Credono
nella nostra mission:

No More Heroes 2: Desperate Struggle

Il primo No More Heroes è stato un titolo molto agro/dolce. Da una parte vi erano gli adoratori che esaltavano le sue indubbie qualità nella giocabilità e nell’estro della trama, dall’altra vi erano i detrattori che lamentavano alcune mancanze soprattutto nel comparto tecnico, ma anche nelle meccaniche esplorative. No More Heroes 2: Desperate Struggle parte con l’idea di migliorare gli aspetti che nel gioco precedente erano stati criticati. Obbiettivo raggiunto? Scopriamolo.

TRAVIS E' SCOMPARSO, SANTA DESTROY DECADE
Sembrava una notte come le altre.
Stesse persone, stessi atti di omicidio dilagante, la normalità di Santa Destroy. La decadenza del periodo post Travis, in cui tutto è andato a rotoli sfociando negli assassini a pagamento, riempie le strade di tinte rosso sangue e pazzia dilagante.Ma tutto era destinato a cambiare.
Di colpo la neve inizia a calare (erano 150 anni che non si vedeva su Santa Destroy) come una coltre che serve a cancellare le macchie della mente umana, un tappeto steso per il ritorno dell’eroe, l’unico eroe.
Travis Touchdown è tornato, e niente sarà più lo stesso…

UNA CITTA' SCOMPARSA
Prima novità proposta da NMH2 è la scelta di eliminare totalmente l’esplorabilità della città. Infatti avremo un totale ribaltamento dei ruoli della camera e della metropoli. Se nel primo No More Heroes la nostra stanza era semplicemente un menu che ci permetteva di compiere solo determinate azioni, in questo nuovo videogioco potremo girarla in lungo e in largo (si fa per dire trattandosi semplicemente di due camere e un bagno) includendo alcuni piccoli minigiochi. Di contro, la città, precedentemente esplorabile per trovare i pochi oggetti collezionabili, viene sostituita da un semplice menù che ci mostra i luoghi che potremo visitare, tra cui il prossimo avversario, l’officina di Naomi per migliorare le nostre armi, l’Area 51 (storico negozio di vestiario), la palestra per potenziarci, i lavori e le missioni secondarie.
Una forte scelta che nasce per porre rimedio alle critiche rivolte alla poca interattività della città del primo No More Heroes, ma che di fatto elimina la fase esplorativa creando ben altri difetti. Infatti, sebbene incompleta, la componente esplorativa contribuiva a dare corposità al titolo originale, alleggerendo le fasi di accumulo del denaro necessario alla continuazione del gioco.


SOLDI? NO GRAZIE
Il Denaro è un altro dei grandi cambiamenti. Infatti in No More Heroes era di vitale importanza in quanto serviva per pagare la “Retta” per accedere al nemico successivo.
In questo secondo capitolo diventa invece totalmente marginale, in quanto, dopo aver ucciso un avversario,accederemo direttamente a quello successivo. Il “vil denaro” viene così destinato alla sua funzione reale ovvero l’acquisto del vestiario, il pagamento dei potenziamenti delle armi e delle lezioni in palestra.


LAVORI 8-BIT
I lavori secondari sono stati totalmente rivoluzionati portandoli alla grafica bidimensionale 8 bit, dando così un’aria retrò molto apprezzabile al giorno d’oggi. Nonostante la buona idea di fondo, queste sezioni si rivelano povere di attrattiva, diventando ripetitive e frustranti,  con l’aggravante che sono l’unico metodo per accumulare i soldi.
La vendetta è agro/dolce
In No More Heroes 2: Desperate Struggle tornano le “Missioni Secondarie del Killer” con due tipologie: avremo le classiche arene in cui dovremo scatenare la nostra follia omicida uccidendo ogni essere vivente in un determinato tempo limite, e poi avremo le normali missioni con un Boss da eliminare e i soliti scagnozzi di contorno che ci ostacoleranno. Anche sotto questo aspetto la varietà è stata purtroppo minimizzata.

UNITED ASSASSINS ASSOCIATION (UAA)
Ritorna anche l’associazione che detiene la classifica dei migliori assassini di Santa Destroy, e con essa la conturbante Sylvia Christel. Sarà nuovamente lei a proporci le sfide sempre più ardue che ri-eleggeranno Travis nell’olimpo degli assassini.
Ma oramai il nostro eroe non è più semplicemente animato dai suoi desideri sessuali; Travis è maturato nel vero senso della parola. Dopo una tragica perdita, in lui nasce una nuova concezione della vendetta, che oltre a renderlo più spietato che mai, lo fa riflettere sulle motivazioni che hanno portato i suoi avversari a scontrarsi con lui. Questa nuova vena di pensiero offre interessanti sviluppi nella trama, impreziosita (tra una spadata e l’altra) da una piccola serie di filmati ben realizzati.Un vero peccato il fatto che sia stato approfondito il carattere di pochi personaggi, creando una spiacevole sensazione di incompiutezza.

IL BRIVIDO DELL'ASSASSINIO
Punta di diamante, come nel capitolo precedente, è lo stile unico che trapela da ogni personaggio di No More Heroes 2: Desperate Struggle. Ognuno presenta uno stile inconfondibile sia nel design che nei movimenti, come un’allucinante girandola di assurdità che sfocia nell’incredibile realismo. Si nota inoltre una nuova vena votata a rendere più realistica la scena di gioco, migliorando la resa di luci e ombre, passando da uno stile leggermente cartoon ad uno più cinematografico.
Sebbene le parti migliori di No More Heroes siano state salvate, questo secondo capitolo non riesce a convincere totalmente.Infatti, nonostante le sue imperfezioni, il mix di situazioni del primo episodio della serie rendeva il tutto più omogeneo e affrontabile.

L’eliminazione totale dell’esplorazione rende No More Heroes 2: Desperate Struggle più tedioso, non riuscendo a calibrare alla perfezione le altre meccaniche del gioco.
Insomma un piccolo passo falso, che non rende No More Heroes 2: Desperate Struggle un titolo completamente ingiocabile, ma che di sicuro farà storcere leggermente il naso ai fan.

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di Mirko Di Pasquale

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