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Baten Kaitos: Le Ali Eterne e l'Oceano Perduto

Splendido gioco annunciato ed uscito quasi in contemporanea con il tanto amato Tales of Symphonia di Namco, Baten Kaitos è stato “purtroppo” messo in ombra dal sopraccitato titolo.
D'altronde, nell’era in cui spopolano gli anime giapponesi, era difficile che un gioco così “barocco” ottenesse gli stessi consensi.
Tenendo presente ciò, andiamo ad analizzare probabilmente il più bel JRPG presente nell’arco di vita del GameCube.
Progetto realizzato da Monolith e Tri-Crescendo, diretto da Hiroya Hatsushiba e Yasuyuki Hone, Baten Kaitos è stato prodotto da Tadashi Nomura (Kingdom Hearts e vari Final Fantasy) e  sceneggiato da Masato Kato. Le splendide musiche sono invece curate da Motoi Sakuraba.

La storia di Baten Kaitos ha origine da un culto secondo cui nell’antichità il Dio distruttore Melpercio uccise la Balena (Dio protettore dell’oceano) che, morendo, inghiottì l’oceano . In seguito a questa guerra, la Terra fu divisa in molteplici isole volanti diventate il corpo-prigione dello stesso Melpercio che, così diviso, non aveva più il potere di ricostruirsi.
Costretti a muoversi in un mondo fatto di continenti fluttuanti tra le nuvole, gli esseri umani hanno sviluppato la capacità di volare attraverso le invisibili “Ali del Cuore”.
La nostra storia parte con la perdita di memoria di Kalas, un ragazzo che stranamente è nato con una sola ala.
Partiamo da una scelta degli sviluppatori che ci lascerà interdetti: dopo esser rimasti affascinati dallo splendido filmato iniziale, scopriremo presto che non ce ne saranno più (… forse nel finale?).
L’intera trama verrà infatti narrata da intermezzi realizzati con il motore grafico del gioco, senza cambi di inquadrature in quanto gli scenari presenti vengono proposti con la migliore grafica 2D degli ultimi anni.

Baten Kaitos è un gioco “atipico” in ogni sua parte, a partire dal fatto che noi non impersoneremo il protagonista (Kalas) ma bensì saremo il suo “Spirito Guida”.
Infatti, durante le varie fasi del gioco, i personaggi ci chiederanno dei semplici consigli a cui noi dovremmo rispondere (niente di particolarmente complesso ovviamente).
In più anche il sistema di combattimento a turni è piuttosto singolare, affidato a particolari carte denominate “magnus”, che includono l’essenza di vari oggetti. Ogni carta ha dei numeri negli angoli e noi dovremo realizzare varie combo formando delle scale di numeri o delle coppie (interessante la scelta dell’effetto “confusione” su un vostro personaggio, in quanto renderà mobili i numeri sulle carte rendendo più difficile realizzare le combo).

La resa grafica degli scenari è splendida, perfettamente animati e curati nei minimi dettagli; più di una volta vi lasceranno con la bocca spalancata, supportati da una colonna sonora che vi rapirà e immergerà in un modo fantastico, tanto che non sfigurerebbe neppure nelle migliori orchestre (viene infatti prodotta e venduta anche come cd musicale). Purtroppo i modelli poligonali dei personaggi appaiono un po’ sottotono e con alcune lievi cadute di stile.

La durata dell’avventura farà inoltre contenti i giocatori di vecchia data (si attesta sulle 50 ore) con l’aggiunta di poche ma lunghe sotto quest.
In pratica Baten Kaitos è un titolo da mettere nella Top 10 del GameCube. Un gioco non perdere nel caso in cui si è appassionati del genere e da provare se non lo si è, anche solo per rifarsi gli occhi e ascoltare della buona musica, o per lasciarsi rapire da una trama che parte piuttosto banalmente ma che lascia di stucco nel finale.

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di Mirko Di Pasquale

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