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Half Life

Medaglia Valore storico

I primi First Person Shooter (FPS) si distinsero soprattutto per la grande immedesimazione e per l’estrema frenesia. Verso la metà degli anni novanta erano ormai diversi i videogames di questo genere e di fatto si cominciò a sentire l’esigenza di un qualcosa che portasse una ventata d’aria fresca.
La risposta a tutte le preoccupazioni arrivò con Half Life, titolo sviluppato da Valve Software e pubblicato in collaborazione con Sierra Entertainment nel 1998.

LA STORIA SONO IO
Una delle caratteristiche che distinse Half Life dagli altri FPS fu il modo di raccontare la vicenda vissuta dal nostro alter-ego virtuale: il professor Gordon Freeman.
La storia infatti si sviluppa interamente durante il gioco; all’inizio scopriremo si essere uno scienziato appena giunto al Blach Mesa Research Facility (base top-secret nascosta in un desertico canyon americano) per compiere alcune ricerche sul “Materiale Anomalo GG-3883”.
Presto però vivremo in prima persona il dramma di un esperimento fallito che creerà una serie di rotture spazio/temporali da cui usciranno diverse creature aliene non troppo amichevoli.

UNA FUGA DISPERATA
A questo punto l’obiettivo appare piuttosto evidente: trovare un modo per fuggire dall’istituto di ricerca.
In molte occasioni Half Life mette da parte la frenesia per calcare l’acceleratore sull’atmosfera, sulla sensazione di trovarsi veramente in una struttura atipica dove procedere con cautela e circospezione per evitare i pericoli che si possono nascondere dietro ogni angolo
.
Dunque non avremo intere legioni di mostri pronte ad attaccarci senza sosta fino alla fine del gioco; nel piccolo gioiello della Valve non mancheranno situazioni piuttosto “tese” ma è bene sapere che viene lasciato molto spazio anche all’esplorazione e alla risoluzione di alcuni interessanti enigmi.
Nel corso dell’avventura avremo modo di apprezzare l’intelligenza artificiale (notevole per gli standard di allora) di alcuni personaggi secondari (con la quale dovremo talvolta collaborare per uscire da particolari situazioni) e dei Marines, impegnati ad impedire a chiunque (umano o alieno) di scappare per evitare che la notizia del disastro si diffonda.
Half Life incuriosisce il giocatore anche con qualche mistero: chi è l’uomo con la valigia che, invece di fuggire, sembra più interessato a spiare le nostre azioni?
Gordon Freeman ha l’aspetto di un indifeso studioso ma nel corso dell’impresa potrà avvalersi di un armamentario sufficientemente vario (partendo da un piede di porco, diventato simbolo distintivo della serie Half Life) e di una speciale tuta energetica capace non soltanto di difendere il corpo dagli attacchi ma anche di segnalare pericoli nascosti quali il rischio biologico, radiazioni, acidi o sostanze corrosive, carenza di ossigeno, calore intenso, congelamento e scossa elettrica.

ANCHE L’ORECCHIO VUOLE LA SUA PARTE
In proporzione alle potenzialità disponibili nel 1998, dal punto di vista grafico Half Life è ben realizzato, curato nei dettagli e con un level design di ottima qualità.
Tra i pochi difetti citiamo comunque la scarsa varietà dei personaggi secondari.
L’aspetto che sicuramente colpisce è il comparto audio, non solo per la scelta di non doppiare il protagonista (aumentando così la nostra immedesimazione) ma anche per la resa degli effetti sonori, i quali, nel silenzio di Blach Mesa, contribuiscono a rendere l’atmosfera ancora più immersiva.

UN SUCCESSO IN ESPANSIONE
Uscito per PC, il forte riscontro di pubblico ottenuto da Half Life ha dato vita ad innumerevoli  espansioni ufficiali (come ad esempio Opposing Force e Blue Shift) e non ufficiali, le quali permetteno di rivivere l’avventura dal punto di vista di un Marine, di una guardia del centro Black Mesa o di altri personaggi.
Nel 2001 è stata pubblicata una versione per PlayStation 2 che, pur essendo fedele all’originale, ha in parte deluso (considerate le capacità della console Sony) chi si aspettava un consistente incremento della componente grafica.
Tuttavia è stata inserita Half Life: Decay, un’espansione nella quale due giocatori dovranno vestire i panni delle scienziate Colette Green e Gina Cross e cooperare per fuggire dalla base segreta.
Half Life venne adattato anche per Dreamcast ma, a causa della prematura scomparsa di questa piattaforma, il gioco non venne mai pubblicato sul 128-bit della Sega.

Se paragonato con gli standard odierni, ovviamente il titolo della Valve può apparire come un gioco obsoleto e poco attraente.
Tuttavia è giusto sapere che senza Half Life gli FPS non avrebbero fatto così tanta strada.

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di Emanuele Cabrini

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Half Life trailer

Il filmato ci mostra i nemici del Blach Mesa Research Facility.

L'uomo dietro al videogame

Half Life

Gabe Newell nasce a Seattle nel 1962. Dopo aver lasciato gli studi diventa dipendente di Microsoft dove acquisisce competenze e soprattutto ricchezza. Descrive infatti se stesso come "il produttore delle prime tre versioni di Windows". Abbandona la compagnia dopo 13 anni di lavoro e insieme all'ex collega Mike Harrington fonda Valve Corporation, stimata software house nota per aver dato i natali a serie di successo come Half LifeCounter-Strike e Left 4 Dead.
Gabe Newell è anche una delle menti dietro Steam, la nota piattaforma di digital delivery.
A proposito di alcuni videogiochi, Gabe ha dichiarato in un'intervista che, negli anni '90, Doom lo convinse che i videogiochi sono il futuro dell'intrattenimento, mentre Super Mario 64 lo convinse che i videogiochi sono arte.

Medaglie

Medaglia Valore storico

Valore storico

Half Life ha innovato il genere FPS introducendo un maggiore senso di fisicità degli oggetti e puntando su un gamplay ragionato e meno votato all'azione. Anche la completa narrazione "in-game" è un punto forte del gioco.

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