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Mortal Kombat 4

Versione Dreamcast - Mortal Kombat Gold

Considerando l’evolversi del videogioco, prima o poi doveva succedere che anche la serie Mortal Kombat passasse dalle due alle tre dimensioni. Questo passaggio è avvenuto nel 1997, quando Mortal Kombat 4 ha fatto il suo esordio in sala giochi.

UNA NUOVA MINACCIA
Ancora una volta sarà Raiden, nell’introduzione del gioco, a spiegarci il motivo del quarto torneo Mortal Kombat:

“Migliaia di anni fa, durante un guerra contro il dio Shinnok, fui responsabile della scomparsa di un’intera civiltà. A seguito di un durissimo scontro, Shinnok è stato rinchiuso un luogo chiamato Netherealm, ma la Terra fu costretta a sprofondare in secoli di desolazione e oscurità. Ora che Shao Khan è stato sconfitto, Shinnok è in procinto di liberarsi. Siamo all’inizio di una nuova guerra, che questa volta può essere vinta dai mortali.”

Nella schermata di selezione del personaggio troveremo quindici guerrieri, di cui otto nuove conoscenze: Jarek, Kai, Tanya, Rieko, Fujin, Quan Chi e lo stesso Shinnok. Da notare però che Fujin, Quan Chi e Shinnok erano già apparsi in Mortal Kombat Mythologies: Sub-Zero, uno spin-off uscito poche settimane prima di MK4.

UN PO’ MENO REALISTICO
Chi ha seguito l’evolversi della serie fin dal primo episodio non potrà non notare che la grafica poligonale, pur suscitando un certo interesse, incide, in senso negativo, sul realismo estetico, fino a quel momento un cavallo di battaglia del brand MK.
Il calo dei dettagli è inoltre palese non solo nell’aspetto dei guerrieri ma anche in quello delle arene, meno evocative rispetto al passato, con texture a bassa definizione, e, per alcune di esse, con elementi che sembrano posizionati a caso.
Resta per fortuna inalterato il gore tipico della serie, fattore che se non altro aiuta a non rovinare troppo l’atmosfera tipica di Mortal Kombat.
Da segnalare il fatto che con Mortal Kombat 4 per la prima volta le sequenze finali non sono più delle immagini statiche, ma dei brevi filmati.
Il comparto audio è invece in linea con il contesto, con le voci, i suoni e i rumori che, seppur rivisitati, abbiamo già avuto modo di apprezzare in passato.

ARRIVANO LE ARMI
La grafica poligonale non è però l’unica novità introdotta da Mortal Kombat 4. Con la semplice pressione di un tasto potremo ora estrarre un’arma (una diversa per ciascun personaggio) con la quale infierire sul nostro avversario. Non solo: in alcune arene sono presenti degli elementi (teste mozzate o massi) che all’occasione potremo raccogliere e scagliare contro il nemico.
Pur potendoci spostare di lato, il gameplay rimane simile a quanto visto in MK3, con un’azione abbastanza frenetica incentrata sul tasto “corsa” e sull’esecuzione delle combo.

Mortal Kombat 4 si distingue dal secondo e dal terzo capitolo anche per le mosse finali da eseguire una volta apparsa la scritta “Finish Him”: Friendship, Babality, Mercy e Animality lasciano infatti il posto solo alle Fatality (due per ogni personaggio) e alle Stage-Fatality (una nel giaciglio di Goro, l’altra nello stage della prigione).

NON SOLO IN SALA GIOCHI
Subito dopo l’arrivo nelle sale giochi, Mortal Kombat 4 è stato convertito su PlayStation, Nintendo 64 e PC. Molto particolare risulta l’adattamento per Game Boy Color, che ovviamente rinuncia alla terza dimensione e, per limiti di memoria, ad alcuni personaggi.
Nell’Autunno del 1999 viene lanciato il Dreamcast; tra i titoli di lancio troviamo Mortal Kombat Gold, una versione riveduta di Mortal Kombat 4, che migliora la grafica e che aumenta il parco lottatori con sei nuove unità: Kitana, Mileena, Cyrax, Kung Lao, e Baraka,

Purtroppo l’esordio di Mortal Kombat nella terza dimensione non è stato dei migliori. La grafica un po’ spartana e la mancanza di dettagli fanno di Mortal Kombat 4 una sorta di parodia grottesca degli episodi precedenti.

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di Emanuele Cabrini

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L'uomo dietro al videogame

Mortal Kombat 4

Ed Boon, o più propriamente Edward J. Boon, è una delle due principali menti dietro la creazione di Mortal Kombat, insieme a John Tobias. Ha lavorato ai capitoli dell'intera saga, solitamente come capo programmatore, e ha anche prestato la sua voce a Scorpion, il suo personaggio preferito, in più di una occasione.

Medaglie

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