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Castlevania: Circle of the Moon

Il 21 Marzo 2001 il GameBoy Advance fa il suo esordio in Giappone. A rendere ancora più interessante il lancio della console portatile a 16-bit è la presenza di un nuovo episodio di Castlevania, una delle serie più amate dai videogiocatori di tutto il mondo.
Una mossa astuta e coraggiosa quella di Nintendo, che con Castlevania: Circle of the Moon (stranamente arrivato in Europa qualche mese più tardi senza il sottotitolo “Circle of the Moon”), dimostra che il GBA è una piattaforma in grado di soddisfare, da subito, diversi palati.

UN ANTICO NEMICO

Come da tradizione anche Circle of the Moon ci vede impegnati in una difficile battaglia per impedire a Dracula, da poco risorto grazie ai sortilegi di Lady Camilla, di recuperare completamente le forze.
Un’ eterna lotta che si ripete periodicamente (Circle of the Moon è ambientato nel 1830): questa volta la sorte dell’umanità grava sulle spalle del giovane Nathan Graves, mosso non solo dall’istinto  di sconfiggere il principe delle tenebre, ma anche dalla necessità di salvare il suo vecchio maestro Morris Baldwin. Sulla sua strada ci saranno le solite creature mostruose e un amico invidioso.

AMMAZZAVAMPIRI
Il gameplay di Castlevania: Circle of the Moon prende spunto da quel Symphony of the Night, capolavoro osannato da pubblico e critica, uscito nel 1997 su PlayStation One. Tra le nostre mani abbiamo quindi un action-game 2D che mescola elementi ruolistici (l’acquisizione di punti esperienza, l’utilizzo di diverse armature, magie e accessori) e piattaforme.
L’unica vera innovazione di questo Castlevania è il DSS (Dual Set-up System), un sistema di carte speciali (suddivise in due macrogruppi chiamati rispettivamente Attribute cards e Action cards) che, se combinate a dovere, infondono poteri magici all’attacco o nella difesa del nostro alter-ego virtuale.
E’ così giunto il momento di menzionare la principale caratteristica di questo gioco: l’elevato livello di difficoltà. Circle of the Moon è infatti un titolo che non fa sconti a nessuno: le stesse carte magiche non sono facilmente reperibili (noi abbiamo terminato l’avventura recuperandone solo otto su venti), così come è scarsa l’offerta di pozioni di recupero.
Anche i mostri che incontreremo lungo il tragitto sapranno darci del filo da torcere; capiterà inoltre più volte di doverci impegnare a crescere di livello per poter sconfiggere particolari boss altrimenti impossibili da abbattere.

L’ottima risposta del sistema di controllo, il design accattivante del labirintico castello (ricco di aree segrete) e la sapiente distribuzione delle aree di salvataggio, tuttavia esortano il giocatore che non si lascia intimidire dalla difficoltà ad andare avanti.

IL CASTELLO DEL MALE

Altro elemento che contraddistingue Circle of the Moon è la sua qualità tecnica, dalla grafica di buona fattura (impreziosita da una discreta varietà di ambientazioni) alla colonna sonora che, tra l’altro, ripropone alcuni brani storici della serie in chiave remixata.
Unica nota dolente sono le animazioni non particolarmente generose del nostro Nathan Graves e di alcuni nemici.

Castlevania: Circle of the Moon è la risposta di Konami a quei giocatori che non avevano particolarmente gradito i capitoli in tre dimensioni apparsi su Nintendo 64. Un titolo nel complesso bello da vedere e da giocare, a patto di non lasciarsi scoraggiare da un livello di difficoltà non adatto a tutti.

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di Emanuele Cabrini

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