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Cookie Clicker

Cookie Clicker è un browser game del 2013 realizzato da Orteil (al secolo Julien Thiennot; per inciso il suo soprannome significa “dito del piede”), già autore di altri videogiochi in javascript, fra cui il relativamente noto Nested.

LA VIA, LA VERITÀ E IL BISCOTTO
Già nel titolo Cookie Clicker sono racchiusi al tempo stesso il gameplay e lo scopo del videogioco, in questo caso sostanzialmente coincidenti. Il giocatore è chiamato a cliccare sul grosso biscotto che occupa parte dello schermo, per produrre un biscotto ad ogni click. Dopo poco diviene possibile acquistare un simpatico cursore che inizia a ruotare intorno al biscotto, cliccandolo in continuazione per produrre in autonomia ulteriori biscotti. Qualche ulteriore infornata, e anche una cara nonnina viene messa a disposizione per sfornare dolci. Questo è Cookie Clicker: si producono biscotti per acquistare oggetti in grado di produrre più biscotti, così da poter acquistare oggetti più costosi e produttivi, fino all’infinito. Qualsiasi dimensione logica è ben presto spazzata via, quando iniziano a comparire campi di biscotti, miniere di biscotti, razzi in partenza verso pianeti di biscotti e così via. Anche i primi oggetti disponibili si possono potenziare man mano, come le famigerate nonnine, che ben presto divengono una schiera di vecchine aliene, extradimensionali e altro, in grado di produrre da sole milioni di biscotti al secondo. Non vi è altro fine, né vi è una vera e propria fine, si può al massimo dire che Cookie Clicker sia concluso all’ottenimento di tutti i suoi obiettivi, alcuni dei quali richiedono peraltro di resettare il gioco dopo aver accumulato triliardi di biscotti, per ricominciare il tutto da capo accumulando una sorta di ‘prestigio’ a base di “heavenly chips”.

FENOMENO DI MASSA
Cookie Clicker non è stato il primo del suo genere, e nemmeno l’ultimo, ma proprio per (o “nonostante la”) la sua completa follia e ‘inutilità’ ha ottenuto un grande successo, divenendo un mezzo fenomeno di massa. Sono state realizzate parodie, video musicali, figures, “guide di disintossicazione” dal gioco e molto altro; meccaniche che non stupiscono quando legate ad un prodotto di successo, pensato in ottica commerciale, con personaggi appositamente creati per essere accattivanti, ma che colpiscono se legate al cliccare su un grosso biscotto, che è del resto l’unico “personaggio” del videogioco insieme alle famigerate nonne, divenute vero cuore pulsante di questo tormentone. Seguono inoltre dibattiti fra chi ha abbandonato il gioco dopo un paio di minuti, nauseato dalla sua ripetitività, e chi considera arrendevole una persona che ha smesso di giocare prima di raggiungere perlomeno una produzione di qualche miliardo di biscotti al secondo, spesso anche con volontarie esagerazioni ed autoironia per rendere il ‘club dei cliccatori di biscotti’ ancor più simile ad una qualche associazione di alcolisti anonimi.

IL LATO OSCURO DEL BISCOTTO
Etichettare Cookie Clicker come “perdita di tempo” è troppo facile, oltre che inutile: la sua natura stessa è quella di far perdere tempo a chi decida di giocarci, come avviene per tutti i cosiddetti altri “Idle Games”, basati su infinite ripetizioni di una azione. E Cookie Clicker non ha nemmeno la maggior varietà che provano ad offrire altri esponenti del genere (come Clicker Heroes, 2014) o la componente più o meno social di tanti ‘giochi da Facebook’; Cookie Clicker è la quintessenza del suo genere, il suo punto più alto, e nell’essere questo ne diviene anche la voluta parodia interna al sistema (la parodia ‘colta’ già era venuta da Cow Clicker di Ian Bogost nel 2010) ed al panorama videoludico complessivo. Accusare Cookie Clicker di essere una perdita di tempo è quasi un capro espiatorio – ma sentito come sottilmente inquietante – per evitare di riconoscere che alla fin fine questo videogioco non sia altro che una rappresentazione, forse fra le più pure, di tutti i videogiochi come “perdita di tempo”. Non è una considerazione universale, ovviamente, ma se molti videogiochi venissero privati della storia, della grafica, di personaggi dal design accattivante e da tutto il resto, il cuore di tutto potrebbe avere l’aspetto di un biscotto da cliccare. Un videogioco può trasmettere grandi emozioni, divertire, appassionare, consentire un confronto con altre persone, eppure chi afferma che i videogiocatori “perdano tempo” ha ragione, anche se non nel modo in cui probabilmente l’ipotetico accusatore intende la frase. Una determinata fruizione videoludica – non certo l’unica possibile – tanto più in alcune tipologie di prodotti, è proprio una voluta e ricercata “perdita di tempo” in cui alla fine il traguardo raggiunto è tanto effimero quanto una pila di biscotti, solo che è reso un po’ più “appetibile” e soddisfacente. È una delle grandi bizzarrie e fascinazioni al tempo stesso dei videogiochi: molto probabilmente chiunque, alla richiesta di leggere per migliaia di volte la stessa pagina di un libro o visualizzare per un pomeriggio intero la stessa sequenza di un film, si annoierebbe a morte e percepirebbe il tutto come un peso; eppure è la condizione gioiosamente autoimposta da molti videogiocatori, forse per la sensazione di un progresso, o per la partecipazione attiva, o un misto di questi aspetti ed una qualche altra inspiegabile alchimia. «Siamo tutti cliccatori di biscotti» potrebbe essere in fondo una espressione di autoconsapevolezza per tanti videogiocatori.

Un mistico Ouroboros tondo come un biscotto, in cui si congiungono il punto più alto e più basso della perdita di tempo. Non privo, peraltro, di inquietanti segreti da scoprire per chi abbia il tempo e la voglia di spingersi molto avanti nel gioco.

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di Francesco Toniolo

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Cookie Clicker Song

Un brano del popolare The Living Tombstone dedicato a questo videogioco

L'uomo dietro al videogame

Cookie Clicker

Si chiama Julien Thiennot, ma è noto ai più come Orteil ("unghia", più precisamente "unghia del piede"), è un giovane ragazzo francese, web developer e javascript developer. Ha realizzato diversi videogiochi sperimentali fra il bizzarro e l'assurdo, come Nested, una sorta di multiverso testuale a scatole cinesi. Amante della pixel art e del cioccolato bianco, è ricordato soprattutto per il suo Cookie Clicker.

Medaglie

GameSearch.it per i genitori

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