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Dracula: La Risurrezione

Sviluppata da Canal + Multimedia e da France Telecom Multimedia, Dracula: La Risurrezione è un’avventura grafica pubblicata nel 1999 da Microids su PC e PlayStation. La sola presenza del principe delle tenebre poteva essere per molti un motivo sufficiente per l’acquisto, ma ne valeva veramente la pena?

COSA NON SI FA PER AMORE
Il gioco riprende la dove il libro scritto da Bram Stoker si era concluso: Jonathan Harker è riuscito a salvare la sua adorata Mina dalle grinfie della malvagia creatura del male. Ma poche settimane dopo inspiegabilmente il conte Dracula torna a tormentare i viventi e in particolare la bella Mina, che, soggiogata dall’impulso magico del vampiro, una notte abbandona Londra per soddisfare l’irrefrenabile desiderio di tornare in Transilvania.
Scoperta la fuga, lo sfortunato ma coraggioso Jonathan parte all’inseguimento della  moglie, verso una terra oscura che avrebbe preferito non rivedere mai più.

MANCA LA STAR!
Arrivati in Transilvania ci ritroveremo a visitare i luoghi tipici dei racconti aventi come protagonista il vampiro più famoso della storia: una locanda con tanto di loschi figuri che ci invitano a tornarcene da dove siamo venuti, la foresta limitrofa ed infine il famigerato castello del mostro. Ma qui emerge subito una delle caratteristiche più insolite di questo gioco: di fatto Dracula non lo affronteremo e nemmeno lo incontreremo. La visuale in prima persona e la possibilità di guardarsi attorno a 360 gradi (con un sistema che ricorda molto quello di Google Street View) aumenta il coinvolgimento, ma comunque passeremo il tempo ad esplorare luoghi desolati e tenebrosi in cui di fatto non accadrà mai nulla di terrificante, come invece ci si potrebbe aspettare da un’avventura horror.

DUE SONO POCHI
Trovare gli oggetti da utilizzare per poter proseguire sarà il nostro obiettivo principale. Dal momento che non avremo mai un inventario particolarmente affollato (inoltre le cianfrusaglie in esso raccolte non andranno mai combinate), e dal momento che capire dove posizionare gli oggetti è piuttosto semplice, ci capiterà di fermarci solo nel caso in cui non ci accorgeremo di una zona interattiva (alcune sono piuttosto piccole o nascoste).
Segnaliamo che solo verso la fine del gioco abbiamo trovato un paio di enigmi davvero interessanti.

SFERA

Il comparto tecnico si avvale di fondali digitalizzati statici in cui, come dicevamo, è possibile ruotare la visuale come se fossimo rinchiusi in una sfera; si tratta di una trovata che all’inizio può spiazzare ma a cui ci si abitua presto. Il design dei personaggi è piuttosto caricaturale ed è in contrasto con l’atmosfera generale. Buoni gli effetti sonori anche se in alcuni casi non sembrano aver nulla a che vedere con l’ambiente che ci circonda, mentre invece il doppiaggio in italiano non è particolarmente convincente.

Dracula: La Risurrezione è un’avventura grafica che non ci ha convinto del tutto. E’ un titolo che si lascia giocare fino alla fine, ma l’impressione è che non si sia sfruttato appieno il potenziale: le ambientazioni sono dettagliate ma mancano alcuni particolari tipici del fantasioso universo vampiresco (ad esempio i fuochi fatui o i pipistrelli) che avrebbero maggiormente caratterizzato l’atmosfera; i due enigmi trovati verso la fine dell’avventura ci fanno comprendere che gli sviluppatori avevano le capacità per rendere il gameplay qualcosa di più vario rispetto alla solita ricerca di oggetti.

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di Emanuele Cabrini

Dracula: La Risurrezione Dracula: La Risurrezione Dracula: La Risurrezione Dracula: La Risurrezione

L'uomo dietro al videogame

Dracula: La Risurrezione

François Villard è, insieme a Jacques Simian (di cui non abbiamo trovato immagini o informazioni), autore delle avventure grafiche Dracula: La Risurrezione e Dracula 2: l'ultimo Santuario.
Oggi François si occupa di cinema e teatro, ed è inoltre un appassionato della Divina Commedia dantesca.

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