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Magician Lord

Nell’Aprile del 1990 i sistemi Neo Geo fanno il loro ingresso nel mondo dei videogames. Ad accompagnarli nell’esordio c’è Magician Lord, un incrocio tra platform game e beat ‘em up a scorrimento orizzontale, sviluppato non dalla SNK ma bensì da una stretta collaboratrice: la ADK.

Nei panni di Elta, un promettente stregone discendente di uno dei più grandi signori della magia, dovremo attraversare una decina di livelli alla ricerca di otto tomi magici, che sono la chiave per salvare il mondo dal malvagio Gul-Agieze.
Magician Lord conquistò diversi consensi da parte del pubblico e della critica: nonostante non sfruttasse appieno l’hardware del Neo Geo, la grafica era comunque all’avanguardia, se non addirittura superiore a confronto con gli altri videogames dell’epoca.
La matrice fantasy da cui Magian Lord trae ispirazione è ben marcata soprattutto nei primi livelli di gioco, accattivanti dal punto di vista estetico e del design, e caratterizzati da un gran numero di dettagli e da un buon uso della paletta cromatica. Per contro, superata la metà del gioco si denota un lieve calo: gli sfondi diventano meno ispirati e, a nostro avviso, un poco ripetitivi.
Ottima la cura riposta negli sprites, in particolare dei nemici, alcuni dei quali ricordano gli “scagnozzi” visti in alcuni anime di fine anni settanta, inizio ottanta.

Elta è uno stregone e per sconfiggere le mostruosità che gli si parano di fronte utilizza delle specie di frecce magiche che partono direttamente dalle sue mani (precisiamo che il titolo in esame sfrutta solo due tasti: uno per il salto e uno per l’attacco). In Magician Lord ci sono però delle sfere colorate (blu, rosse e verdi) che, se raccolte, ci permettono di trasformarci aumentando le nostre capacità di difesa e attacco. Le trasformazioni avvengono secondo le seguenti combinazioni: due sfere rosse per diventare Drago, una blu e una rossa per diventare Uomo Acqua, due sfere blu per diventare Poseidone, una rossa e una verde per evolversi in Ninja, una sfera blu ed una verde per trasformarsi in Samurai, ed infine due sfere verdi per diventare Rajin (una sorta di dio del tuono).
Bisogna a questo punto rivelare che, nonostante i power-up, la difficoltà globale è davvero molto alta. Alcuni passaggi (in particolar modo nel finale) sono infatti studiati appositamente per far perdere al giocatore un numero considerevole di vite. A ciò si aggiungono delle porte (sparse in tutti i livelli) che ci offrono delle strade alternative, alcune delle quali ci condurranno solamente a dei power-up che, ripetiamo, considerata l’elevata difficoltà, dureranno ben poco.

Magian Lord è un titolo carismatico, curato dal punto di vista tecnico, ma anche molto arduo. Se tale difficoltà risulterebbe oggi improponibile, dobbiamo però ricordare che all’epoca nei giochi arcade era normale routine “prendere in giro il giocatore” obbligandolo a sfruttare infiniti “continua” (per non dire monetine).
Magician Lord è da ricordare inoltre per esser stato da molti considerato come la prima killer application per Neo Geo, riproposta anche sulla Virtual Console di Nintendo e su PlayStation Network.

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di Emanuele Cabrini

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