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I Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya): Il Santuario

Sembra strano ma per vedere in Italia un videogioco con protagonisti Pegasus (Saint Seiya) e compagni abbiamo dovuto attendere fino al 2005. Eppure di giochi tratti dall’opera di Masami Kurumada se ne sono visti su Nintendo 8-bit, PC, Game Boy e WonderSwan Color, ma nessuno di essi è mai arrivato ufficialmente nel caro vecchio stivale europeo. Solo per il nome che porta, I Cavalieri dello Zodiaco: Il Santuario potrebbe quindi essere un gradito picchiaduro per i fan del manga e dell’anime che possiedono una PlayStation 2.

IL SETTIMO SENSO
I Cavalieri dello Zodiaco: Il Santuario ripercorre la battaglia delle dodici case: i cavalieri di bronzo devono affrontare i cavalieri d’oro per liberare il mondo dalla minaccia del perfido Grande Sacerdote e per liberare Lady Isabel (la reincarnazione della dea Atena) dalla morsa fatale della freccia di Betelgeus.
Come ormai vuole la tradizione degli ultimi videogame sviluppati dalla Bandai, lo story mode propone delle lunghe sequenze di intermezzo che, tra una battaglia e l’altra, ci permettono di rivivere le scene più famose della scalata alle dodici case (una per ogni cavaliere d’oro) così come proposte nell’anime. Peccato soltanto che, nella versione europea del gioco, inspiegabilmente il publisher (Atari) abbia deciso di estromettere la sigla iniziale del cartone animato, che qui era stata perfettamente ricreata utilizzando la grafica poligonale.

UNA STORIA ALTERNATIVA
Per mantenere vivo l’interesse anche una volta portata a termine l’avventura principale (impresa non particolarmente ardua, se si esclude lo scontro finale), gli sviluppatori ci danno modo di ripercorrere lo story mode scegliendo degli intermezzi alternativi che modificano la narrazione originale (ad esempio Pegasus chiamato a combattere contro Phoenix nella casa del Leone).
A questo si aggiungono una serie di biografie e gallerie dedicate ai vari personaggi e ai vecchi giocattoli distribuiti in Italia da Giochi Preziosi nei primi anni novanta. Oltre all’immancabile Versus per sfidare la CPU o gli amici scegliendo liberamente tra i tanti combattenti disponibili (alcuni si attivano solo completando particolari obiettivi), portando a termine lo story mode è possibile sbloccare la modalità Gran Sacerdote, la quale ci mette nei panni del nemico.
Gran Sacerdote aggiunge un pizzico di strategia al gioco: l’obiettivo è fermare la corsa di Pegasus e soci sfruttando i cavalieri d’oro al nostro servizio. Questi ultimi possono essere posizionati a nostra discrezione nelle varie case (ad esempio Ioria del Leone potremo metterlo a guardia del tempio del Sagittario); a seconda dell’abbinamento tempio-cavaliere, il nostro guerriero riceverà bonus più o meno interessanti. Man mano che giocheremo, il Gran Sacerdote riceverà punti esperienza, che ci permetteranno di acquisire nuove abilità utili per arrestare i cavalieri di bronzo (che in questo caso sono molto difficili da fermare).

LE SACRE ARMATURE
Dal punto di vista grafico la PlayStation 2 ha dimostrato di saper fare molto di più di quanto visto ne I Cavalieri dello Zodiaco: Il Santuario. Tuttavia i modelli delle armature, dei personaggi e dell’esecuzione delle vari colpi speciali sono stati ricreati con sufficiente cura nei particolari, dettaglio non trascurabile per i cultori dell’anime.
Le musiche sono ripetitive ma ricordano da vicino quelle del cartone animato. Purtroppo il doppiaggio è inizialmente impostato sulla lingua francese; il consiglio che diamo è quello di entrare nelle opzioni e selezionare le voci originali giapponesi (l’italiano non è disponibile).

FULMINE DI PEGASUS!
Veniamo al tasto dolente: il gameplay. I combattimenti uno contro uno sono purtroppo minati da un’eccessiva lentezza e pesantezza dei movimenti. A questo aggiungiamo un sistema di collisioni ed una risposta ai comandi non particolarmente precisi che, il più delle volte, ci spingono a pigiare a caso e con foga i tasti del pad nella speranza di mandare a segno delle combo. Buona l’idea di rispedire al mittente i colpi più potenti premendo un solo tasto, anche se trovare il giusto tempismo non è assolutamente un’impresa da poco. Se la nostra energia vitale si esaurisce, talvolta ci viene in soccorso Atena: a quel punto con una serrata (e a volte inutile) pressione casuale dei tasti è possibile che il nostro alter-ego torni a combattere.

A parte l’indiscutibile carisma dei Cavalieri dello Zodiaco, la longevità di questo gioco è compromessa da un gameplay disordinato, ripetitivo e a tratti frustrante. Diciamo la verità: se Pegasus e soci non fossero stati i protagonisti, questo videogioco sarebbe immediatamente finito nel dimenticatoio.

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di Emanuele Cabrini

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