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Mortal Kombat

Medaglia Valore storico

Siamo nell’Ottobre del 1992 e i picchiaduro sono ormai una delle maggiori colonne portanti del settore videoludico. In sala giochi ci si poteva già sbizzarrire con calci, pugni, mosse segrete, combo, e chi più ne ha più ne metta. Ma c’era ancora una possibilità che mancava all’appello: fare letteralmente a pezzi l’avversario.
Fu proprio in quel periodo che Ed Boon e John Tobias sopperirono a questa carenza con Mortal Kombat, un picchiaduro che, oltre a una nuova veste grafica, introdusse le Fatality, tecniche particolarmente cruente che si rivelarono fondamentali per guadagnarsi i favori del pubblico e della critica.

GORO LIVES…
Altra caratteristica che sicuramente aiutò Mortal Kombat ad emergere è il sapiente connubio tra l’atmosfera mistica e marziale che pervade l’intera opera.
A differenza degli altri picchiaduro, qui non si tratta di vendette di quartiere, fidanzate rapite o di una banale competizione per dimostrare le proprie doti.
Il Mortal Kombat è un torneo in cui audaci guerrieri lottano per spezzare o preservare l’equilibrio che governa le forze del bene e del male sul nostro pianeta.
Goro, una creatura vecchia di duemila anni per metà uomo e per metà drago, circa cinquecento anni fa è diventato l’indiscusso campione dopo aver sconfitto Kung Lao, monaco-guerriero Shaolin.
La vittoria gli ha permesso di consegnare le redini del torneo a Shang Tsung, un malvagio stregone che si nutre di anime, il cui obiettivo è vincere anche l’ultimo Mortal Kombat così da permettere alle forze oscure di invadere la Terra.
Non ci rimane che scoprire a quali eroi sarà affidato il destino del mondo:

KANO

Uno spietato mercenario, Kano è un membro devoto del Black Dragon, un clan di assassini temuto e rispettato da tutti i criminali.

RAIDEN
Dietro le spoglie di Raiden si nasconde il Dio del Tuono, il quale, dopo aver ricevuto un invito da Shang Tsung, ha assunto sembianze umane per partecipare al torneo.

LIU KANG
Un tempo membro del Loto Bianco, Kang ha lasciato il clan per rappresentare il Tempio Shaolin all’imminente Mortal Kombat.

SUB-ZERO
La vera identità di questo guerriero è sconosciuta. Tuttavia la sua uniforme porta i simboli del Lin Kuei, un leggendario clan di ninja cinesi.

SCORPION
Come Sub-Zero, anche le origini e il vero nome di Scorpion sono tuttora ignote. L’accesa rivalità tra i due presuppone che appartengano a clan in competizione.

SONYA BLADE
Sonya è un membro delle Forze Speciali americane. Dopo aver inseguito Kano fino a un’isola sconosciuta, Sonya e la sua squadra sono stati catturati dalle guardie personali di Shang Tsung.

JOHNNY KAGE

Johnny Cage è diventato un esperto di arti marziali allenandosi con vari maestri sparsi in giro per tutto il mondo. Intrapresa la carriera di attore, ha raggiunto il successo con film quali Dragon Fist e Dragon Fist II.

FINISH HIM!!
Una particolarità che si nota subito in Mortal Kombat è che i sette protagonisti sfoggiano tutti le stesse identiche “tecniche di base” (calci, pugni, spazzate e montanti), dandoci quasi l’impressione di essere uno la fotocopia dell’altro.
Sotto questo aspetto non troveremo quindi la varietà offerta da Street Fighter II (inevitabile metro di paragone per tutti i picchiaduro dei primi anni ’90) ma, nonostante tutto, MK rimane un gioco estremamente divertente.
Merito non solo dell’ ottimo sistema di controllo che (oltre a rispondere perfettamente alle sollecitazioni del giocatore) toglie la “parata” alla leva direzionale affidandola ad un apposito tasto, ma anche dell’immediata giocabilità, delle diverse mosse segrete e della violenza che raggiunge l‘apice con le Fatality.
Eseguendo una particolare sequenza di tasti una volta apparsa la scritta “Finish Him!!”, a seconda del guerriero da noi scelto avremo a disposizione una tecnica che ci permetterà di porre fine alla vita dell’avversario in maniera alquanto brutale, come ad esempio strappandogli il cuore o staccandogli la testa.

IN CARNE ED OSSA

La violenza di Mortal Kombat è resa ancora più cruenta dall’aspetto grafico: anziché dar vita a personaggi con uno stile fumettoso, gli sviluppatori hanno pensato di digitalizzare attori veri, in carne e ossa.
In passato questo espediente era già stato utilizzato per altri giochi con risultati piuttosto mediocri ma i guerrieri di MK, grazie anche alla tecnica del motion capture, poterono invece contare su ottime animazioni che gli conferirono un realismo mai raggiunto prima.
Gli sfondi, pur non essendo numerosi, sono ben realizzati e ricchi di elementi (scheletri, statue e palazzi in stile orientale) che si adattano perfettamente al contesto. Particolare lo stage del Ponte che, in alternativa alle fatality, offre la possibilità di scaraventare l’avversario sconfitto sul fondo di un precipizio irto di lame.
L’accompagnamento di tamburi e gong, insieme alle urla e ai molteplici effetti sonori di pregevole fattura, rendono omaggio all’attento lavoro di ricerca svolto dagli sviluppatori.

Mortal Kombat divenne subito un successo e così non tardarono ad arrivare diverse conversioni (curate dalla Acclaim) per numerose piattaforme casalinghe, alcune anche piuttosto censurate. Tra le meglio riuscite segnaliamo le versioni per Super Nintendo, Amiga e PC. Mortal Kombat fu comunque disponibile anche per Sega Mega Drive, Master System, Game Gear e Game Boy.
Particolare l’adattamento per Sega Mega CD che si apre con uno spot di circa due minuti in cui la gente corre per strada gridando “Mortal Kombat! Mortal Kombat!”

Pur non presentando un game-play raffinato come il rivale Street Fighter II, Mortal Kombat è innovativo, intrigante, immediato e divertente.
Tra i meriti (o demeriti) di questo gioco vi è quello di aver contribuito ad inasprire le polemiche sulla violenza nei videogiochi e di aver accelerato la comparsa dei metodi di classificazione (Pegi e altri) che da diversi anni troviamo su tutte le confezioni.
Rispettando ogni punto di vista, indubbiamente Mortal Kombat è un capitolo fondamentale nella storia dei videogames.

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di Emanuele Cabrini

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Mortal Kombat - Longplay

Raiden affronta i pericoli del torneo Mortal Kombat.

L'uomo dietro al videogame

Mortal Kombat

Ed Boon nasce nel 1964 a Chicago, Stati Uniti d'America. Dopo la laurea in matematica/informatica, negli anni '80 lavora per alcune compagnie produttrici di flipper fino a quando, nel 1990 entra nell'industria videoludica sotto la guida di Midway Games.
Il successo arriva con Mortal Kombat, di cui si occupa della programmazione e di cui diventa il principale producer e creative director per gli episodi successivi.
Per quanto riguarda i primi giochi della serie occorre citare anche John Tobias, lead designer.

Medaglie

Medaglia Valore storico

Valore storico

Pur non essendo stato il primo videogame a mostrare scene di gore, Mortal Kombat ha riscosso un grande successo tra gli appassionati dando il via alle polemiche sulla violenza nei videogiochi.

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PEGI 18 PEGI Violenza - Gioco che contiene scene di violenza

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