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Ridge Racer V

Versione Coin-op/Arcade - Ridge Racer V: Arcade Battle

Quello di “titolo disponibile al lancio” di una nuova console è un fardello non semplice da portare, soprattutto se il sistema casalingo in questione è uno dei più attesi di tutti i tempi.
Immaginiamo di tornare nel 2000, quando sugli scaffali dei negozi troviamo Ridge Racer V ad accompagnare l’esordio della PlayStation 2.

RIDGE CITY
Dopo l’intro in cui ci viene presentata Ai Fukami (la modella virtuale che prende il posto della bella Reiko Nagasi di Ridge Racer Type 4) arriviamo nel consueto menù di gioco che presenta un design al passo con i tempi e che offre accesso alle tipiche modalità dei videogame di guida: Time Attack, Free Run e Gran Prix (una volta soddisfatte alcune condizioni comparirà anche la scritta Duel, una modalità in cui dovremo sfidare vetture particolarmente potenti controllate dalla CPU).
E’ scontato dire che il Gran Premio è la competizione che ci terrà impegnati più a lungo sui circuiti di Ridge City, la città immaginaria in cui sono ambientati tutti i sette tracciati di Ridge Racer V. Ogni livello di questa modalità presenta quattro gare di difficoltà crescente, le quali (abbinate al fatto che potremo salvare la partita solo una volta completata l’ultima, la quarta), offrono un livello di sfida interessante per gli appassionati, arduo per i neofiti della serie (a patto ovviamente di non giocare in modalità Easy).

SIMULAZIONE BANDITA
Accompagnati dai commenti di DJ Ken Ayugai e dalla musica (che in questo episodio è decisamente meno invasiva rispetto al passato), affronteremo gare dal gameplay estremamente arcade fatto di accelerate, derapate al limite dell’impossibile e sbandate. Per quanto riguarda la guida le novità più importanti sono una gestione più intuitiva delle derapate e degli urti; anche se non numerosi, questi accorgimenti sono sicuramente apprezzati da chi già si era divertito con gli episodi precedenti della serie.
Cavallo di battaglia di Ridge Racer, dopo aver preso dimestichezza con le vetture avremo modo di apprezzare ancora una volta quella fantastica sensazione di elevata velocità che rende più coinvolgenti le gare (soprattutto con la visuale più vicina all’asfalto).

COSA SONO QUELLE SCALETTATURE?
Dicevamo che Ridge Racer V è stato uno dei titoli inseriti nella line-up di PS2. Il gioco doveva quindi confermare le voci messe in giro da Sony a proposito della potenza tecnica della console. In parte l’obiettivo è riuscito: il motore grafico muove milioni di poligoni con un frame-rate costante, e non sono pochi gli effetti (rifrazione, scintille, superfici riflettenti) che allora non erano poi così scontati.
Tuttavia è impossibile non fare a meno di notare quelle scalettature che imperversano un po’ovunque e che hanno suscitato pesanti rimproveri da parte della critica, mettendo (di conseguenza) in cattiva luce Sony ed il suo gioiellino nero.
A questo aggiungiamo toni un po’ spenti e tendenti verso il grigio; i tracciati sono dotati di un buon design, ma mancano alcuni dettagli che fanno rimpiangere l’atmosfera più vivace degli episodi precedenti.

IN SALA GIOCHI
Poco noto è invece Ridge Racer V: Arcade Battle, la versione coin-op uscita un anno dopo la controparte per console. Questo gioco gira su scheda Namco System 246, e a parte un sensibile miglioramento grafico, è sostanzialmente identico al titolo per PlayStation 2.

A livello di gameplay Ridge Racer V non smentisce la qualità della serie. Alcuni difetti grafici hanno però influito pesantemente sulla reputazione di questo gioco, sul quale Namco e  Sony avevano puntato per mostrare al mondo di cosa era capace la neonata PlayStation 2.

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di Emanuele Cabrini

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