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Silver

Tra i tanti videogiochi prodotti dalla Infogrames di Lione nell’anno 1999 uscì l’atipico Silver, gioco di ruolo per PC (convertito poi per Dreamcast) che sfruttava un peculiare sistema di controllo che gli ha permesso di ottenere un discreto successo di critica.

IL RATTO DELLE MOGLI
L’arcipelago di Jarrah è governato da un malvagio imperatore di nome Silver che, un giorno, sulle coste di Paradisia invia le sue navi comandate dal figlio Gorgon per emettere un editto imperiale: “E’ decretato che tutte le donne in grado di procreare siano condotte davanti all’imperatore Silver, in modo che possa scegliere la sua futura sposa. Chiunque si opponga a quest’ordine sarà accusato di tradimento e giustiziato sul posto.“
Contemporaneamente in campagna, David, ignaro di tutto, si allena con il nonno sotto lo sguardo vigile della moglie, che presto viene portata via dai luogotenenti di Silver. Da questo momento inizia la resistenza di David e del gruppo di avventurieri che pian piano lo seguiranno nell’avventura.

IN TRE CONTRO IL MALE
David è solo il primo e più importante di una serie di personaggi che man mano si aggregheranno al nostro seguito. Sebbene il nostro party sarà guidato da solamente tre eroi alla fine ne incontreremo sei suddivisi in tipologie: Mago, Arciere, Guerriero, Monaco. Le tipologie variano leggermente la quantità di forza/vita/magia che i personaggi possiedono.
Il loro controllo è affidato all’accoppiata mouse/tastiera con un sistema molto simile agli rts: cliccando su un personaggio se ne prende il controllo diretto. Premendo contemporaneamente il tasto CRTL insieme al tasto sinistro del mouse, e muovendo il cursore in una direzione, la spada del nostro personaggio effettuerà fendenti e affondi. 
Selezionando un’area dello schermo potremo prendere il controllo di tutto il team definendo quale nemico attaccare tutti insieme; se invece decidiamo di concentrarci solo su un avversario gli altri membri del party interverranno solo e se direttamente attaccati.
Al tasto destro del mouse è affidato un menu circolare che permette di utilizzare oggetti, le otto sfere magiche (l’arma definitiva contro Silver), equipaggiamento e tecniche speciali.

IL CLASSICO NON SI TOCCA
Silver sfrutta un motore grafico tridimensionale per i personaggi in stile semi-deformed, per i nemici e per gli effetti grafici. Tutti gli scenari sono invece pre-renderizzati con un 2d ben disegnato ed evocativo. Come in tanti giochi fantasy, anche in Silver ci troveremo ad esplorare diverse ambientazioni ispirate ad otto elementi magici: ghiaccio, fuoco, veleno, terra, luce, cura, fulmine e tempo.
Non mancano tutti i clichè del genere quali, goblin, spiritelli della foresta, draghi, maghi, profezie. In più i designer si sono sbizzariti nel camuffare nelle ambientazioni alcuni aggeggi tecnologici contemporanei (come ad esempio un moderno gabinetto in un castello antico), fattore che aggiunge un tocco spiritoso alle tante location.
Dal punto di vista sonoro i temi musicali accompagnano bene l’avventura svolgendo la loro parte di sottofondo.
La versione italiana soffre di un esilarante doppiaggio completamente sconnesso e non in grado di ricreare la personalità degli eroi, disegnati con uno stile a metà tra l’occidentale e l’orientale.

Sebbene Silver non presenti né una trama degna di nota né una realizzazione tecnica da urlo, il suo particolare sistema di controllo (una novità per i tempi) rimane fruibile ed interessante anche oggi, e gli ha permesso inoltre di crearsi di una nicchia di affezzionati. 

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di Mirko Di Pasquale

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L'uomo dietro al videogame

Silver

Marc Littlemore è una delle persone che hanno lavorato a Silver. Il suo duplice compito, in particolare, è stato quello di programmatore e lead scene scripter. Sua altra passione, oltre ai videogiochi, è la musica elettronica. Suona sotto lo pseudonimo di DJ Cruze, realizzando serate fra Regno Unito e Germania.

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