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Dracula: Origin

Tra gli appassionati di avventure grafiche, Frogwares è una software house che ha cominciato a farsi apprezzare da pubblico e critica a partire dai primi anni 2000, in particolare grazie ai videogiochi ispirati alle vicende investigative di Sherlock Holmes.
Nel 2008 Frogwares decide, come moltissimi altri competitor, di provare a realizzare un prodotto sfruttando la figura di Dracula, capace da sola di catturare l’attenzione di videogiocatori esperti e non.

IL DIARIO DEL VAMPIRO
Come spesso accade nei videogiochi (ma anche nei film) che vedono la presenza del Principe delle Tenebre, anche in questo caso l’ispirazione di base viene dal romanzo originale di Bram Stoker del 1897. Ci sono comunque dei cambiamenti rispetto all’opera prima: protagonista del gioco è il dottor Van Helsing, che qui riceve una lettera dall’amico Jonathan Harker (che lo informa del suo fallimento nell’uccidere il vampiro in Transilvania).  Per affrontare il nemico, nella speranza di sconfiggerlo definitivamente, partiremo per destinazioni quali Egitto o Vienna (altro elemento di discrepanza con il romanzo) alla ricerca di formule magiche e antiche leggende.
Da segnalare che non molto tardi nel corso dell’avventura troveremo il diario del conte Dracula: un documento relativamente breve ma ben scritto, emozionante, in cui Vlad Tepes ci racconterà come è avvenuta la sua trasformazione. Dracula: Origin è inoltre completamente localizzato in italiano.

VEDO GLI OGGETTI NASCOSTI
La storia generale non è emozionante come nei più grandi capolavori del genere vampiresco, ma l’atmosfera è comunque interessante e viene voglia di proseguire per vedere come si conclude la vicenda (forse solo la tappa in Egitto non è intrigante). In ogni caso occorre precisare che, sebbene sia coinvolto Dracula, questo videogame non ha l’obiettivo di spaventare il giocatore: ci sono immagini o passaggi tenebrosi, ma il fulcro di Origin è più incentrato sul lato investigativo (lo stesso Van Helsing è sempre contenuto nel suo atteggiamento e trasmette sicurezza anche nelle situazioni più misteriose e pericolose).
A proposito di investigazione è giunto il momento di affrontare la questione enigmi, principale perno attorno al quale ruotano le avventure grafiche. Ce ne sono diversi, mai particolarmente complicati.
Ma buona parte del gioco è incentrata sul puntare il mouse nel luogo giusto per recuperare oggetti. Per semplificare la ricerca è sufficiente premere un tasto (di default la barra spaziatrice) così da evidenziare tutti gli oggetti interattivi presenti nell’inquadratura: si tratta di un espediente già visto, che da un lato piace a chi vuole giocare un’avventura grafica senza tuttavia impegnarsi per troppo tempo, dall’altro può far storcere il naso a chi ama particolarmente questo genere di videogame e non apprezza avere aiuti (la tentazione è sempre dietro l’angolo).

Dracula: Origin è una buona avventura grafica, nulla di indimenticabile ma ideale per chi è non è particolarmente avvezzo o per chi è alle prime armi con questo genere di videogiochi. L’appassionato vero e proprio potrebbe preferire titoli più impegnativi.
Per chi lo porta a termine è disponibile un seguito, Dracula: Love Kills. In questo caso però si tratta di non più di un’avventura grafica ma di un casual game.

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di Emanuele Cabrini

Dracula: Origin Dracula: Origin Dracula: Origin Dracula: Origin

Trailer di Dracula: Origin

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