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Ikaruga

E’ passato molto tempo dall'era delle sale giochi. Un tempo i ragazzi spendevano tutta la loro paghetta in gettoni e si sfidavano in coppia, con gente che conoscevano appena, solo per il piacere della corsa al punteggio più alto.
Esistevano solo 4 tipi di giochi: i puzzle game, i platform, i picchiaduro e gli sparatutto.
Adesso pensate al migliore esponente di quest’ultimo genere, mettetelo su un mini dvd (anche se la prima versione uscì per Dreamcast e, recentemente, anche su XBOX Live Arcade) e accingetevi a provare la sfida definitiva che vi consumerà i polpastrelli e vi farà fumare la testa.
Ikaruga uscì nel periodo delle home console in cui la gente iniziava a dimenticare questa tipologia di gioco arcade ma, nonostante tutto, si è imposto nelle menti di chiunque lo abbia visto o provato. In maniera positiva (o negativa, a seconda dei punti di vista) ha creato un distacco netto tra vecchi e nuovi giocatori. Infatti Ikaruga è uno sparatutto da lunghe sessioni ed esige molta forza di volontà, concentrazione, memoria e riflessi pronti; insomma tutto quello che si richiedeva anni fa da ogni cabinato per sala giochi.

VELOCITA’, AZIONE E TANTI, TANTI PROIETTILI
Riassumiamo brevemente i comandi: con la leva analogica ci si muove, con A si cambia la polarità della navetta, con B si spara e premendo R+A/B si carica un attacco a ricerca.
Ora vi chiederete: cosa vuol dire cambiare la “polarità” della navetta? In Ikaruga ogni livello è letteralmente ricoperto dai proiettili lanciati dalle varie orde di nemici, le quali si dividono in due grandi gruppi: i bianchi e i neri.
Noi guideremo una navetta che con la semplice pressione di un tasto potrà cambiare polarità (da bianca a nera e viceversa) in modo da assorbire i proiettili corrispondenti, che naturalmente non potremo schivare.
E a questo punto viene fuori un altro importante aspetto del gioco: non esistono power-up e quindi basterà subire un solo colpo per perdere una vita.
Di fatto, tutto il vostro gioco si baserà sul riempire la barra di carica, assorbendo i proiettili che i nemici vi spareranno contro (e attenzione perché anche morendo gli avversari costituiranno ancora una minaccia…)
Ora crediamo che vi rendiate conto di quanto possa essere complicato giocare ad IKARUGA anche se, ovviamente, senza provarlo è solo una considerazione approssimativa. Tocchiamo ora un altro tasto che, detto così, può sembrare dolente…

IL GIOCO PUO’ FINIRE ANCHE IN MENO DI UN’ORA
Ovviamente sconfiniamo nelle probabilità più assurde possibili solo per gente che è cresciuta a pane e sparatutto molto, molto difficili. Vi assicuriamo infatti che senza ricorrere alle vite infinite (che si sbloccano automaticamente dopo aver raggiunto un determinato obiettivo…) in pochi riusciranno a raggiungere il finale del gioco.

Un gioco fenomenale quindi, ma non per tutti. Ikaruga infatti può non esser compreso dalle nuove generazioni di videogiocatori che, abituati a titoli dalle meccaniche più complesse ma semplici a livello di sfida, difficilmente riusciranno a trovare la pazienza di rifare centinaia di volte lo stesso livello per ottenere un buon punteggio.
Attenti, le sale giochi vogliono la loro vendetta!

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di Mirko Di Pasquale

Ikaruga Ikaruga

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L'uomo dietro al videogame

Ikaruga

Hiroshi Iuchi, graphic designer giapponese, inizia la sua carriera nel mondo dei videogiochi nel 1989 sotto Konami. Dopo aver lavorato alla grafica di alcuni videogiochi Hiroshi, nel 1992, lascia la compagnia e fonda Treasure insieme ad altri colleghi. Ha ricoperto il ruolo di Director nello sviluppo di Ikaruga (oltre che di Radiant Silvergun e Gradius V), del quale ha anche curato le musiche, buona parte degli sfondi e molto altro.

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