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Resident Evil: Degeneration

Stanchi dei soliti film che con il videogioco hanno in comune solo il nome o poco altro? Non c’è problema: ci pensano Sony Entertainment e Capcom a darci in pasto un lungometraggio basato su Resident Evil, uno dei franchise horror più importanti degli ultimi anni.

Dunque niente più Mila Jovovich a tenere a bada orde di zombie assetati di cervella umane: peccato, per questa volta ci dovremo accontentare dei cari vecchi Claire Redfield e Leon S. Kennedy in computer grafica.
Come il produttore Hiroyuki Kobayashi ha sempre sottolineato sin dall’inizio dei lavori, Resident Evil Degeneration è stato pensato principalmente per i numerosi fans della serie, non per la massa. L’idea del regista Makoto Kamiya e del suo team è stata quella di inventare una storia da zero che andasse però a colmare il buco narrativo creatosi tra la fine del secondo e del terzo RE e l’inizio del quarto.
Cosa è successo a Raccoon City dopo l’esplosione che l’ha rasa al suolo? E la Umbrella Corporation ha davvero chiuso i battenti? Ma soprattutto, il mondo è venuto a sapere del terribile T-virus o tutto è stato come al solito insabbiato? Questi sono i principali interrogativi a cui il film cerca di dare una risposta.
Per chi conosce la saga dai suoi albori potrà notare inoltre un buon numero di omaggi al videogioco, come ad esempio l’incontro tra Claire e Leon del tutto simile a quello avvenuto in Resident Evil 2.
Nel film vengono introdotti anche nuovi personaggi (abbastanza caratterizzati ma di cui non sveliamo nulla) che forse potremo vedere anche nei futuri videogiochi e che, nel nostro caso, arricchiscono la trama di complotti e qualche colpo di scena.
Purtroppo però Degeneration non riesce appieno nel ricreare quello che tutti noi ci aspettiamo da un RE o più in generale da un film horror: tensione e ansia nello spettatore.
Forse a causa dell’inesperienza di Makoto Kamiya (qui al suo debutto come regista) il film fatica a generare le emozioni sopra elencate. Anzi, la costante presenza di Leon, diventato un vero e proprio Terminator per zombie, crea l’effetto contrario. Il protagonista maschile ci trasmette fin troppa sicurezza: si muove senza nessun timore tra i non morti come se fosse la cosa più semplice del mondo, arrivando alla fine della missione senza procurarsi nemmeno un graffio.

Dal punto di vista prettamente tecnico la computer grafica utilizzata per Degeneration, anche se non raggiunge gli apici delle maggiori produzioni, è comunque accettabile, condita con vari effetti speciali e personaggi dalle espressioni credibili.
L’audio, che nel videogioco è una parte essenziale dell’esperienza, qui sembra invece passare in secondo piano.

Resident Evil Degeneration ci lascia un po’ con l’amaro in bocca.
Se da una parte è interessante per via dei misteri che cerca di svelare, dall’altra è un peccato che non si sia spinto di più sull’atmosfera, al punto che alcuni spettatori potrebbero rischiare di annoiarsi.
Solo per appassionati.

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di Emanuele Cabrini

Resident Evil: Degeneration Resident Evil: Degeneration

Trailer Resident Evil: Degeneration

Trailer edizione Dvd e Blu-ray

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