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The Legend of Zelda: The Wind Waker

Medaglia Consigliato da GameSearch.it

Al suo annuncio, The Legend of Zelda: The Wind Waker sorprese chi aspettava su Nintendo GameCube la comparsa di un episodio della saga dall’aspetto cupo e maturo, come un filmato di presentazione del 2000 sembrava lasciar intendere: il prodotto definitivo infatti – uscito fra la fine del 2002 ed il 2003 – mostrava invece uno stile decisamente ‘cartoonesco’ che è andato poi a caratterizzare una sorta di filone secondario della saga soprattutto nelle sue incarnazioni portatili.

LA NUOVA AVVENTURA
Il filmato introduttivo che apre l’avventura racconta, tramite una pergamena, la storia ancestrale di un eroe dalla tunica verde che giunse dal nulla per sconfiggere un grande potere oscuro (storia che un appassionato della saga riconduce agevolmente agli eventi di The Legend of Zelda: Ocarina of Time), aggiungendo che in seguito a quegli eventi il mondo intero fu travolto dai flutti, lasciando solo una vasta distesa d’acqua costellata da atolli e isolette. È in questo ambiente che un giovane Link, nel giorno del suo compleanno, lascia l’isola natia insieme ad un gruppo di pirati, per salvare la sua sorellina rapita da un immenso volatile. Pur fallendo (inizialmente) nel suo compito, Link viene assoldato dal veliero parlante Re Drakar per una ben più importante e complessa impresa, che porterà i due ad esplorare il vasto oceano in lungo e in largo. Come per altri episodi della saga è evidente anche solo da questo inizio il sostrato mitico/fiabesco del videogioco, che la componente grafica rende simile ad un grande cartone animato in questo caso. Un “film d’animazione” con un acquatico mondo da sogno in cui ogni angolo racchiude suggestioni e meraviglia.

LA VIA DEL MARE
Come intuibile, a differenza di altri The Legend of Zelda, qui Link trascorre molto tempo viaggiando in barca, per spostarsi da un’isola all’altra. Rimane intatta la classica struttura dei dungeon sotterranei, presenti su determinati isolotti, ma il mondo di gioco non ha più la dimensione di pianura degli Hyrule Fields di Ocarina of Time, ad esempio. Questo comporta la presenza di uno spazio molto più ampio, in cui le distanze si allungano e prevale la dimensione dell’orizzonte, degli isolotti lontani, remote promesse di un mondo da esplorare per carpirne i segreti. In questa vastità non mancano comunque diverse occasioni per movimentare il viaggio, dai mostri marini alla scoperta di zattere e improbabili sottomarini di legno, passando per pesci cartografi e venditori ambulanti. Senza contare la sola bellezza di navigare incontro al sole che sorge dopo una lunga notte di viaggio, o fermarsi a guardare le stelle col proprio cannocchiale, e tanti altri piccoli piaceri forniti da questo mondo, fino al più piccolo refolo di ‘cartoonesca’ brezza marina. Non solo la meta, dunque, ha il suo valore, ma anche il viaggio per raggiungerla. Vero anche, tuttavia, che alla lunga il vagabondaggio per i ben quarantanove settori della mappa (tutti con relative isole, tesori sommersi, ecc.) può alla lunga stancare, anche perché il classico ‘teletrasporto’ si ottiene piuttosto avanti nel gioco e riguarda solo determinate isole. Non è un problema, comunque, per coloro che sono in grado di gustarsi al meglio questi viaggi per mare, che potrebbero addirittura venire ricercati più della destinazione stessa.

VECCHIO E NUOVO
Come ogni The Legend of Zelda degno di tal nome, anche The Wind Waker mantiene alcuni elementi dei suoi predecessori, ne modifica altri e ne inserisce di nuovi, andando a creare un videogioco che è già noto eppure nuovo al tempo stesso. Vengono mutuati elementi come il tasto per ‘agganciare’ i nemici, alcuni degli strumenti impiegati dall’eroe, persino personaggi del passato ed altro ancora. Il tutto adattato ad un mondo di mare e non più a prevalenza terrestre. L’idea della musica come chiave per controllare l’ambiente circostante si evolve, e dall’ocarina si passa ad una bacchetta da direttore d’orchestra, con cui controllare i venti del mare. Diversi oggetti, oppure, acquisiscono ulteriori funzioni se utilizzati sulla barca, come le bombe che vengono sparate da un cannone o il rampino che serve per pescare i tesori sommersi. Sono specialmente i tanti piccoli dettagli a rendere questo videogioco (e la sua serie di appartenenza in generale) un ottimo prodotto. Non si finisce mai di sperimentare e (ri)scoprire anche ciò che veniva dato per acquisito. Il tutto in una struttura che rimane accessibile anche a videogiocatori non navigati e/o piuttosto giovani, a cui hanno guardato gli sviluppatori anche nella scelta estetica per questo particolare episodio. Senza nulla togliere a persone più navigate del mondo videoludico (salvo forse delle boss fight un po’ facilitate) che possono trovare molti altri spunti di interesse per giocarci. Ed a proposito di piccoli dettagli, un esempio per tutti: i grandi occhi di questo Link in versione toon che, con sguardo indagatore, stimolano il protagonista ad osservare l’ambiente di gioco, seguendo la direzione in cui di volta in volta il protagonista rivolge la sua attenzione.

IL REMAKE
Nel 2013 è uscito The Legend of Zelda: The Wind Waker HD, remake per Nintendo WiiU del videogioco originario. Oltre a prevedibili migliorie grafiche (come la risoluzione in 1080p), questa versione HD presenta alcune piccole differenze rispetto a quella per GameCube. Oggetti come la ‘macchina fotografica’ sono migliorati nel loro utilizzo, mentre la possibilità di connettersi al Game Boy Advance è stata sostituita da nuove funzioni legate al Miiverse. È stata inoltre aggiunta la Vela Rapida, per accontentare le persone meno interessate ai viaggi per mare, mentre per i videogiocatori in cerca di una sfida è disponibile la Modalità Eroe, in cui i nemici infliggono danni doppi e non si trovano cuori in giro. Queste ed altre novità rendono la versione HD ancor più un videogioco meraviglioso e adatto a tutti i palati, con il superamento dei (piccoli) difetti della versione GameCube.

Magnifico già nella sua prima apparizione, ed ancor più bello nella successiva riproposizione, in cui si è cercato di venire incontro alle esigenze di tutti senza però snaturare il cuore del videogioco, lasciando a discrezione del giocatore l’impiego delle aggiunte come la Vela Rapida.

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di Francesco Toniolo

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The Legend of Zelda: The Wind Waker - Trailer

Il trailer originario del videogioco

L'uomo dietro al videogame

The Legend of Zelda: The Wind Waker

Nato in Giappone nel 1952, Shigeru Miyamoto fin da piccolo ha dimostrato grande affinità con la pittura. Dopo aver studiato disegno industriale viene assunto da Nintendo nel 1977 per ricoprire il ruolo di artista. Il suo primo successo è Donkey Kong, ma Miyamoto è anche autore di altri brand diventati icone del mondo dei videogame tra cui Super Mario Bros e The Legend of Zelda. Nel 2012 ha ricevuto il premio Principe delle Asturie nella categoria Comunicazione e Umanistica. Insieme a Takashi Tezuka è stato il producer di The Legend of Zelda: The Wind Waker.

Medaglie

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Atipico ma ottimo esponente della saga di The Legend of Zelda, soprattutto nel rifacimento in HD per tutti i palati, esteticamente appagante e ricco di avventurosi viaggi per mare.

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