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Zork

Medaglia Valore storico

Zork appartiene ad un genere, quello delle avventure testuali, oggi non più in voga e confinato nella storia dei videogame. Questo passaggio è dovuto al progresso tecnologico: dopo l’arrivo di Pong nel 1972, i videogame iniziarono a diventare la nuova frontiera dell’intrattenimento ma, a causa dei limiti tecnologici, non era possibile ricreare le meravigliose ambientazioni virtuali e le intricate vicende narrative che caratterizzano i videogame attuali.
Il fascino che suscitavano i computer (che negli anni ’70 erano prerogativa di pochi) spinse i primi programmatori con la passione per il fantasy e per la scrittura a digitalizzare le proprie idee: invece di metterle su carta, alcuni pionieri crearono dei libri interattivi nel quale bisognava guidare un personaggio digitando su tastiera le azioni da compiere. Sebbene non fu la prima avventura testuale in assoluto (secondo alcuni pare sia stata Colossal Cave Adventure di  Will Crowther, creata tra il 1975 e il ‘76) Zork del 1977 è forse la più conosciuta, una delle prime a nascere sui computer PDP-10 degli istituiti di ricerca (nel caso specifico il Mit, Massachusetts Institute of Technology) e ad essere in seguito pubblicata sui sistemi casalinghi, ad esempio Apple II e Commodore 64, e commercializzata tra il grande pubblico.

COME GIOCARCI OGGI
Le prime versioni pubblicate, a partire dal 1980, di Zork sono oggi dei pezzi da collezione. Per chi è curioso di provare il gioco senza fare ricerche tra i venditori di retrogame, è possibile recuperare su alcuni store online (come ad esempio il noto Gog) delle antologie contenenti tutti gli episodi della serie (per praticità, la versione commercializzata di Zork fu suddivisa in tre avventure: Zork I: The Great Underground Empire, Zork II: The Wizard of Frobozz e Zork III: The Dungeon Master). In alternativa ci sono alcuni siti web che offrono la possibilità di giocare alla versione originale tradotta in italiano (in questo caso non sarà però possibile salvare i progressi).

IL GRANDE IMPERO SOTTERRANEO
Sebbene inizi in un campo con accanto solo una cassetta della posta e una casa bianca con la porta chiusa, in Zork l’avventura principale si svolge in un Grande Impero Sotterraneo, un mondo nascosto ma vastissimo, dove vivono maghi, stregoni, elfi e molte altre creature provenienti dall’universo fantasy. Il giocatore interpreta un avventuriero senza nome che deve recuperare 19 tesori facendo attenzione a mostri e a trappole.
E’ vero che successivamente sono state realizzate versioni aggiornate di questo videogame (le più recenti aggiunsero anche diverse immagini), ma se vogliamo continuare a parlare delle primissime edizioni allora possiamo dire che il particolare sistema di inserimento comandi e l’assenza di immagini sono le principali caratteristiche che rendono Zork un prodotto poco appetibile per chi non è vissuto in quel periodo. Escludendo gli appassionati di retrogame, i giovani di oggi non sono attratti da un videogiochi di sola lettura e nel quale bisogna digitare su tastiera le azioni da compiere (Zork gestisce anche frasi complesse): “metti la lampada e la spada nella borsa” oppure “apri la cassetta della posta e leggi il volantino”.
A questo si aggiunge il fatto che non è così immediato capire come proseguire; può anche capitare di restare fermi in un punto solo perché si è intuito cosa occorre fare ma non si riesce a formulare correttamente l’azione da compiere.
Per concludere in Zork esiste anche un punteggio che ci premia quando progrediamo correttamente nell’avventura e che tiene conto di tutte le azioni che digitiamo, come se ad ogni pressione del tasto Invio corrispondesse un turno.  Questo espediente viene, ad esempio, sfruttato nella terza avventura di Zork (Zork III: The Dungeon Master): dopo 130 turni può capitare che un terremoto danneggi alcune locazioni, impedendoci di portare a termine alcuni obiettivi secondari.

All’inizio degli anni ’80 Zork fu un grande successo, ma oggi non è più un videogame che può interessare il videogiocatore moderno, meno appassionato, o più semplicemente chi ama i giochi immediati, con grafica spettacolare e tanta azione frenetica. Qui siamo di fronte ad una sorta di libro interattivo, che ha fatto storia, e che merita almeno una prova da parte di chi vuole ripercorrere le origini dell’intrattenimento elettronico. E’ inoltre una di quelle opere entrate a far parte della cultura popolare: citazioni di Zork si trovano in molti ambiti, tra cui nella famosa sitcom The Big Bang Theory.

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di Emanuele Cabrini

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Zork: le origini

Un video-documentario sulle origini di Zork.

Gli uomini dietro al videogame

Zork

Nella foto scattata nel 1985 ci sono Dave Lebling (sinistra) e Marc Blank (destra) che crearono Zork insieme a Tim Anderson e Bruce Daniels. Furono anche i fondatori di Infocom, casa editrice che si occupò direttamente della pubblicazione delle versioni commercializzabili di Zork.
Nel 2012 Dave e Marc furono premiati con l’ Arts and Sciences’ Pioneer Award per il loro contributo nel rendere (attraverso Zork e altri videogame pubblicati da Infocom) fiorente l’industria dei videogame.

Medaglie

Medaglia Valore storico

Valore storico

Zork nasce al Massachusetts Institute of Technology ma viene pubblicato da Infocom solo nel 1980. Anche se Zork non è la prima avventura testuale, è considerata una delle migliori degli anni ‘70 – ’80.

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