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Aarklash: Legacy

Uscito su PC nel 2013, Aarklash: Legacy è un videogioco ambientato nel mondo del wargame Confrontation, dal quale i Cyanide Studios hanno tratto, oltre al presente titolo, anche un altro prodotto, omonimo al gioco di miniature e meno riuscito.

AL SERVIZIO DEGLI ESATTORI
Il mondo di Aarklash è, tanto per cambiare, in guerra, e con il lungo conflitto molti nobili hanno contratto debiti sempre più elevati con la gilda dei Goldmongers (più o meno come accadde in più occasioni ai sovrani europei, durante i conflitti del passato). La gilda, per recuperare il denaro, invia i suoi Wheel Swords, mercenari legati da un patto di sangue, a sequestrare reliquie e beni di valore. L’avventura dei primi quattro protagonisti del videogioco ha inizio proprio durante una di queste missioni di recupero, ma ben presto la situazione precipita e i quattro compagni si trovano costretti a compiere un lungo viaggio pieno di pericoli. Dopo le brevi spiegazioni iniziali, in ogni caso, la storia rimane sempre in secondo piano. Si intuisce che il tutto faccia parte di un mondo più vasto e articolato, e effettivamente chi avesse una conoscenza anche sommaria di Confrontation saprà inquadrare meglio numerosi elementi. Il focus, in ogni caso, sta altrove, ed è fortemente incentrato sui combattimenti e sul team dei personaggi. Questi ultimi costituiscono un team variegato e interessante, di otto personaggi in tutto, ciascuno con un proprio carattere che emerge con chiarezza in poche righe di dialogo, e con abilità uniche da padroneggiare al meglio per poter superare le insidie sul cammino.

TATTICHE DI BATTAGLIA
Per comodità Aarklash: Legacy è definito un GDR, ed effettivamente ha la stessa struttura tattica di diversi giochi di ruolo del passato. Al di fuori dell’aspetto combattivo, però, le componenti ruolistiche sono estremamente ridotte. In sostanza tutto il videogioco si divide in due parti: le battaglie e gli spostamenti verso la battaglia successiva, con annessa preparazione strategica per il combattimento; il tutto intervallato da qualche brevissima fase esplorativa e da saltuari enigmi di facile soluzione. Laddove la varietà difetta, il videogioco compensa però con la qualità, rendendo quasi ogni scontro un capolavoro di tattica grandemente appagante. La sinergia fra le abilità della squadra e la pianificazione delle mosse – attraverso abbondante utilizzo della “pausa tattica” – per una volta non sono parole vuote ma una effettiva necessità, se si vuole portare a termine l’avventura a difficoltà normale o superiore. Ciascun personaggio ha un punto di forza e una debolezza, oltre a quattro abilità uniche che possono essere sviluppate in differenti modi, realizzando anche meccaniche piuttosto insolite. La guaritrice Wendaroo, ad esempio, non può rigenerare il suo mana se non rubando vita a un alleato, ma può far evolvere questo potere aggiungendo una cura nel tempo al bersaglio, oppure sottraendo mana al nemico, ridandogli però diversi punti vita. L’altro healer può invece selezionare anche un nemico come bersaglio per la sua magia curativa, opzione che, se utilizzata dopo un altro potere che trasforma le cure in danni, lo rendono momentaneamente un potente attaccante. Knocca, il primo tank, è un costrutto che consuma punti vita per attivare le sue abilità, ma può rigenerarsi in molti modi anche senza un guaritore; al contrario il piccolo goblin Denzil ha statistiche difensive molto basse ma può aumentare i suoi danni fino al 600% e infliggere vari status negativi ai suoi bersagli, e così via. In qualsiasi momento, tranne durante le battaglie, tutti i punti spesi possono essere riassegnati senza alcun costo, in questo modo dopo una sconfitta è possibile selezionare un differente potenziamento, più adatto contro determinati nemici, e riprovare.

IL CONTORNO
Aarklash è un mondo intrigante. Per quanto il focus sia tutto sui combattimenti e sulla loro preparazione, anche gli ambienti hanno il loro fascino. Scorci di crepacci avvolti dalle nebbie, sgocciolanti cripte sotterranee o imponenti caverne offrono quella giusta atmosfera nei – pochi – momenti in cui i protagonisti non sono alle prese con una nuova ondata di temibili avversari. Anche la musica contribuisce a creare una atmosfera fantastica e un poco onirica, con pezzi pervasi da una vaga malinconia. Nella norma il doppiaggio (solo in inglese), ma i protagonisti non sono particolarmente ciarlieri, per cui sono poche le occasioni di dialogo. Buona longevità, l’avventura è piuttosto lunga ma senza eccedere, e una volta terminata rimane l’attrattiva delle difficoltà superiori. Un migliore sistema di equipaggiamento sarebbe stato gradito, al posto di oggetti (anelli, reliquie, ciondoli e orecchini) con bonus generati casualmente e talvolta poco o nulla influenti.

Per gli amanti della tattica è un ottimo videogioco, in cui perdersi a pianificare le migliori strategie contro qualche ostico avversario, la cui sconfitta regala grandi soddisfazioni. Per gli altri sarà solo un buon gioco senza troppi contenuti.

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di Francesco Toniolo

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Aarklash: Legacy - Trailer

Una presentazione del videogioco e dei suoi personaggi

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