarsi pienamente al progetto MSX, il cui acronimo ancora oggi è motivo di dibattito (tra le voci più accreditate segnaliamo MicroSoft eXtended o Machines with Software eXchangeability)

Dopo la presentazione, molte aziende giapponesi decisero di adottare lo standard MSX per produrre il proprio modello di home computer. A partire dal 1983 questo entusiasmo si tradusse però con l’introduzione nel mercato di un numero incredibile (oggi impossibile da stimare) di modelli, tutti compatibili tra di loro, ma recanti marchi differenti.
Basti pensare che tra i produttori di MSX figurano: Sony, Sanyo, Mitsubishi, Toshiba, Hitachi, Canon, Casio, National, Pioneer, Yamaha, Yashica, Samsung, Sharp e molti altri di minore importanza e poco conosciuti.

MSX Philips VG-8020

 

 

Nel 1984 lo standard MSX fu esportato anche in occidente, in particolare dalla Spectravideo negli USA e da Philips e Fenner in Europa. In Italia il modello più diffuso fu il Philips VG-8020.

 

 

Come già detto tutti gli MSX avevano in comune la stessa tecnologia di base: gli accordi con Bill Gates fornirono una versione del linguaggio BASIC del tutto analoga a quella del DOS.
Dotati di una CPU Zilog Z80A, con 32 kB di ROM e una RAM che, a seconda del modello, variava dai 16 ai 64 kB, gli MSX prevedevano l’utilizzo di cartucce, ma, soprattutto in occidente, il software più venduto veniva distribuito su cassetta.
Ad ogni modo il successo dell’MSX in America ed Europa fu piuttosto limitato a causa della concorrenza di Commodore, IBM ed Apple.

 

MSX-2 logo

A partire dal 1986 venne introdotta una nuova generazione di MSX, soprannominata MSX 2, compatibile con tutto il software dei primi MSX, potenziata da una maggiore memoria RAM e ROM in modo da incrementare la resa grafica ed il sonoro. Molti MSX 2 erano inoltre dotati anche di un lettore floppy-disk da 3.5 pollici.

 

MSX Panasonic FS-A1WSX

Ancora una volta però le vendite in occidente non riuscirono a decollare, e per questo motivo, nel 1988 in Europa terminò la produzione dei computer MSX.
Nello stesso periodo (esclusivamente in Giappone) Sony, Sanyo e Panasonic lanciarono un nuovo modello: MSX 2+, pensato per aumentare ulteriormente la qualità estetica dei videogames. Un esempio di questi sistemi è il Panasonic FS-A1WSX.

 

 

MSX TurboRCon il passare del tempo anche Sony e Sanyo abbandonarono il progetto MSX; l’unica azienda che continuò a credere in questo standard fu Panasonic che, nel 1990, commercializzò (ancora una volta solo in Giappone) l’ MSX TurboR. Questo modello manteneva il processore 8-bit Zilog Z80A in modo da essere compatibile con tutto il software fino a quel momento prodotto; a questa CPU fu però affiancato un secondo processore a 16-bit: l’ R800.
Il mercato sempre più orientato verso le console tuttavia rappresentò un insormontabile ostacolo per tutti gli home computer. Per questo motivo, insieme allo scarso supporto delle software house, il TurboR si rivelò un insuccesso; la sua produzione terminò nel 1993 consegnando lo standard MSX al mondo del retrogaming.

 

ParodiusMetal Gear

 

 

Nel complesso le vendite dei computer MSX sono stimate attorno a cinque milioni di unità. Questi computer sono comunque da ricordare per aver ospitato i primi episodi di alcune serie videoludiche di successo targate Konami, come ad esempio Parodius (MSX) e Metal Gear (MSX 2).