Credono
nella nostra mission:

Curtain

Medaglia Pensatore

Curtain è un videogioco indipendente irlandese, realizzato da Llaura McGee, disponibile con formula “pay-what-you-want” (anche nulla, volendo) e vincitore di diversi riconoscimenti per la sua scrittura innovativa. E' possibile scaricarlo per Pc (Windows, Mac o Linux) sul sito ufficiale del gioco.

GRAFICAMENTE A TEMA
Visivamente Curtain è un pugno negli occhi del videogiocatore: sgranato, sfuocato, sproporzionato, pieno di colori acidi e innaturali. Muoversi in prima persona lungo questo ambiente è fastidioso, la sensazione di straniamento è forte, si è lontani da qualsiasi canone estetico videoludico e non solo. Questo effetto è tuttavia volutamente ricercato, per cercare di coinvolgere anche visivamente il giocatore nel tema di Curtain: una “abusive relationship” fra due ragazze fuggite di casa per inseguire i loro sogni. Così come la protagonista non può scappare da questa relazione, che pure le fa male, allo stesso modo il videogiocatore non può sfuggire al ‘male’ visivo che gli provoca la partita in corso.

LA DOCCIA
Praticamente tutto il videogioco è ambientato nell’appartamento delle due protagoniste, in cui muoversi liberamente osservando i vari oggetti presenti. Ciascuno di essi è doppiamente “parlante”, perché attiva un commento o una descrizione da parte della protagonista, sia una reazione della sua compagna. Quest’ultima è violenta, verbalmente e non solo (lo specchio rotto in bagno ne è testimonianza), ma anche morbosamente possessiva. Il variare del suo comportamento viene presentato attraverso una doppia versione dell’appartamento stesso. Queste due immagini, speculari e opposte, dello stesso luogo sono collegate da una sorta di corridoio all’interno della doccia, che non conduce in un “altro mondo” (come Alice quando attraversa lo specchio, per esempio) ma nella stessa realtà della protagonista, dalla quale sente di non poter fuggire, oppressa fra i due poli della fidanzata accomodante e della fidanzata violenta.

ADOLESCENTI E SOGNI
Per certi aspetti Curtain è simile a Gone Home (2013), altro videogioco indipendente che ha ottenuto diversi riconoscimenti. Sono entrambi interamente ambientati in una casa, sono avventure narrative in prima persona basate sull’interazione con gli oggetti (“parlanti” in differenti maniere), trattano di amori saffici e hanno una breve durata (quella di Curtain è sui 20 minuti circa, qualcuno in più se non si ha una lettura fluida dell’inglese). La differenza è nella conclusione, che li rende antitetici per quanto riguarda il messaggio (uno dei messaggi) di cui vogliono parlare. Laddove Gone Home è in qualche modo la fuga adolescenziale dalle convenzioni di un mondo “borghese” con qualche scheletro nell’armadio, Curtain è il fallimento di questa fuga, che si conclude con una protagonista che trova il coraggio di chiamare la sua famiglia, forse “borghese” e forse “noiosa”, ma pronta ad offrire un aiuto. Non è un ideale - si perdoni il termine - ‘bacchettone’, ma il riconoscimento forse più prosastico che talvolta un sogno di fuga e libertà può fallire, anche a causa di un “mostro” che è proprio la persona con cui si è deciso di andare a vivere.

Da giocare con calma e consapevolezza.

Share |

di Francesco Toniolo

Curtain Curtain

Curtain

Il trailer di Curtain

La donna dietro al videogame

Curtain

Llaura McGee è un'artista irlandese che spesso utilizza lo pseudonimo DreamFeel. La sua creatività spazia dalla progettazione di installazioni interattive allo sviluppo di videogiochi. Curtain tra i suoi progetti più famosi, vincitore di molti premi nella scena indie.
Sul sito di Llaura è possibile scoprire ulteriori notizie sulle sue creazioni.

Medaglie

Medaglia Pensatore

Pensatore

Curtain presenta tematiche "difficili" raramente inserite nel panorama videoludico, e lo fa attraverso una inusuale sinergia fra narrazione e forma.

GameSearch.it per i genitori

Per avere maggiori informazioni sul Pegi, per ricevere consigli che ti aiutino a scegliere il videogioco più adatto per i tuoi figli consulta la sezione GameSearch.it per i genitori.