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Storia del PC Engine

PC Engine

Dopo il 1985, in seguito al successo ottenuto dal Nintendo Entertainment System sul suolo Americano e Giapponese, il mercato console iniziò a riscuotere sempre maggiori consensi, soprattutto se paragonato a quello degli home computer. Diverse società provarono allora ad avventurarsi nel mondo dei videogames cercando collaborazioni con le aziende leader del settore. Tra queste troviamo la Hudson Soft, la quale iniziò a collaborare proprio con Nintendo per realizzare una nuova piattaforma a 16-bit.

Il rapporto tra le due società finì presto per interrompersi ma Hudson Soft non si diede per vinta, trovando nella NEC il partner adatto con cui proseguire lo sviluppo di una nuova macchina.

Iniziò così la progettazione del PC Engine, console avveniristica dotata di una CPU HuC6280A a 8-bit, supportata da una GPU composta da ben due processori a 16-bit: il Video Color Encoder HuC6260 e il Video Display Controller HuC6270A.

R-Type
Questa configurazione, oltre ad aver dato vita a qualche confusione in merito agli effettivi “bit” della macchina, permetteva al PC Engine di mostrare una grafica all’avanguardia, capace in molti casi di offrire (come per R-Type, famoso shooter a scorrimento laterale) titoli del tutto identici alla versione coin-op.

Come supporto per i giochi furono adottate le HuCard, piccole cartucce dalle dimensione simili a una carta di credito e dotate di una capienza variabile dai 2 ai 20 megabyte.

La piattaforma nata dalla collaborazione fra Hudson Soft e NEC esordì in Giappone il 30 Ottobre 1987. Nonostante la sola presenza dell'uscita RF (necessaria per collegare la console al televisore tramite il cavo dell'antenna) e nonostante la presenza di un solo ingresso per il joypad, la risposta del pubblico fu subito positiva.

 


PCE CD-ROM2 Interface UnitI consensi continuarono anche l'anno seguente (1988) con l'introduzione del PCE CD-ROM2 Interface Unit (o CD-ROM2 System), un componente aggiuntivo che trasformò il PC Engine nella prima console dotata di lettore Cd-ROM. Tra le innovazione portate da questo add-on troviamo i Full Motion Video e, ovviamente, una migliore qualità audio.

Per l'utilizzo del supporto ottico era però indispensabile la nuova System Cards v1.00, un'espansione di memoria (da inserire nello slot delle HuCard) che aggiungeva 1-Mb alla RAM e 8-K per i salvataggi.

 

PC Engine CoreGrafxPC Engine Shuttle


Per aumentare la base di piattaforme installate, nel 1989 vengono commercializzati prima il PC Engine Shuttle, una versione economica (a forma di astronave) che purtroppo non supporta il lettore Cd-ROM, e poi il PC Engine CoreGrafx, il quale si differenzia dal modello originale per il colore scuro e la presenza di un'uscita AV.

 

 

TurboGrafx-16

 

Visto il successo ottenuto in estremo oriente, NEC decide di esportare la propria console all'estero. Nel 1989 il PC Engine viene lanciato negli USA con un nuovo design e un nuovo nome: TurboGrafx-16.

 

 

 

Purtroppo però gli affari non vanno come sperato: i ritardi nella conversione, il mancato supporto di alcune software house, la spietata concorrenza con Sega e Nintendo, ma soprattutto lo stile dei giochi troppo distante dai gusti dell'utenza americana, fanno del TurboGrafx un parziale fallimento.

L'insuccesso coglie di sorpresa la NEC che, a parte per qualche rara console distribuita nel Regno Unito, decide di non espandere il brand in Europa.

 

PC Engine SuperGrafx


Verso la fine dell' 89 viene presentato in Giappone il PC Engine SuperGrafx. Pur vantando nuovi processori grafici capaci di elevate prestazioni, e nonostante la completa retro-compatibilità con tutte le HuCard prodotte, questo modello passa piuttosto inosservato. Per il SuperGrafx vengono infatti sviluppati soltanto cinque giochi: 1941, Aldynes, Battle Ace, Ghouls n Ghost e Darius Plus.

