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nella nostra mission:

Pitfall!

Medaglia Valore storico

La fine degli anni settanta e i primi anni ottanta segnano un nuovo interesse per l’esplorazione (attraverso l’immaginazione) di cose misteriose, mondi e popoli sconosciuti del passato e del futuro. Al cinema nascono le saghe di Indiana Jones e di Guerre Stellari, ma l’universo dei videogames non è da meno ed è anch’esso pronto a lanciare una nuova stella: Pitfall!, pubblicato nel 1982 per Atari VCS 2600.

Ideato dalla mente brillante di David Crane e considerato il primo vero platform game a sfondo avventuroso, Pitfall! ci porta in una giungla piena di pericoli ma anche colma di ricchezze
.
Una volta inserita la cartuccia nella console, veniamo immediatamente catapultati nell’azione, e dunque, per sapere qualcosa sulla trama, dobbiamo necessariamente rivolgerci al libretto di istruzioni, il quale ci spiega che il nostro alter-ego è un certo Pitfall Harry, famoso esploratore e cercatore di tesori.

Scopo della missione è recuperare fino ad un massimo di 32 oggetti preziosi (lingotti d’oro o gioielli) entro un tempo limite di venti minuti. Tre sono invece le vite che avremo a disposizione per superare tutti i 255 scenari che compongono il gioco. Contro ostacoli quali coccodrilli, scorpioni, sabbie mobili, pozze d’acqua, serpenti e tronchi d’albero, avremo dalla nostra parte solo un’azione che Pitfall! ha implementato prepotentemente nel mondo dei videogames: il salto.

Saltare era la nostra unica ancora di salvezza in questo titolo che, nonostante le limitazioni tecniche dell’Atari 2600, riusciva a coinvolgere il giocatore con il suo look sobrio ma funzionale (composto dallo sprite multicolore di Harry inserito in una giungla dominata da tinte verdi e gialle), e con la risposta precisa del sistema di controllo.

Ultima caratteristica interessante di Pitfall! è il punteggio: all’inizio partiremo con un bottino di 2000 punti, che potrà diminuire se compiremo un’azione sbagliata (come cadere nelle sabbie mobili) o aumentare qualora riuscissimo a recuperare dei tesori.
Sempre come ci suggerisce il libretto di istruzioni, la vera abilità è riuscire a terminare il gioco senza fare errori, così da totalizzare ben 114.000 punti, impresa tutt’altro che semplice.

EDIZIONI
Pitfall! fu un immediato successo e per questo motivo venne in seguito adattato non solo per altre piattaforme Atari (ad esempio Atari 5200), ma anche per i sistemi Colecovision, MSX, Intellivision e Commodore 64. Queste versioni vantavano lo stesso gameplay dell’originale ma sfruttavano una diversa paletta cromatica.
Nei primi anni ottanta le leggi sul copyright ancora non tutelavano pienamente le opere videoludiche e dunque anche Pitfall! fu vittima di una lunga serie di cloni.

Un videogame per Atari 2600 al giorno d’oggi può sembrare quanto di più obsoleto possa esistere; tuttavia ancora una volta è bene sottolineare quanto alcuni titoli del passato abbiano segnato una svolta nel panorama videoludico. A cosa staremo giocando ora se non ci fosse stato Pitfall?

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di Emanuele Cabrini

Pitfall! Pitfall! Pitfall! Pitfall!

Pitfall! - Longplay

Una partita alla versione Atari 2600 di Pitfall!

L'uomo dietro al videogame

Pitfall!

David Crane nasce nel 1952 a Nappanee, cittadina dello stato dell'Indiana, USA. Inizia la sua carriera di programmatore in Atari nel 1978. Non essendo in linea con le politiche dell'editore, pare che durante una partita a Tennis con alcuni colleghi abbia deciso di fondare insieme a loro una nuova compagnia di sviluppo: nel 1979 nasce Activision, oggi uno dei maggiori publisher del settore.
Lascia nel 1986 la società da lui stesso fondata per dedicarsi ad altri progetti sempre inerenti la programmazione di videogame.
Pitfall! rimane il suo gioco di maggior successo, con oltre quattro milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Medaglie

Medaglia Valore storico

Valore storico

Pitfall! è stato un successo dei primi anni '80 del XX° secolo. Ha inoltre definito nuovi standard per i successivi giochi di azione e avventura.

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