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NYR: New York Race

Sfruttare la licenza di un film famoso è sempre una buona occasione per incentivare i consumatori all’acquisto di un prodotto. Il mondo dei videogame ha sempre fatto largo uso di questo espediente con risultati talvolta eccezionali, talvolta da dimenticare. Vediamo come è andata per New York Race che, stando a quanto indicato sulla confezione, è ispirato a Il Quinto Elemento, pellicola del 1997 girata da Luc Besson e interpretata da Bruce Willis e Milla Jovovich.

MA IL FILM?
A parte il fatto di essere ambientato in un ipotetico 2215 ed escludendo i design del logo del gioco, quello degli autoveicoli volanti e quello delle icone degli avversari, i rimandi a Il Quinto Elemento si fermano qui. Infatti New York Race è un gioco di corse futuristiche nudo e crudo (senza alcuna trama o personaggi rilevanti) che semmai ricorda il più noto Wipeout.
Dovremo solamente preoccuparci di affrontare una serie di gare, scalare le classifiche, sbloccare nuovi tracciati e mezzi sempre più potenti e veloci. Per rendere la competizione più adrenalinica troveremo lungo ogni percorso una serie di power-up che ci forniranno armi di vario genere e scudi.

TROPPO COMPLICATO
Essendo un gioco di corse alla fine la mancanza di una trama non si fa sentire. La cosa interessante in New York Race è che oltre a sterzare a destra o a sinistra dovremo preoccuparci anche di muoverci verso l’alto o verso il basso. Le gare sono tutte ambientate tra i mega edifici delle affollate metropoli tipiche dei film di fantascienza, un’idea suggestiva che dovrebbe rendere il gameplay ancora più intrigante.
Ma in questo caso il condizionale è d’obbligo perché oltre a impiegarci un bel po’ di tempo per prendere confidenza con il sistema di controllo, purtroppo il gioco risulta caotico.
Il design dei tracciati impedisce di concentrarsi appieno sulla corsa: complice anche la velocità elevata e i numerosi particolari che abbelliscono le città ma che distraggono l’occhio dal centro dell’azione, è troppo difficile imboccare correttamente le strettoie e gli spazi angusti di cui i tracciati sono ricolmi, così come è estremamente facile ritrovarsi improvvisamente fermi perché non ci si è accorti di un ostacolo (traffico o strutture architettoniche di vario genere).
All’inizio, con un po’ di impegno e una volta imparate le curve e le trappole, ci si riesce a destreggiare lungo le primissime gare (cosa che soddisfa il giocatore), ma una volta giunti ai tracciati successivi le corse diventano impossibili e frustranti.

L’ABITO NON FA IL MONACO
Sul retro della confezione di New York Race le immagini del gioco sono nitide e molto definite, ma una volta inserito il dvd nella console ci troviamo di fronte a un’altra realtà: texture di bassissima risoluzione che non si addicono a nessun sistema a 128-bit.
La colonna sonora e gli effetti si dimenticano abbastanza velocemente.

New York Race è l’ennesima conferma che una licenza non è necessariamente sinonimo di grande qualità. L’idea alla base è buona ma New York Race lo si abbandona velocemente per colpa di un design che non diverte e non premia l’impegno del giocatore.

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di Emanuele Cabrini

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Gameplay NYR: New York Race

Estratto di alcuni tracciati del videogioco.

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