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Il Signore Degli Anelli: La Terza Era

Dopo aver commercializzato due videogiochi basati sui film Le due torri ed Il ritorno del re, Electronic Arts propone nel 2004 altri due titoli ambientati nella Terra di Mezzo. Uno di questi è Il Signore degli Anelli: La battaglia per la Terra di Mezzo, strategico legato alla trilogia cinematografica, l’altro è Il Signore degli Anelli: La Terza Era, un gioco di ruolo che presenta personaggi nuovi.

In questo titolo l’attenzione non si focalizza su Frodo, Aragorn, Gandalf o altri volti noti del mondo tolkieniano, per quanto questi personaggi facciano occasionali comparse (Gandalf riveste anche i panni del narratore). Per l’occasione sono stati creati dei nuovi avventurieri, in primo luogo Berethor, un capitano di Gondor che è stato inviato a nord per mettersi sulle tracce di Boromir. Lungo la strada viene assalito dai Nazgul, ma giunge in suo soccorso l’elfa Idrial, altro personaggio creato per il gioco. I due iniziano a viaggiare insieme, percorrendo grosso modo lo stesso sentiero della Compagnia dell’Anello e creando a loro volta una seconda compagnia. Al loro gruppo si aggiungono infatti il ramingo Elegost, il nano Hadhod, la fanciulla guerriera Morwen ed il rohirrim Eaoden. Pur essendo nuovi personaggi sono stati tutti realizzati sulla base di alcuni “tipi” noti agli appassionati. Elegost somiglia ad Aragorn ma scaglia frecce come Legolas, Hadhod ricorda Gimli, e così via. Alcuni di loro sono poi comparsi anche nel Signore degli Anelli: La battaglia per la Terra di Mezzo 2, come eroi pre-impostati nella modalità “crea un eroe”.

L’essenza del gioco è costituita dalle sue battaglie, gestite con un sistema a turni che ricorda quello di titoli come Final Fantasy X. Il giocatore schiera tre dei suoi eroi e combatte con una serie di poteri ed abilità speciali. La restante parte del gioco si riduce all’esplorazione di ambienti piuttosto lineari, in cerca di equipaggiamento utile per i prossimi scontri. Non sono presenti NPC, locande o mercanti, e le stesse interazioni all’interno della compagnia sono ridotte all’osso. Viene quindi a mancare sia la libertà dei GDR occidentali, sia l’introspezione di quelli orientali, e la componente ruolistica si riduce alle scelte belliche. Almeno sotto questo punto di vista però la quantità di opzioni è garantita. Ogni personaggio possiede un gran numero di poteri unici e pezzi di equipaggiamento. Ulteriori armi sono sbloccabili nella modalità malvagia, una sorta di minigioco in cui si combattono alcune battaglie nei panni dei cattivi. Gli scontri sono divertenti e semi-casuali, regolati da una icona con l’occhio di Sauron o un Palantir. Sbloccare ed utilizzare nuove abilità è un ottimo incentivo per proseguire, nonostante la difficoltà non sempre sia regolata al meglio. A fianco di molti scontri eccessivamente facili vi sono svariati “colli di bottiglia” in cui la difficoltà subisce improvvise impennate. Sotto il profilo tecnico la grafica è complessivamente buona, pur con qualche vistosa caduta di stile. Apprezzabile constatare come ogni elemento dell’armatura equipaggiato modifichi l’aspetto del personaggio in battaglie, cutscenes ed esplorazioni. Sono presenti anche numerosi spezzoni della trilogia cinematografica, rimontati per creare brevi racconti narrati da Gandalf. È presente il doppiaggio in italiano, tranne che nella versione Game Cube (in cui il gioco è interamente in inglese, ad eccezione del manuale).

Un gioco di ruolo castrato e ridotto alle sole battaglie e poco più, ma queste ultime riescono a divertire. Il gioco termina prima di iniziare ad annoiare, ma avrebbe fatto comodo una opzione per saltare le lunghe animazioni degli attacchi speciali. Complessivamente godibile ma privo di attenzione per dettagli non sempre trascurabili.

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di Francesco Toniolo

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La Terza Era: Trailer

Il video mostra i personaggi e le battaglie che affronteremo nel gioco.

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