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Storia del Vectrex

Intorno al 1980 il mercato dei videogiochi proponeva ai consumatori una fin troppo vasta quantità di piattaforme tra cui scegliere: molte erano le console, ufficiali e non (compresi i Pong e i suoi innumerevoli cloni) e gli home computer in commercio. Nel tentativo di competere in un mercato già piuttosto assuefatto, la Western Technologies (azienda conosciuta anche come Smith Engineering) cercò la via dell’originalità, puntando i suoi sforzi su un sistema il più possibile diverso dalla concorrenza.

 

 

Microvision

 

Il fondatore della Smith Engineering, Jay Smith, all’epoca era già conosciuto nel settore per aver dato i natali, verso la fine del 1979, al Microvision, considerata la prima console portatile a cartucce intercambiabili. La sua commercializzazione venne però interrotta dopo due anni a causa dello scarso numero di videogame distribuiti (solo 12).

 

 

Deciso a perseverare nel mercato, all’inizio degli anni ’80 Smith appoggiò il prototipo del collega John Ross, che  (almeno secondo quanto riportato da diverse fonti) era alla ricerca di un modo per non vanificare l’acquisto di un generoso lotto di piccoli televisori a tubo catodico recuperati durante una svendita di un magazzino a Los Angeles.

 


grafica vettoriale

 

 

Il progetto, al quale furono attribuiti diversi nomi in codice (Mini Arcade, HP-3000, Vector-X), consisteva in una console a cartucce innovativa sia nelle forme, sia nella parte tecnica: una sorta di cabinato da sala giochi in miniatura con tanto di grafica vettoriale, supportato da una potente cpu Motorola 68A09 da 1,5 MHz.

 

 

 

 

Vectrex

 

Dopo una serie di trattative non andate a buon fine con diversi partner, al termine dell’estate del 1981 la Smith Engineering raggiunse un accordo con la GCE (General Consumer Electronics) per produrre e distribuire la nuova console, che, pochi mesi dopo, fu presentata a Chicago in anteprima mondiale al Summer Consumer Electronics Show sotto il nome di Vectrex.

 

 

MineStorm

 

Vectrex entrò in commercio negli USA a fine 1982 con il prezzo di 199 Dollari, comprensivo del gioco MineStorm. Il discreto riscontro da parte del pubblico convinse la MB (Milton Bradley Company) ad inglobare la GCE e poi a distribuire (l’anno successivo) Vectrex in tutto il mondo.
In 12 mesi furono prodotti circa 30 videogiochi ma con il crollo del mercato del 1983-84 (nonostante l'intervento della compagnia Hasbro che effettuò un taglio di prezzo alla console), nel 1984 la commercializzazione del Vectrex fu prima interrotta in Europa e poi, a Dicembre dello stesso anno, in tutto il mondo.

 

 

 

 

Per questo motivo Vectrex è oggi uno dei sistemi più rari e costosi ricercati dai collezionisti. Nel 1988 pare inoltre che la Smith Engineering avesse intenzione di risollevare il brand introducendo nel mercato una versione più compatta del Vectrex, ma l'imminente arrivo del Game Boy di Nintendo (console portatile che batté ogni record di vendita) convinse l'azienda ad abbandonare il progetto.
Una piccola nicchia di appassionati ha comunque continuato a supportare il Vectrex: navigando sul web è infatti possibile trovare delle speciali cartucce che contengono tutti i videogiochi rilasciati per la console.

 

 


 

fogli di  acetato

Essendo una console che propone una grafica monocromatica, alcuni videogame per Vectrex venivano venduti insieme a dei fogli di acetato da posizionare di fronte al monitor, così da dare l'illusione del colore ai giochi proprio come già accaduto con le console e alcuni cabinati dei primi anni '70.

 

 

3-D Imager

 

Nonostante la vita piuttosto breve furono prodotte anche delle curiose periferiche tra cui il 3-D Imager, un particolare visore che, grazie ad un sistema di dischi rotanti, riusciva ad dare profondità ai videogame.

 

 

penna ottica

 

 

La penna ottica permetteva invece di creare immagini sullo schermo. Uno speciale software permetteva alla console di misurare il movimento e la velocità della penne determinandone la posizione nello spazio.