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Time Crisis II

Con l’arrivo dei 32-bit l’epoca d’oro delle vecchie sale giochi iniziava la non troppo lenta caduta verso l’oblio, processo che si completa con l’ingresso nelle case dei sistemi a 128-bit. I videogame per queste piattaforme cominciavano ad offrire una grafica addirittura superiore a quella delle controparti coin-op: è stato il caso (per fare qualche esempio) di SoulCalibur, di Tekken Tag Tournament e anche di Time Crisis II, classico titolo di Light-gun nato con l’intento di bissare il successo del predecessore.

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Prima novità rispetto a Time Crisis è il fatto di giocare sempre in coppia (nel caso non sia fisicamente presente un nostro amico sarà la cpu a gestire il nostro partner). Questo ha dato la possibilità agli sviluppatori di introdurre due nuovi personaggi: Richard Miller lascia quindi il palcoscenico agli agenti della V.S.S.E. Keith Martin e Robert Baxter che dovranno vedersela con la solita organizzazione terrorista di turno (con l’aggiunta del malvagio pistolero Wild Dog, creduto morto nell’episodio precedente) guidata dal pazzo Ernesto Diaz, il quale minaccia di lanciare un satellite nucleare nello spazio.
La versione casalinga (PlayStation 2) a differenza di quanto accaduto con il primo capitolo della serie non propone nessuna avventura inedita; sono però stati inseriti alcuni mini-giochi che diventano ancor più divertenti se affrontati sfidando un amico.
Esiste anche, sempre nel formato PS2, la modalità Double Gun che ci permette di giocare in single player sfruttando due pistole: in questo modo però la mira ne risente parecchio e il risultato è solo una gran confusione.

RESTO A CASA

Come dicevamo ad inizio articolo l’edizione per PlayStation 2 è graficamente superiore alla controparte per sala giochi: un numero maggiore di poligoni hanno dato modo agli sviluppatori di creare personaggi e ambientazioni meno spigolosi e con texture più dettagliate. Dovremo affrontare tre livelli (ciascuno suddiviso in micro-aree) non così evocativi come l’isola-fortezza o l’hotel del primo episodio, ma comunque altrettanto divertenti grazie al gameplay che rimane sostanzialmente inalterato (dovremo sempre premere un tasto – o il pedale – per uscire dal riparo e sparare) e al livello di difficoltà crescente ma ben calibrato.
Su questo fronte le principali novità sono fondamentalmente due: l’introduzione di armi secondarie da utilizzare per brevi periodi (possibilità interessante che però viene offerta solo in sporadiche occasioni e che andava quindi implementata) e l’aggiunta di un nuovo “continua” ogni volta che andremo in game-over (almeno nella versione da casa), “continua” che poi potremo utilizzare nella partita successiva in modo da raggiungere più agilmente il finale del gioco.
Time Crisis II ha dato modo a Namco di introdurre la nuova G-Con 2, light-gun forse più scomoda rispetto al modello precedente (G-Con 45) a causa delle dimensioni ridotte e della disposizione non particolarmente comoda dei tasti.

Senza gloria ne macchia Time Crisis II è stato un videogame capace di divertire non soltanto chi  aveva già apprezzato il predecessore. Una nota di demerito per il doppiaggio in italiano decisamente sottotono.

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di Emanuele Cabrini

Time Crisis II Time Crisis II

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