Credono
nella nostra mission:

Con gli alunni della scuola media di Pero per parlare di videogiochi

Venerdì 19 Maggio (mattino) 2017 ho incontrato una ottantina di studenti della scuola medie di Pero, comune a due passi da Milano.

L'incontro è stato organizzato dalla preside dell'istituto in collaborazione con un bibliotecario della zona con cui, da circa un anno, collaboro perchè mi sono occupato della realizzazione della "gaming zone" del Punto Pero-Cerchiate.

Ancora una volta ho avuto occasione di constatare che i giovani sanno benissimo che, come in tutte le cose, anche nei videogame c'è il bello ed il cattivo tempo. Sanno benissimo che ci sono videogame con un intrattinemento più semplice e più "adulto", ed altre opere che propongono qualcosa di più, che danno riflettere.
Anche in questa scuola quando ho nominato titoli come Journey, Abzu, Valiant Hearts ed altri, alcuni studenti li hanno riconosciuti ed hanno raccontato di averli giocati. Certo: erano una minoranza rispetto a quanti conoscevano Call of Duty e compagnia bella, ma comunque la consapevolezza c'è.

Ancora una volta dunque lamento il fatto che sono gli adulti il vero problema: sono loro che sono diffidenti, chiusi nelle loro presunte certezze, nei preguidizzi. Sono loro che trasmettono queste paure ai più giovani, trasformandoli in adulti altrettanto chiusi e diffidenti nei confronti delle novità e del futuro.

Peccato perchè il mondo ha bisogno di nuove prospettive.

Share |

Emanuele Cabrini