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Mortal Kombat: Distruzione Totale

Anche se il primo film di Mortal Kombat (datato 1995) non è una pellicola da inserire negli annali della storia del cinema, all’epoca il fatto di vedere sul grande schermo i propri beniamini aveva comunque spinto tanti appassionati di videogiochi al cinema. Era quindi lecito aspettarsi un seguito che arriva due anni dopo e che prende il nome di Mortal Kombat: Distruzione Totale (Mortal Kombat: Annihilation il titolo originale).

DOVE SONO SPARITI?
John R. Leonetti da direttore della fotografia nel primo film prende le redini del progetto diventando regista. E la differenza si vede, in senso negativo purtroppo. Già dalla prima scena si nota che tutti gli attori facenti parte di Mortal Kombat (fatta eccezione per Robin Shou che interpreta nuovamente Liu Kang) hanno deciso di non entrare nel cast di Distruzione Totale. Proseguendo nella visione si evince un certo contrasto con la pellicola precedente sotto tutti i punti di vista: narrativo e anche qualitativo.
Sembra di trovarsi di fronte a un B-movie, condito con troppi effetti speciali poco curati, frasi banali e scontate, montagne di combattimenti con attori non esperti di arti marziali (salvo eccezioni) tutti accompagnati da inutili musiche da discoteca.
Anche sul fronte dei costumi si è fatto un inspiegabile passo indietro: alcuni (quello di Sub-Zero, per esempio) sembrano realizzati da cosplayer in erba.

UNA STORIA INFELICE
Per quanto riguarda la vicenda raccontata, qui si è cercato di creare una mescolanza tra quanto accade nei videogame Mortal Kombat 2 e Mortal Kombat 3. Il malvagio Shao-Khan ha deciso di trasgredire alle regole e di invadere la Terra nonostante lo stregone Shang-Tsung sia stato sconfitto durante il torneo Mortal Kombat. Al Dio del Tuono, Raiden, viene lasciato il compito di illuminare, ancora una volta, la via ai campioni terrestri.
Nel tentativo di soddisfare gli appassionati, in Distruzione Totale si è cercato di inserire (talvolta solo con piccole apparizioni o citazioni) quasi tutti i combattenti del videogioco. Cercando di condensare tutto in circa 90 minuti si è però ottenuto l’effetto contrario: non viene dato sufficiente carattere ai personaggi principali e la storia nel complesso è raccontata con troppa banalità.

Mortal Kombat: Distruzione Totale delude. Ci si aspetta di più dal momento che, il primo film, tutto sommato si lasciava guardare. In questo caso ci troviamo di fronte a un prodotto che non piace né agli appassionati del videogioco né a chi vorrebbe solo godersi un bel film.


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di Emanuele Cabrini

Mortal Kombat: Distruzione Totale Trailer

Trailer originale del 1997

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