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Killer Instinct

Medaglia Consigliato da GameSearch.it Medaglia Valore storico

Quando ancora Street Fighter II e Mortal Kombat si contendevano il trono di miglior picchiaduro ad incontri, nel 1994 ecco arrivare nelle sale giochi Killer Instinct, un titolo sviluppato da Rare che ha subito catturato l’attenzione degli appassionati.

IL PARADISO DEI MOSTRI
Uno dei punti di forza di Killer Instinct è sicuramente l’atmosfera che strizza l’occhio ad alcuni canoni dell’universo horror, gotico e fantascientifico: dieci creature strappate dai racconti e dai tipici film per ragazzi dovranno darsele di santa ragione in un pretenzioso torneo messo in atto dalla Ultratech con lo scopo di identificare il guerriero-arma più potente.
Killer Instinct ha così soddisfatto le fantasie di chi da tempo voleva veder combattere un licantropo contro un alieno di ghiaccio, un robot contro un dinosauro, un monaco tibetano contro uno scheletro armato di scudo e spada, o ancora un capo tribù indiana contro una sorta di torcia umana, il tutto condito con una grafica curata e attenta ai dettagli.

ULTRA 64?
L’aspetto estetico è la caratteristica che, all’epoca, per prima catturava l’attenzione dell’ignaro giocatore: arene evocative realizzate con filmati pre-calcolati, numerosi effetti speciali (come ad esempio le fireball che si disintegrano in decine di luci quando collidono) e personaggi di dimensioni generose e dotati di numerosi frame di animazione, costituivano un biglietto da visita di tutto rispetto.
A questo si aggiungono i brevissimi ma accattivanti full motion video che precedono ogni incontro e una colonna sonora capace di rendere ancora più titanica la fase che precede ed accompagna la battaglia.
Una curiosità della versione da sala giochi è il logo Nintendo Ultra 64 che compare nei titoli iniziali: grazie ad esso in molti pensarono che Killer Instinct avrebbe accompagnato il lancio della console a 64-bit della grande “N”, ma di fatto il porting casalingo venne realizzato solo per Super Nintendo (considerato uno dei migliori adattamenti da arcade di sempre) e Game Boy.

UN PO’ DI UNO, UN PO’ DELL’ALTRO
Killer Instinct condivide con Mortal Kombat il gore e la possibilità di terminare l’avversario con delle fatality. Da Street Fighter arriva invece lo spunto per il sistema di controllo (3 tasti per i pugni e altrettanti per i calci) e l’esecuzione delle mosse segrete.
Fiore all’occhiello del gioiellino targato Rare sono però le combo, che se all’epoca in altri picchiaduro erano solo un orpello, qui diventano le indiscusse protagoniste: impossibile pensare di proseguire a lungo nel gioco senza imparare ad seguire Monster o Killer Combo, cioè grottesche ma divertentissime sequenze che possono arrivare fino a 16-17 colpi in successione (per non parlare delle Ultra Combo che però sono considerate come delle mosse finali).
L’inquietante ed azzeccata voce dello speaker esalta con una decisa esclamazione ogni combo portata a termine, quasi a voler omaggiare il giocatore per la sequenza messa a segno.
Uno dei pochi difetti è il livello di difficoltà non particolarmente ben calibrato: superati i primi due incontri i colpi degli avversari controllati dalla CPU diventano potentissimi, al contrario dei nostri che sembrano togliere sempre meno energia. Anche il tempismo per eseguire una Breaker, utile per interrompere la combo avversaria, diventa sempre più difficile da cogliere, mentre al contrario il nemico non sembra avere particolari difficoltà a interrompere le nostre sequenze.

Killer Instinct ha esaltato al massimo le combo nel mondo dei picchiaduro bidimensionali, conquistando velocemente il favore di quegli appassionati che prediligono i titoli con una forte impronta arcade. Volutamente esagerato, ostile ma comunque appagante in singolo, offre il massimo del divertimento contro un amico. Nel 1994 poteva inoltre vantare di una delle migliori realizzazioni tecniche del momento.

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di Emanuele Cabrini

Killer Instinct Killer Instinct Killer Instinct Killer Instinct

Killer Instinct - Longplay

Orchid affronta tutti gli avversari di Killer Instinct.

L'uomo dietro al videogame

Killer Instinct

Parte del successo di Killer Instinct deriva dal suo look accattivante. Kevin Bayliss è stato il principale autore del design, delle animazioni e del motion capture del gioco.
Kevin inizia a lavorare per la software house Rare nel 1989, dove ha l'occasione di lavorare per molti brand famosi (come ad esempio Donkey Kong Country) fino al 2005.
Dopo l'acquisizione dell'azienda da parte di Microsoft, Kevin decide di intraprendere una nuova carriera artistica nel mondo della musica.

Medaglie

Medaglia Consigliato da GameSearch.it

Consigliato da GameSearch.it

Per essere apprezzato al meglio occorre un po' di dedizione, ma Killer Instinct si lascia giocare anche a diversi anni di distanza.

Medaglia Valore storico

Valore storico

Uno dei videogiochi più noti tra gli appassionati di retrogame. Nel 1994 Killer Instinct ha sorpreso il mondo per la sua grafica e per aver portato all'estremo il concetto di combo nei picchiaduro.

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