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Heavy Rain

Medaglia Valore storico

Chi non ha mai visto o letto trame basate su assassini che lasciano alle loro spalle un elemento che li contraddistingue? Generalmente c'è un agente (polizia, FBI, privato) o un membro della famiglia della vittima che si mette alla ricerca del pazzo in questione e alla fine lo trova... oppure no.
Con Heavy Rain preparatevi a vivere una grande storia scritta e sceneggiata da Quantic Dreams.
 
“La pioggia crea uno scenario opprimente in tutta la città, mi risveglio trovandomi in mano un  origami e so che un assassino rapisce i bambini e li fa ritrovare dopo quattro o cinque giorni morti affogati nella pioggia, con un origami vicino e un' orchidea sul petto. Sono io? Non ricordo niente dopo questi momenti di blackout, devo parlarne con il mio psicologo, devo superare la morte del mio primo figlio sennò non riuscirò a migliorare il rapporto con il secondo dopo la separazione da sua madre.”
 
Questi sono i pensieri del nostro primo personaggio (in totale sono quattro) che andremo ad impersonare durante questo “gioco”, perché di gioco si dovrebbe trattare anche se, come capiremo presto, da giocare c'è ben poco (e che poco!). A questo punto non ci resta che scoprire insieme quali sono i protagonisti di Heavy Rain:
Ethan Mars, architetto di successo distrutto dalla morte del primo figlio e soggetto a crisi di cui poi non ricorda nulla.
Madison Page, una giovane giornalista che soffre di insonnia e che riesce a riposarsi sono nei Motel.
L'investigatore privato (ex agente di polizia) Scott Shelby, scelto dalle famiglie dei bambini morti, che spesso utilizza la forza bruta contrapposta alla sua parlata persuasiva.
Norman Jayden, un uomo tormentato da alcuni “lati oscuri”, è un agente dell’FBI determinato a trovare l'assassino e che utilizza un sofisticato sistema di analisi.
 
INNOVAZIONE? LASER-DISC STILE!
Il sistema di controllo, tanto decantato dagli sviluppatori, alla fine si rivela essere un’ infinita serie di quick-time-event ben congeniati e ben amalgamati. Heavy Rain non si “gioca” ma si “Vive” passo dopo passo affrontando le scelte che ci verranno proposte, cercando di compierle il più velocemente possibile poichè, proprio come accade nella vita reale, non abbiamo sempre il tempo necessario a riflettere e pensare. In Heavy Rain non mancheranno comunque momenti riflessivi in cui si cercherà di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle.
Le meccaniche di gioco in generale strizzano l'occhio ai sempre verdi Space Ace e Dragon's Lair, in questo caso rivisti in chiave molto più adulta e cinematografica; tutto ciò dimostra che nel mondo dei videogiochi bisogna fare un'attenta analisi prima di abbandonare certi generi.
 
LA CLASSE NON E’ (L’) ACQUA
Il titolo in esame presenta una veste grafica realistica da mozzare il fiato (almeno nei personaggi principali e in alcuni ambienti) in quanto per la realizzazione dei protagonisti sono stati fatti svariati provini e  una lunga sessione di motion-capture per creare degli alter ego digitali perfettamente credibili (sbalorditivo l'effetto delle pupille che si dilatano contestualmente). Alcune cadute di tono le possiamo notare nei cosiddetti NPG ma nel complesso il risultato finale è così impressionante al punto che nessuno ne rimarrà deluso.
Incredibilmente la pioggia (come altri effetti particellari tra cui il fuoco) pur svolgendo egregiamente la funzione di rendere l’atmosfera cupa e malinconica, è l’effetto realizzato con minor cura.
Anche la colonna sonora, completamente orchestrata, è di ottima fattura e perfettamente adatta al contesto.

COSA FACCIO?
Questa è la domanda che più di altre ci rimarrà in testa giocando a Heavy Rain, poiché spesso saremo spinti a fare delle scelte che influenzeranno in qualche modo lo sviluppo della trama. Sebbene queste scelte non creino dei cambiamenti completi sul gioco, serviranno a capire cosa metteremmo al primo posto in situazioni di pericolo e come potremmo reagire, e quindi,  l’obiettivo che si erano prefissati gli sviluppatori, quello di farci “immedesimare completamente con il personaggio”, è stato pienamente raggiunto.
 
Allora in definitiva questo Heavy Rain è o non è un gioco? Di sicuro non è un “videogioco” come siamo abituati a intenderne, però con altrettanta certezza possiamo dire che se siamo alla ricerca di immedesimazione, coinvolgimento ed di una trama sopraffina, Heavy Rain è un’esperienza che non lascia con l'amaro in bocca  e anzi, come ogni grande film, acquista valore più lo si vede/gioca grazie alle sue molteplici chiavi di lettura.
Siamo ancora sicuri che creare un nostro alter-ego virtuale personalizzato sia la soluzione migliore per immedesimarci in un personaggio? Quantic Dreams non la pensa così, e nemmeno noi.

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di Mirko Di Pasquale

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Sulla scena del crimine

Chi sarà il killer dell'origami?

L'uomo dietro al videogame

Heavy Rain

David De Gruttola, più conosciuto con lo pseudonimo di David Cage, nasce in Francia nel 1969. Da sempre persona creativa e poliedrica, David è un musicista e uno sviluppatore di videogiochi. Nel campo della musica ha fondato nel 1993 la Totem Interactive con la quale ha anche realizzato colonne sonore per alcuni film, mentre per quanto riguarda l'intrattenimento elettronico è il fondatore, nel 1997, di Quantic Dream, software house che lo ha visto in prima linea nella creazione di Omikron: The Nomad Soul (1999), Fahrenheit / Indigo Prophecy (2005), Heavy Rain (2010), e Beyond: Two Souls (2013).

Medaglie

Medaglia Valore storico

Valore storico

Heavy Rain testimonia come l'esperienza videoludica possa essere analoga a quella di un film. La linea che divide videogioco e cinema si fa sempre più sottile.

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