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Mortal Kombat: Deadly Alliance

Dopo la parziale delusione di Mortal Kombat 4 erano in molti a chiedersi se il quinto episodio sarebbe riuscito a restituire nuova linfa al brand. Nel 2002 arriva la risposta, quando Mortal Kombat: Deadly Alliance (il primo MK a non apparire in versione Coin-op) arriva sulle console a 128-bit di Sony, Microsoft e Nintendo.

ADDIO AL CAMPIONE

Per millenni le forze del bene e del male si sono scontrate per il controllo della Terra. Le vittorie di Liu Kang negli ultimi tornei Mortal Kombat hanno garantito la pace sul pianeta, ma qualcuno, come al solito, è pronto a tramare nell’ombra…
Sconfitto il dio malvagio Shinnok, lo stregone Quan Chi è riuscito a fuggire dal Netherealm e ad introdursi nella tomba dell’esercito mummificato del dimenticato Re Dragone. Quan Chi scopre dunque di aver rinvenuto una forza inarrestabile, con la quale il sogno di conquistare tutti i reami (Terra compresa) diverrebbe sicuramente una realtà.
Ma per risvegliare l’armata del Re Dragone occorrono le anime dei più forti guerrieri di sempre, e allo stregone non resta che chiedere aiuto a Shang Tsung. Nasce così l’Alleanza Mortale”.
Unendo le forze, per prima cosa Quan Chi e Shang Tsung decidono di eliminare le uniche due minacce che potrebbero interferire nei loro piani: il primo a cadere è Shao Khan (l’imperatore dell’Outworld), mentre il secondo è proprio Liu Kang, il campione del Mortal Kombat.
L’Alleanza Mortale sembra inarrestabile, ma l’umanità ha ancora una speranza: rinunciando allo stato di Dio Anziano, Raiden è tornato sulla Terra per riunire i guerrieri in grado di salvare il mondo.

QUALCOSA E’ CAMBIATO
Nel 2002 i picchiaduro 2D sono solo un ricordo, e quinid Deadly Alliance prosegue sulla scia della terza dimensione. Ma rispetto al quarto capitolo ci sono però delle novità: le principali sono la possibilità di muoversi liberamente nell’arena (in MK4 lo spostamento laterale durante gli scontri era solo una schivata) e nella presenza di tre differenti stili di combattimento per ciascun personaggio (due a mani nude e uno con un’arma). Quest’ultima caratteristica permette di rendere più attraente il gameplay che, affidandosi ancora a mosse segrete e a combo devastanti, è ancora piuttosto frenetico e divertente.

A livello di contenuti vengono re-introdotti i bonus stage che questa volta si diversificano in un test per mettere alla prova la nostra forza, e un altro per testare la nostra capacità di osservazione.
Mortal Kombat: Deadly Alliance vede l’introduzione della modalità Konquest, una sorta di turorial che ci guida attraverso la storia e le tecniche di ciascun personaggio. Questa modalità è però alla lunga piuttosto noiosa e poco curata, non solo a livello estetico, ma anche (almeno per quanto riguarda la versione italiana del gioco) per colpa di una pessima traduzione dei testi.
Gli sviluppatori hanno però cercato di farsi perdonare con l’inserimento di una nutrita schiera di extra da sbloccare nella Kripta, un cimitero pieno di bare (ben 676), ciascuna contenente dei bozzetti, dei video o altro ancora. Per aprire un loculo dovremo spendere delle monete (chiamate Koins) che si diversificano per colore, e che si ottengono affrontando le varie modalità di gioco.

CHE FRETTA C’E’?
La serie di Mortal Kombat ha sempre sofferto di animazioni ripetitive, che poco variavano (per quanto concerne i pugni, i calci, le spazzate e in generale le tecniche di base) i personaggi. Deadly Alliance ha purtroppo peggiorato la situazione. Graficamente il titolo di presenta discretamente: sfondi ben realizzati (alcuni anche piuttosto evocativi) e guerrieri di dimensioni generose con tanto di texture per le ferite e le varie contusioni derivate dallo scontro. Dopo qualche partita si nota però un fatto spiacevole: i modelli dei combattenti cominciano a mostrare una certa somiglianza nelle forme e nelle texture dei volti, ed inoltre, anche le consuete pose che vengono assunte nel caso di vittoria, per alcuni personaggi sono state letteralmente copiate.
Un fatto che denota probabilmente una certa fretta nel portare a termine il videogioco. Per lo stesso motivo crediamo che sia stata inserita una sola Fatality per ciascun personaggio.

NON SOLO A 128-BIT
Uscito inizialmente per PlayStation 2, Xbox e Nintendo Game Cube, Deadly Alliance è stato proposto anche su Game Boy Advance con una versione in cui, oltre ai necessari tagli grafici, è stato tolto anche qualche personaggio.
Midway Games ha però rilasciato una seconda versione per GBA chiamata Mortal Kombat: Tournament Edition, che introduce guerrieri (Noob Saibot, Sareena e Sektor) che non figurano nell’originale Deadly Alliance.

Mortal Kombat: Deadly Alliance non è forse da annoverare tra i migliori picchia duro dell’era PlayStation 2, ma si rivela comunque un titolo divertente, capace inoltre di sfruttare il carisma della serie quel tanto che basta per accontentare i fan. Peccato per alcuni cali di stile a livello grafico, che crediamo siano dovuti ai ridotti tempi di sviluppo.

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di Emanuele Cabrini

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