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Street Fighter

Medaglia Valore storico

Versione PC Engine/TurboGrafx 16 - Fighting Street

Sicuramente la maggior parte degli appassionati di videogiochi si ricorderanno (o ne avranno almeno sentito parlare) di Street Fighter II come uno dei più importanti picchiaduro della storia. Non tutti hanno però avuto modo di conoscere il capostipite della serie, Street Fighter, il quale, dopo l’esordio nel 1987, finì purtroppo nel dimenticatoio.

IL PIU’ FORTE DI TUTTI
Contrariamente a quanto ci si può aspettare, una volta premuto il tasto Start non ci troveremo nella classica schermata di selezione del personaggio. In modalità single player potremo infatti vestire solo i panni di Ryu, un karateka deciso a diventare il più forte combattente del mondo. Da un continente all’altro dovremo così vedercela con altri dieci lottatori, alcuni dei quali li ritroveremo anche nelle successive produzioni Capcom: Geki, Joe, Retsu, Mike, Birdie, Eagle, Lee, Gen, Adon e infine Sagat. Purtroppo avremo una scarsa scelta anche giocando contro un amico, essendo costretti a utilizzare Ryu o Ken Masters, guerrieri che si differenziano solo nell’aspetto.

UN PO’ COMPLICATO

Pur introducendo importanti innovazioni nel mondo dei picchiaduro (tecniche speciali eseguibili con particolari combinazioni, calci e pugni di differente potenza), presto ci scontreremo con un sistema di controllo poco preciso che, tra le altre cose, rende quasi impossibile effettuare le mosse segrete (Hadoken, Dragon Punch e Hurricane Kick) a disposizione di Ryu. A complicare la situazione  troviamo inoltre una difficoltà piuttosto elevata. Dal punto di vista estetico, considerando che siamo nella seconda metà degli anni ‘80, Street Fighter si avvale di una grafica molto definita, personaggi di grandi dimensioni e fondali piuttosto ispirati e ben realizzati. A compromettere il tutto troviamo però delle scarse animazioni che influiscono negativamente sul gameplay. Musiche ed effetti sonori non particolarmente entusiasmanti si mischiano a voci chiare e abbastanza comprensibili.

UN GIOCO STORICO
Dopo l’arrivo nelle sale giochi, Street Fighter venne convertito per diverse piattaforme: Commodore 64, Amstrad CPC, ZX Spectrum, MS-DOS, Amiga, Atari ST e una versione per PC-Engine chiamata Fighting Street. Nessuna delle controparti casalinghe riuscì però a riproporre la stessa qualità estetica del cabinato. Ad ogni modo, considerata l’importanza storica del gioco, Street Fighter è stato in seguito riproposto in alcune antologie quale ad esempio la Capcom Classics Collection Volume 2, disponibile per PlayStation 2 e Xbox.

Street Fighter, oltre ad essere il primo picchiaduro uno-contro-uno prodotto dalla Capcom, è un titolo che ha cercato di anticipare i tempi nonostante la tecnologia ancora non permettesse di raggiungere determinati standard. Una difficoltà elevata, controlli imprecisi e animazioni scattose non gli hanno comunque impedito di godere di un discreto successo prima di cadere nell’oblio all’inizio degli anni ‘90. Per fortuna, come tutti sappiamo, Capcom ha poi saputo risollevarsi.

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di Emanuele Cabrini

Street Fighter Street Fighter

Street Fighter - Longplay

Ryu cerca di diventare il miglior combattente al mondo.

L'uomo dietro al videogame

Street Fighter

Takashi Nishiyama, talvolta accreditato come Piston Takashi, è il creatore e game director di Street Fighter. Nella sua carriera ha ricoperto anche il ruolo di game designer e producer. Dopo l'esperienza con Capcom, nel 1988 ha iniziato a lavorare per SNK, dove il suo contributo è stato fondamentale per dar vita ad alcune serie di successo come quella di Fatal Fury.
Secondo alcune voci pare proprio che Nishiyama consideri Fatal Fury: King of Fighters come il vero seguito di Street Fighter.

Medaglie

Medaglia Valore storico

Valore storico

Street Fighter ha innovato il genere dei picchiaduro con l'introduzione della plancia di comando a 6 pulsanti, nonché la possibilità di inserire particolari combinazioni di tasti per egeguire le tecniche speciali.

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