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Storia dei sistemi ZX Spectrum

Clive Sinclair

 

Nella storia (non solo dei videogiochi) si nota che, spesso, all’origine di grandi società ci sono personaggi stravaganti e un po’eccentrici. E’ il caso di Clive Marles Sinclair, nato nel 1940 in Inghilterra e figlio di due ingegneri, che fin da piccolo dimostra una spiccata originalità e abilità in matematica.
Nel 1961 Sinclair fonda la Sinclair Radionics per entrare nel mercato dei produttori di radio, Hi-Fi calcolatrici e altri sistemi scientifici.

 

 

MK14

 

 

Gli affari non sembrano però andare per il verso giusto e negli settanta la società cambia nome diverse volte: nel 1977 diventa la Science of Cambridge e introduce nel mercato un kit per microcomputer chiamato MK14 (acronimo di Microcomputer Kit 14).

 

 

 

Jim Westwood

 

 

 

Nel 1979 continuano gli investimenti nel campo informatico e l’ingegnere Jim Westwood viene incaricato di coordinare un progetto riguardante un personal computer con processore Zilog Z80A, dall’aspetto futuristico (merito del designer Rick Dickinson) e costruito con i componenti più economici.

 

 

ZX80

 

Nel 1980 esce così lo ZX80, che all’epoca si distinse per la sua particolare tastiera sensibile al tocco, nonché per il costo piuttosto contenuto (79,95 Sterline per la versione “kit” e 99,95 Sterline per la versione già assemblata) e un linguaggio di programmazione BASIC.

 

ZX81

 

Science of Cambridge diventa prima la Sinclair Computers, e dopo pochi mesi cambia nuovamente nome in Sinclair Research Ltd. Nel 1981 viene introdotto lo ZX81, una macchina leggermente più evoluta del predecessore e sempre con un prezzo decisamente basso rispetto alla concorrenza.

 

 

ZX Spectrum

La piattaforma di maggior successo della Sinclair Research Ltd. è però lo ZX Spectrum, lanciato sul mercato nell’ Aprile del 1982 in due versioni: una con 16-Kb di RAM e una con 48-Kb di RAM.
Pur avendo delle caratteristiche inferiori rispetto ai computer concorrenti di fascia alta, lo Spectrum (venduto inizialmente solo per corrispondenza, cosi come anche gli altri sistemi Sinclair) raccolse subito i consensi del pubblico grazie al prezzo contenuto (99 Sterline per la versione a 16-Kb e 129 Sterline per quella da 48-Kb) e al design compatto ed accattivante.

 

 

ZX Spectrum+

Nel 1984 il mondo dei videogame sta lentamente uscendo dalla crisi economica di settore, ma il mercato degli home computer è quello che incontra maggiori difficoltà. Sinclair Research Ltd. decide comunque di introdurre lo ZX Spectrum+, in sostanza uno ZX Spectrum da 48-Kb con un design diverso.

 

 

Sinclair QL

 

Lo stesso anno arriva anche il Sinclair QL (Quantum Leap), un computer di fascia bassa pensato per il lavoro, che però, nonostante il prezzo competitivo di 399 Dollari, si rivela un insuccesso a causa dei bug nel sistema operativo e delle scarse capacità a confronto con i nuovi pc Atari e Amiga.

 

ZX Spectrum 128

 

La società ci riprova con lo ZX Spectrum 128, un sistema con 128 Kb di RAM introdotto in Spagna nel 1985 e lanciato l’anno successivo in Inghilterra.

 

 

Purtroppo però a causa dell’insuccesso degli ultimi sistemi la Sinclair Research Ltd. era già in pesanti guai finanziari, e nel 1986 parte delle sue proprietà vengono rilavate da Amstrad (vedi approfondimento: Storia dei sistemi Amstrad).

 

ZX Spectrum +3

Sotto la guida di Amstrad vengono introdotti nuovi modelli di Spectrum fino al 1988: ZX Spectrum +2,  ZX Spectrum +2A, ZX Spectrum +2B e lo ZX Spectrum +3. Quest’ultimo è il modello più avanzato nella gamma Spectrum, venduto insieme a una light-gun e ad alcuni videogame.

 

Purtroppo nel 1990 anche per Amstrad cominciano ad emergere delle difficoltà nel proseguire gli investimenti nel campo dei personal computer, e lo stesso Clive Sinclair decide di ritirarsi da questo mercato per dedicarsi alla costruzione di prototipi di mezzi di trasporto alternativi.