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Disney Infinity

Anno 2013: gli Skylanders imperversano ormai da tempo in tutti i negozi di videogiochi, dopo aver scombussolato l’intero mercato col loro ritorno al collezionismo ed alla fisicità, in un’epoca di digitalizzazione dei supporti. All’uscita di Disney Infinity una nuova serie di statuine appare sugli scaffali, ma al di fuori delle apparenze il loro impiego – ed anche la filosofia alla base del loro gioco – è assai differente rispetto alle controparti di casa Activision.

«La meraviglia: ecco il segreto. Chi non ammira, cioè non ama sino alla stupefazione, non faccia versi, perché non farà con essi la poesia». Parole di Giovanni Pascoli del 1892, ancor prima del suo famoso Fanciullino. Poeta è colui che sa ammirare con sguardo infantile ma non bambinesco. Più di un secolo dopo qualcuno si domanda come realizzare un grandioso progetto videoludico: un gioco che sia infinito e che possa piacere a tutti. La meraviglia dei bambini è un ottimo spunto, il loro sguardo anima inconsapevolmente il mondo, facendo prendere vita ai loro giocattoli ed all’ambiente circostante, in situazioni sempre differenti. Un videogioco capace di stimolare queste caratteristiche sarebbe stato apprezzato sia dai bambini sia dagli adulti che ancora guardano con stupore alle produzioni Disney (o più in generale a ciò che viene etichettato come “per bambini”, non da ultimi i videogiochi stessi). Questa è – in sostanza – l’idea alla base della Toy Box, o Scatola dei giochi che dir si voglia, presente in Disney Infinity. Il corrispettivo digitale di un baule colmo di giocattoli che, grazie alle mani ed alla fantasia del bambino, prendono di volta in volta vita, con possibilità illimitate di creazione.

Sulla carta le premesse del gioco non potrebbero essere migliori: un universo potenzialmente infinito, in grado di espandersi sempre più grazie allo sterminato numero di personaggi Disney. Il sogno di ogni bambino, oltre che di parecchi adulti ancora capaci di “bamboleggiare”. Il tutto unito al carisma delle icone Disney (e Pixar) e ad altre tipologie di avventure legate ad uno specifico mondo di gioco. Giunte alla realizzazione, però, non tutte le idee hanno trovato una applicazione ottimale. I mondi di gioco, per iniziare, sono colorati e ricchi di piccole missioni, ma anche dispersivi e privi di obiettivi forti. Sopra al divertimento derivato dall’esplorazione dell’ambiente aleggia l’ombra di un presagio, come se mancasse qualcosa. Eppure si possono compiere moltissime attività: guidare veicoli, volare, lanciare automobili, fare gare di velocità e anche costruire edifici e personalizzare i cittadini. Quel ‘qualcosa’ che viene meno è però la motivazione per portare a termine tutto questo. Anche le fasi di combattimento non offrono un sufficiente numero di mosse e tendono a diventare ripetitive. Comprensibile la decisione di realizzare una modalità di gioco semplice ed alla portata di tutti, ed la stessa struttura dei personaggi intercambiabili avrebbe reso poco pratico focalizzare l’attenzione sulle loro storie, ma il risultato finale avrebbe meritato qualche maggior limatura.

La Scatola dei giochi si presenta invece come uno strumento potente, in grado di offrire ai giocatori più fantasiosi ed abili moltissime opportunità. La creazione di un mondo è però un procedimento lungo e non sempre immediato, due fattori in grado di scoraggiare chiunque non abbia il tempo o la voglia di realizzare qualcosa, ma sia solo in cerca di una partita veloce. Dispiace infine che l’utilizzo di molti personaggi affascinanti – da Jack Skeletron a Topolino apprendista stregone – sia limitato alla sola Scatola dei giochi. Nei singoli mondi legati alle pellicole possono entrare solo i protagonisti di quella determinata ambientazione, ma molte statuine non sono legate a nessun playset, e così possono essere usate solo in un ambiente costruito dal giocatore (o nei tutorial ed in altri luoghi legati alla Scatola dei giochi).

Nonostante i suoi difetti Disney Infinity è stato apprezzato da un’ampia fetta di videogiocatori ed ha gettato le prime basi per un più solido futuro. Molte ottime idee, non sempre – per il momento – gestite nel migliore dei modi.


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di Francesco Toniolo

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Disney Infinity: The Incredible Island

Esempio di un mondo creato con la Scatola dei Giochi.

L'uomo dietro al videogame

Disney Infinity

John Vignocchi nasce nel 1976 in America. Inizia a lavorare nel mondo dei videgiochi nel 2000 presso Midway ricoprendo vari ruoli: dall'assistant producer al designer.
Dopo una breve parentesi a Vogster Entertainment entra nelle schiere di Disney Interactive per dedicarsi al progetto Disney Infinity.

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