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Breakout

Medaglia Valore storico

Versione Atari - Breakout [Atari 2600]

Dopo lo strepitoso successo di Pong la Atari prosegue il suo cammino cercando un modo per chiarire, agli occhi delle nuove compagnie che si avvicinano al neo-mercato videoludico, di essere la migliore azienda di settore degli anni settanta.
Nel 1976 arriva così Breakout, titolo che ancora una volta dimostra che la semplicità nel gameplay e l’essenzialismo nell’estetica possono essere la soluzione vincente.

UNA NUOVA PROSPETTIVA
Lo sviluppo di Breakout inizia nel ’75; gli uomini dietro al progetto sono ancora una volta Nolan Bushnell e Allan Alcorn, aiutati dalle menti di Steve Bristow e di un giovane Steve Jobs (che ha lavorato per Atari prima di fondare Apple).
Non stupisce quindi che la principale ispirazione del gioco sia proprio quel Pong che nel 1972 aveva sdoganato i coin-op nei bar di tutto il mondo: le sue racchette e la sua pallina quadrata vengono qui reinterpretate in modo semplice ma altrettanto geniale e innovativo.
In Breakout ci troviamo di fronte a uno schermo che nella parte superiore ci mostra una serie di tasselli posti in righe orizzontali come fossero le celle di una tabella: il giocatore li deve distruggere inviando contro di essi in grosso pixel bianco capace di rimbalzare su tutte le superfici.
Breakout è un titolo single-player e l’avversario da battere è l’oblio: la parte inferiore del monitor è infatti vuota e l’unica ancora di salvezza è una piccola barra che guidata proprio dal giocatore.
Si può spostare questo segmento lungo il suo asse orizzontale e, sfruttando la logica dei rimbalzi combinati (racchetta, pareti laterali e mattonelle), si innesca quel divertente meccanismo strategico così tanto innovativo per l’epoca.

ARRIVA IL COLORE
I cabinati degli anni settanta avevano un monitor in bianco e nero e per dare l’effetto colore al gioco venivano utilizzate delle strisce in tinta di acetato poste a ridosso dello schermo.
A questo inconveniente si è poi ovviato con la versione casalina del gioco: Breakout è stato convertito su diverse piattaforme (tra cui non poteva mancare un porting per Atari 2600) e nel corso degli anni è stato oggetto di diverse re-interpretazioni tra cui una del 2000 (per PS One e Pc) nel quale ci troveremo ad abbattere mattonelle all’interno di antichi palazzi e piramidi.

Considerati i canoni moderni, all’occhio del giocatore troppo giovane per conoscere la storia dei videogame Breakout potrebbe apparire solo come un titolo casual non particolarmente attraente (esteticamente parlando).
Invece si tratta della dimostrazione di come un’idea semplice possa ancora divertire e far sorridere a quasi quaranta anni di distanza. Breakout è uno di quei titoli che ha dettato nuove regole e le cui meccaniche sono alla base anche di certi videogame attuali.

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di Emanuele Cabrini

Breakout Breakout Breakout Breakout

L'omaggio di Google Immagini

Digitando "Atari Breakout" è possibile giocare a Breakout.

Gli uomini dietro al videogioco

Breakout

Oltre ai fondatori di Atari anche un giovane Steve Jobs (a sinistra nella foto) ha partecipato alla creazione di Breakout. Per risolvere alcune questioni inerenti al numero di chip, Jobs si fece aiutare dall'amico Steve Wozniak (a destra nella foto).
Jobs e Wozniak fondarono la Apple Computer nel 1976.

Medaglie

Medaglia Valore storico

Valore storico

Breakout è uno dei più grandi classici degli anni '70 del XX° secolo. Le sue meccaniche hanno ispirato moltissimi altri videogame, tra cui il famoso Arkanoid.

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