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Xenoblade Chronicles

Ci sono videogiochi che riescono a creare un grande senso di attesa, vuoi per i filmati epici proposti su internet, vuoi per lo stile unico che permea ogni pixel mostrato nelle anteprime, oppure semplicemente perché ci si fida del team di sviluppo che, negli ultimi anni, ha creato un successo dietro l'altro. Questa è la sensazione che Monolith Soft è riuscita ad infondere fin dalle prime immagini di Xenoblade Chronicles. Ma purtroppo può anche capitare (soprattutto con i JRPG) che per vari motivi il titolo in questione subisca dei grandi ritardi, che lo portano ad arrivare in Europa addirittura un anno dopo la prima data di uscita prevista.
Sarà valsa la pena aspettare tutto questo tempo per Xenoblade Chronicles?

LA MORTE E' L'ORIGINE
Due divinità si scontrano in un enorme mare. Ciclopiche su uno sfondo infuocato si assestano fendenti sino a che le forze vengono meno. Negli ultimi attimi di vita le due entità riescono però ad infliggersi il corpo mortale, unendosi nella morte con le reciproche spade.
Questa era la storia della lotta millenaria tra Bionis e Mechanis.
Migliaia di anni dopo la vita rinasce sui corpi degli dei deceduti: su Bionis prosperano gli animali e i vegetali, mentre su Mechanis nasce una complessa forma di vita meccanica.
Lo scontro tra le due civiltà è però inevitabile e le sorti dell’epica battaglia scorrono sul filo di una lama…

LA SPADA DELLA DIVINITA'
La nostra avventura inizia nei panni di Shulk, un semplice Oms (così vengono chiamati gli umani) il cui obiettivo è scoprire i misteri che circondano la Monade, la spada divina. Questa lama carica di potere risulta essere l'unica arma capace di fendere i corpi dei Mecha, i figli di Mechanis, mostri robotici che periodicamente effettuano incursioni sul corpo di Bionis per mangiare (letteralmente) gli Oms.
Purtroppo il potere della Monade è difficilmente controllabile al punto da distruggere pian piano il proprio portatore. Ma per chissà quale ragione Shulk non sembra soggetto a questa sorta di maledizione: nelle sue mani la spada divina diventa uno strumento ancor più formidabile, che attraverso delle visioni, conferisce al nostro alter-ego la possibilità di osservare e modificare il futuro.

COMBATTIMENTI DINAMICI E SOTTOMISSIONI
Il sistema di combattimento proposto da Xenoblade Chronicles è molto interessante. Una volta agganciato il nemico tramite il tasto azione, il nostro party di tre personaggi entrerà in modalità attacco e il leader del gruppo (che potremo cambiarlo in ogni momento, tranne durante le battaglie) inizierà ad effettuare degli attacchi base. Nella parte inferiore dello schermo si presenterà un menù a cerchi, nel quale, con i tasti dorsali, scorreremo le varie tecniche (soggette a tempi di ricarica) a nostra disposizione divise per colpi elementali (ad esempio scosse elettriche) e di impatto che influiscono sullo status (stordimento, sonno e altro ancora).
In battaglia avremo il controllo esclusivo del leader (agli altri personaggi potremo solo impartire degli ordini semplici e veloci); unica nostra preoccupazione sarà la barra dell’energia e la scelta del momento opportuno per incoraggiare e soccorrere i compagni.

Ogni volta che si finisce un combattimento l'energia dei personaggi inizia a rigenerarsi, eliminando completamente l'utilizzo degli oggetti curativi. Questa scelta, che pare azzardata, è volta a semplificare il nostro progredire nel gioco (in Xenoblade Chronicles possiamo tranquillamente dimenticarci di aprire continuamente menù per recuperare vitalità o per guarire da status alterati) ed è controbilanciata dalla forza dei nemici che risultano sempre essere degli ossi duri da battere.

Non mancano di certo centinaia di equipaggiamenti e pietre varie per potenziare armi e armature, il tutto condito da numerose sotto-missioni che, seppur ripetitive (si tratta sempre di chiedere delle informazioni ad personaggi non giocanti, uccidere dei mostri, o recuperare degli oggetti), sbloccano interessanti informazioni sulla storia del mondo di Bionis e sulle varie relazioni tra i protagonisti.

VERSO L'INFINITO E OLTRE
Il mondo di Xenoblade Chronicles è a dir poco maestoso. Dopo i primi minuti, al giocatore si presenta subito un ambiente completamente esplorabile e di una vastità spiazzante.
Come già anticipato ci muoveremo sopra i corpi degli dei morti in battaglia, accompagnati da scenografie che costituiscono le loro enormi parti anatomiche. Passeremo dunque sopra pianure verdeggianti ricche di flora e fauna, grotte misteriose, mari immensi, città volanti e molto altro.
Il ciclo giorno/notte è poi scandito da un orologio interno al gioco che inoltre influisce sui comportamenti dei mostri che incontreremo per strada, variandone persino la razza e la potenza.

Ogni ambientazione è carica di particolari e realizzata con maestria, tanto da costringerci più volte a soffermarci per ammirarne la bellezza da ogni angolazione possibile, aiutati dall’utile sistema di controllo della telecamera.
Tanto splendore è accompagnato da tempi di caricamento (nel passaggio da una macro-zona all'altra) praticamente nulli.
L’aspetto dei personaggi del party cambia in base agli oggetti equipaggiati, permettendoci di ammirarne il design anche durante le cut-scene calcolate in tempo reale.
Unico pelo nell’uovo è la modellazione generale dei protagonisti, che, a paragone con la magnificenza offerta dalle ambientazioni, risulta un po‘ sotto tono. Questa caratteristica è forse dovuta ai limiti di calcolo poligonale del Nintendo Wii.

Xenoblade Chronicles arriva e ridefinisce gli standard odierni su cui si basano i JRPG.
Con la sua carica innovativa (Monolith Soft finalmente evolve il concetto di world map), le ambientazioni maestose curate in ogni minimo dettaglio e la trama carismatica,  Xenoblade Chronicles si attesta come un gioco di ruolo che ogni amante del genere non può lasciarsi scappare.
Monilith Soft dimostra splendidamente che con la giusta ispirazione è possibile ottenere un risultato eccezionale anche da una console che, in quanto a capacitò di calcolo, non è paragonabile alle concorrenti sul mercato.
Prepariamoci a passare intere giornate ad aiutare personaggi non giocanti nelle loro vicende quotidiane, a scalare montagne, a sconfiggere mostri e a commuoverci con Xenoblede Chronicles.

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di Mirko Di Pasquale

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