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Final Fight

Medaglia Valore storico

Versione GameBoy Advance - Final Fight One

Con l’arrivo di Double Dragon nel 1987 i picchiaduro a scorrimento iniziano ad essere presi sul serio dai videogiocatori di tutto il mondo. Ma è nel 1989 che con Final Fight, Capcom detta definitivamente le regole di base che i videogame appartenenti a questo particolare genere dovranno seguire.

CHI FA DA SE’…
La vicenda si svolge a Metro City, realtà metropolitana minacciata dalla banda di criminali nota come Mad Gear. Jessica, la figlia del sindaco (un ex lottatore di Wrestilng chiamato Mike Haggar) è stata rapita dalla gang guidata dal malvagio Belger per indurre il primo cittadino a collaborare con i malavitosi. Invece di rivolgersi alla polizia, il forzuto Haggar si fa beffa del buon senso e strappandosi la camicia decide di farsi giustizia con le proprie mani, aiutato da Cody (esperto picchiatore e fidanzato di Jessica) e da Guy (amico di Cody e maestro di arti marziali).

… FA PER TRE

Dal preambolo scopriamo quindi che i personaggi tra cui scegliere il nostro alter-ego sono tre: Mike, Cody e Guy. Questi eroi si differenziano per l’estetica e le tecniche impiegate, ma la sostanza del gamplay resta invariata: due soli tasti (uno per l’attacco e l’altro per il salto) per rendere il gioco il più immediato possibile, e da premere contemporaneamente nel caso si intende sfruttare una mossa speciale che ci libera dall’assalto dei nemici ma che ci toglie anche una parte dell’energia.
Altra caratteristica diventata di uso comune con Final Fight è la possibilità di afferrare un avversario per poi lanciarlo contro gli altri loschi figuri.
La risposta ai comandi è ottima e come unico neo si potrebbe segnalare un livello di difficoltà non particolarmente calibrato (caratteristica comune agli arcade dell’epoca), che diventa molto elevato poco dopo l’inizio del gioco.

I DETTAGLI FANNO LA DIFFERENZA
Final Fight non avrebbe incollato milioni di giocatori ai cabinati se non avesse avuto una grafica innovativa e all’avanguardia. Per gli standard di allora i personaggi godevano di ottime animazioni ed erano di dimensioni generose (soprattutto alcuni boss). Decisamente azzeccata anche l’atmosfera pop delle ambientazioni (oggi Final Fight può essere visto come un omaggio agli anni '80 del XX secolo) impreziosite da un elevatissimo livello di dettaglio.

Final Fight è una pietra miliare nel mondo dei videogiochi: la sua immediatezza, la grafica sontuosa e il suo carisma suscitano ancora oggi l’interesse degli appassionati.

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di Emanuele Cabrini

Final Fight Final Fight

Final Fight - Longplay

Cody si fa largo tra i nemici di Final Fight.

L'uomo dietro al videogame

Final Fight

Yoshiki Okamoto nasce in Giappone nel 1961. Inizia a lavorare nel mondo dei videogame per Konami dove crea i classici arcade Time Pilot (1982) e Gyruss (1983). Non soddisfatto dal contratto lavorativo, nel 1984 diventa dipendente di Capcom, software house con la quale realizzerà nemerosi giochi di successo tra cui Final Fight e Street Fighter II. Nel 2005 fonda una propria compagnia (Game Republic) che guida fino al 2011.

Medaglie

Medaglia Valore storico

Valore storico

Final Fight è stato uno dei videogame più gettonati nei bar e nelle sale giochi di tutto il mondo. Ha inoltre dettato nuovi standard qualitativi per i picchiaduro a scorrimento in 2D.

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