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Full Throttle

Medaglia Consigliato da GameSearch.it

Full Throttle, rilasciato in formato CD-Rom nel 1995, è decisamente l’avventura dai toni più seri creata dalla LucasArts e ideata da Tim Schafer, dotata di uno stile grafico graffiante e spigoloso.

ASFALTO… E GUAI!
I Polecats sono una banda di motociclisti che sfrecciano in un mondo futuristico dove le ruote sono oramai obsolete e dove qualsiasi mezzo di trasporto sfrutta ormai delle tecnologie che gli permettono di fluttuare. Esistono tuttavia alcuni piccoli gruppi di delinquenti affezionati alle  vecchie ruote motrici e i Polecats sono proprio tra questi.
La Corley Motors è l'ultima azienda produttrice di moto e in questo momento il presidente (Malcolm Corley) e il suo vice (Adrian Ripburger) stanno litigando sulla limousine mentre si dirigono a un’assemblea generale con gli azionisti. Il diverbio è nato dalla proposta di Ripburger di eliminare il settore moto per rimodernare l'intera azienda con la tecnologia hovercraft, ma il Signor Corley, che in passato è stato un motociclista, non è disposto a scendere a compromessi.
Durante il diverbio i due vengono attaccati dai Polecats. Parte così un inseguimento che termina davanti a un bar dove Malcom è deciso a entrare per parlare con i delinquenti. Non vedendolo tornare, Ripburger entra nel locale giusto in tempo per trovare il presidente della Corley Motors scherzare sui vecchi tempi con Ben, capo dei Polecats. Ripburger propone ai banditi di scortare la limousine all'assemblea, ricevendo un immediato rifiuto. Uscito dal locale Ben viene stordito dagli scagnozzi di Ripburger che, dopo avergli sabotato la moto, riescono a convincere i rimanenti Polecats a seguirli. Ripresosi, Ben parte alla ricerca della sua banda finendo fuoristrada. Da qui inizia la sua storia.

UN CARTONE SERIO

Lo stile grafico adottato strizza l'occhio ai film catastrofici degli anni ottanta (1997: Fuga da New York) qui rivisti in chiave cartoonesca. Tutti i personaggi (in particolar modo il protagonista) sono dotati di un indubbio carisma e hanno linee forti e nette, con accentuati tratti somatici e una superba espressività.
Gli scenari si rifanno al far-west con interminabili deserti e grotte rocciose arricchite da elementi meccanici e futuristici.

MODIFICHE IN VISTA
Già apprezzato in Maniac Mansion e in The Secret of Monkey Island, il sistema SCUMM, che sfruttando l’interazione verbo/oggetto ci permette di far interagire il protagonista dell’avventura con gli scenari, mostra qui la sua nuova evoluzione. Infatti in Full Throttle non troviamo più il classico menù nella parte bassa dello schermo; il tutto viene sostituito da un tatuaggio (richiamabile con il tasto sinistro del mouse) su cui sono presenti quattro azioni che rappresentano un pugno (prendere/dare), due occhi (osservare), una lingua (parlare) e un calcio. Ovviamente questo tipo di interfaccia (ripresa nel successivo The Curse of Monkey Island, terzo episodio dell‘omonima serie) limita le azioni disponibili impedendo così di perdere tempo prezioso in scelte infruttuose.
L'inventario è sempre richiamabile dal tasto destro del mouse, ma in questo gioco non avremo la possibilità di combinare gli oggetti.
Il comparto sonoro per la prima volta presenta brani in licenza del famoso gruppo The Gone Jackals (prima volta in un'avventura grafica della Lucas) che contribuiscono a creare quella sensazione di “proibito” tipica dell'ambito motociclistico. Inoltre Full Throttle è completamente doppiato anche in italiano, con un doppiaggio di qualità che da spessore e carattere a ogni personaggio.

QUANDO SENTO ODORE DI ASFALTO PENSO A MAUREEN

In Full Throttle sono presenti alcune aggiunte rispetto alle classiche avventure targate Lucas, tra cui una sezione “Arcade” di combattimento sulle moto. Inoltre c’è una piccola stranezza: contrariamente alle altre avventure LucasArts, in Full Throttle si può morire.

Full Throttle è certamente un buon gioco (apprezzabile su MS-DOS, Mac OS e Microsoft Windows) ma non riesce a elevarsi per colpa di un‘ eccessiva semplicità e linearità che, unite alla breve durata, contribuiscono a rendere il titolo poco rigiocabile. Nonostante tutto il gioco della LucasArts è riuscito (nel tempo) a crearsi una moltitudine di fan dimostrando di saper affrontare tematiche di forte riscontro. Per questo Full Throttle è un titolo  consigliato a ogni appassionato di avventure grafiche.

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di Mirko Di Pasquale

Full Throttle Full Throttle Full Throttle Full Throttle Full Throttle Full Throttle

Full Throttle longplay

Intrigo, moto, asfalto e hard rock: l'essenza di Full Throttle.

L'uomo dietro al videogame

Full Throttle

Tim Schafer nasce in California del 1967. E' noto principalmente per il suo lavoro in LucasArts, compagnia con la quale ha realizzato alcune delle  più famose avventure grafiche degli anni '80 e '90. Tra di esse è stato uno degli autori di The Secret of Monkey Island (1990) e il co-designer di Maniac Mansion: Day of the Tentacle (1993).
Tim è stato inoltre project leader, scrittore e designer di Full Throttle (1995) e Grim Fandango (1998).
Nel 2000 ha lasciato LucasArts per fondare una sua compagnia, la Double Fine Productions della quale è da ricordare Brütal Legend (2009), un videogioco-omaggio alle star della musica hard 'n heavy del XX° secolo.

Medaglie

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Più che per i suoi enigmi, questa avventura grafica è da ricordare per la sua capacità di ricreare il fascino americano degli spazi aperti, il mito del biker libero e senza regole che sfreccia verso l'orizzonte.

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