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Dragon Ball: Origins

Raramente un videogioco tratto da un fumetto o da un’anime (termine che in occidente indica le opere di animazione giapponese) si presta ad avere una qualità ludica al di sopra della sufficienza. Infatti, spesso e volentieri, si tende solamente a sfruttare l’onda emotiva del momento per massimizzare le vendite, soprattutto se parliamo di videogiochi che traggono spunto da titoli blasonati come Dragon Ball o qualsiasi altra grande serie.
A volte, invece, si rimane stupiti nel notare che qualche team si prefigga l’obbiettivo di riproporre alla perfezione il mondo e le caratteristiche dell’opera di cui sfruttano il nome. Dragon Ball Origins appartiene a questa seconda categoria.

MAKAFUSHIGI ADOBENCHAA!
Goku è un piccolo orfano che vive in un’isolata montagna, completamente solo dopo la prematura dipartita del nonno. Ma Goku non è un ragazzino come gli altri, infatti ha la coda!
Un giorno, durante i suoi allenamenti di arti marziali, sente un rumore che stravolge il tranquillo ambiente della foresta che circonda la sua casa.
Si avvicina un’automobile guidata da una ragazza: Bulma.Dopo un leggero diverbio, Bulma riesce a convincere Goku a seguirla, portando con sé la preziosa reliquia lasciatagli dal nonno. Si tratta di una Sfera del Drago, una delle sette antiche pietre, che, se raggruppate, permettono di evocare il Drago Shenron, un essere mitologico capace di esaudire ogni desiderio.

PRIMA SERIE
Dragon Ball Origins ripercorre la prima parte della storia dell’universo Dragon Ball, dal fatidico incontro con Bulma, alla fine del primo torneo Tenkaichi. Ritroveremo quindi tutti i personaggi più conosciuti, con un’ambientazione e una serie di scene che, finalmente, propongono una degna versione digitale di una delle serie più famose del mondo fumettistico e non.

COL PENNINO SI FA QUALSIASI COSA
Il sistema di controllo è totalmente affidato all’uso del pennino, con cui potremo girare tra il menù di selezione degli episodi, muovere Goku e fargli sferrare micidiali tecniche di arti marziali. Si possono alternare colpi in successione a colpi caricati, colpi di bastone o l’immancabile onda Kamehameha, tutto con dei semplici tocchi o con il trascinamento del pennino.  Bulma sarà inoltre sempre presente (tranne che nel torneo) e pronta ad aiutarci nel proseguo dell’avventura.
Potremo inoltre potenziare (grazie ai punti esperienza) le mosse di Goku, oppure acquistare tutta una serie di nuove armi per Bulma. Non mancano delle statuette collezionabili che aumentano il fattore rigiocabilità di Dragon Ball Origins.

GRAFICA, STILE E SUONO
Il comparto tecnico rispecchia perfettamente lo stile di Akira Toriyama, con animazioni splendide e paesaggi ricreati alla perfezione. Il livello di dettaglio arriva ad animare anche i capelli di Goku, rendendo ogni movimento molto suggestivo. Non si può che rimanere sorpresi accendendo la console e vedendo la completa ricreazione in 3D della sigla iniziale cantata in giapponese.
Di contro il menù di scelta episodio si presenta stilisticamente come uno dei peggiori mai visti su Nintendo DS, con pochissimi colori e una realizzazione affrettata. Il comparto sonoro è formato da musiche che, sebbene non eccellano, si attestano su un buon livello.

A tutti gli effetti una delle trasposizioni meglio riuscite dal mondo dei fumetti. DragonBall Origins riesce ad accontentare finalmente i fan della lunga serie di Akira Toriyama.

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di Mirko Di Pasquale

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