A rendere questa console ancor meno appetibile contribuì il fatto che per connetterla al lettore CD-Rom occorreva sborsare ulteriore danaro per acquistare un particolare adattatore: il RAU-30.

 

 

 

PC Engine CoreGrafx IIPC Engine GT

Dopo le ultime delusioni commerciali, nel Novembre del 1990 NEC prova a correre ai ripari con il PC Engine GT (Turbo Express in America), versione portatile dell'originale console dell'87, dotata di lettore HuCard ma dal consumo di batterie alquanto elevato.

Nel 1991 l'universo PC Engine si espande con una serie di nuove macchine e periferiche. L'intento è quello di contrastare l'incessante diffondersi delle nuove piattaforme a 16 bit di Sega e Nintendo. Partiamo dal PC Engine CoreGrafx II, semplicemente un'ulteriore re-styling del modello originale datato 1987.

 

 

 

PC EnginePC Engine LT



E' poi la volta del PC Engine LT, un'altra console portatile dotata di uno schermo LCD da quattro pollici, sintonizzatore TV e la possibilità di connettersi al lettore compact disc.

Il supporto ottico ottiene sempre maggior riscontro e, dopo l'uscita della System Card v3.00 (con ulteriori 2-Mb di memoria), entra in commercio il PC Engine SUPER CD-ROM2, un nuovo lettore di compact disc, più efficiente del precedente e compatibile con tutti i modelli di PC Engine finora usciti (SuperGrafx incluso).

 

 

 

PC Engine Duo-RPC Engine Duo

Vista la grande mole di piattaforme uscite in soli quattro anni, verso la fine del '91 NEC finalmente decide di lanciare in Giappone il PC Engine Duo, un sistema tutto in uno che comprende lettore HuCard, System Card v3.00 e lettore compact disc.
L'anno seguente il Duo sbarca in America con un nuovo nome: Turbo Duo. La diffusione di questa nuova versione fu però rallentata dal prezzo piuttosto eccessivo (400 Dollari).

Nel Marzo del 1993 arriva il PC Engine Duo-R, versione compatta del Duo e priva di uscita audio per le cuffie.

 

PC Engine Arcade Card

 

Per incrementare la memoria di ulteriori 16-Mb, nella primavera del 1994 vengono introdotte le Arcade Card DUO (per Duo e Duo-R) e le Arcade Card PRO (per tutti i sistemi PC Engine usciti prima del Duo). Queste espansioni permisero alla NEC di convertire alcuni classici targati SNK come ad esempio Art Of Fighting e Fatal Fury 2.

 

 

PC Engine Duo-RX


Il 25 Giugno 1994 esce l'ultima versione di PC Engine: il Duo-RX. Questa console includeva una Arcade Card PRO e veniva venduta assieme ad un joypad con sei tasti.

 

 

Dracula X

 

Merito delle sue notevoli potenzialità tecniche, nei primi anni il marchio PC Engine ha riscosso in Giappone un grande successo che purtroppo non si è replicato nel resto del mondo. Seppur con difficoltà, grazie al mercato di importazione parallela anche noi italiani abbiamo potuto apprezzare i capolavori di questa console, quali R-Type, Dracula X (da molti considerato il miglior Castlevania di sempre), Sapphire, Soldier Blade, e tanti altri.

 

 

Nonostante la spietata concorrenza, in oriente il supporto al PC Engine è proseguito fino al 1999, anno in cui la console è uscita di produzione dopo aver venduto circa dieci milioni di unità.

 

PC-FX scatolaPC-FX

 

E' bene precisare che verso la metà degli anni '90 la NEC cercò ancora una volta di diventare leader nel mondo dei videogames con il PC-FX, una piattaforma a 32-bit (non compatibile con i giochi del PC Engine) che però venne subito surclassata dalle rivali Sega Saturn e Sony Playstation.