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Le Avventure di "Lupin III": Il Tesoro del Re Stregone

Lupin III è senza ombra di dubbio uno dei personaggi più famosi dell’animazione giapponese; le sue origini risalgono al 1967 e da allora è stato protagonista di numerosi manga, anime, film e anche molti videogiochi, purtroppo tutti in esclusiva per il mercato giapponese. Ma finalmente nel 2005 arriva in Italia Le Avventure di “Lupin III”: Il Tesoro del Re Stregone, un action/stealth game sviluppato da Banpresto (in esclusiva per Playstation 2) e pubblicato da Digital Bros.

“LADRO UNA VOLTA, LADRO PER SEMPRE” (Lupin III)
La nostra avventura nei panni di Lupin inizia in una normale stazione ferroviaria dove, camuffati come una statua, con l’aiuto di Jigen ci infiltreremo su un treno che trasporta due preziosi manufatti: la “Caraffa dell’Onore” e la “Caraffa della Vittoria”. Questi tesori, appartenuti a Re Randolf II, si dice siano la chiave per entrare in possesso di un’inestimabile ricchezza nascosta sotto al castello di Goldengasse. Per un esperto come Lupin sembrerebbe un gioco da ragazzi ma a complicare la situazione, oltre all’immancabile ispettore Zenigata dell’Interpol, troveremo anche una misteriosa setta di alchimisti e una vivace ragazzina diventata suo malgrado proprietaria di una scomoda eredità.

NON SOLO PALLOTTOLE
Le Avventure di “Lupin III”: Il Tesoro del Re Stregone è un gioco che si di divide un due parti. Nella prima metà (prettamente stealth) dovremo cercare di non dare nell’occhio per nasconderci dai poliziotti di Zenigata e risolvere una serie di enigmi non impossibili ma che, fortunatamente, impegneranno la nostra “materia grigia” più a fondo di quanto fanno molti altri giochi (soprattutto in questi ultimi anni).
Complice un sistema di telecamere non molto efficiente, una volta presa confidenza con il sistema di controllo ci accorgeremo ben presto che, invece di muoverci silenziosamente, per ingannare le guardie sarà sufficiente usare uno dei nostri travestimenti e premere il tasto R1 non appena apparirà sullo schermo un punto esclamativo (simbolo usato per avvertirci che qualcuno sta dubitando del  camuffamento). Tuttavia anche qualora venissimo scoperti basterà darsi a una breve fuga per riportare tutto alla normalità.
La seconda parte è invece interamente votata all’azione: impugnando la sua Walther P38, Lupin dovrà farsi largo tra nemici numerosi, innocui e noiosi. Anche in questo caso si nota una certa superficialità da parte degli sviluppatori: invece di puntare sulla “quantità” avremmo preferito avversari meno frequenti e più intriganti.
A condire il gioco troveremo infine delle brevi sezioni in cui comanderemo il pistolero Jigen Daisuke, il samurai Goemon Ishikawa e un simpatico mini-gioco con protagonista la bella Fujiko Mine.

LA GIUSTA ATMOSFERA
Le Avventure di “Lupin III”: Il Tesoro del Re Stregone si apre con una bella sequenza introduttiva da cui capiamo subito che il gioco vanta la stessa splendida colonna sonora dell’anime. I personaggi sono stati realizzati con buona cura nei particolari ma lo stesso non si può dire per le poche ambientazioni, alcune di buona fattura, altre ripetitive e prive di dettagli.

Non nascondiamo che da Le Avventure di “Lupin III”: Il Tesoro del Re Stregone ci saremmo aspettati qualcosa in più. Nell’insieme però (complice un parlato in italiano che si avvale degli stessi doppiatori del cartone animato) il gioco riesce a trasmettere parte del carisma della serie animata e così, nonostante alcuni difetti, siamo invogliati a proseguire nell’avventura.
Un buon acquisto per i fans.

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di Emanuele Cabrini

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