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Onechanbara Z2: Chaos

Onechanbara (o OneeChanbara) Z2: Chaos, decimo capitolo di una ormai lunga serie nipponica, è uscito su PS4 a fine 2014, in Giappone, per poi raggiungere il resto del mondo nel corso dell’anno seguente.

I SENI E LE SPADE
Al pari dei suoi predecessori, uno dei punti su cui questo videogioco fonda le proprie basi è il seguente: giovani e procaci donne, variamente (s)vestite, che affettano orde di zombie e demoni con katane e motoseghe. Il tutto condito con abbondanti dosi di sangue e un vago story mode a proposito di due clan in lotta, antiche maledizioni e alte amenità. Questi gli elementi che – per ovvie ragioni – saltano più all’occhio quando ci si interfaccia con il prodotto. Ad essi si aggiungono una grafica non all’altezza della console e una generale impostazione low budget, che lo avvicinano ulteriormente agli horror splatter/gore di serie Z, che hanno un certo seguito nel cinema. In questo senso anche Onechanbara Z2: Chaos non è equiparabile alle grandi produzioni del suo settore, perché non dispone degli stessi investimenti né vuole coinvolgere lo stesso pubblico, ma rivolgersi piuttosto a quella sua ‘nicchia ecologica’ che ha saputo crearsi, specialmente in Giappone.

COMBO!
Un aspetto meno evidente di questo videogioco, ma ugualmente presente, è il suo sistema di combo. Più profondo e, soprattutto, più complesso da gestire di quel che ci si aspetterebbe a una prima giocata. Non è detto comunque che il giocatore arrivi neppure a sperimentarle tutte, le mosse possibili, perché il gioco a difficoltà normale si finisce tranquillamente anche solo menando fendenti a casaccio. Diverso il discorso per chi desideri completare la campagna a difficoltà massima, portare a termine le missioni speciali e ottenere il platino. Rispetto a certi suoi predecessori la difficoltà complessiva si è abbassata, ed esiste nel gioco un anello che semplifica ulteriormente la riuscita delle combo. Anche per coloro che apprezzano Onechanbara, dunque, il presente capitolo potrebbe durare meno rispetto ai suoi predecessori, anche tenendo conto di una certa rigiocabilità.

QUATTRO FANCIULLE E UNA BANANA
A un primo impatto Onechanbara Z2: Chaos risulta probabilmente disprezzabile. Brutta grafica, meccaniche incomprensibili, nemici sparpagliati per i livelli. Poi, per i volenterosi che proseguono il gioco, si sviluppa un certo gusto per il sistema di combo e per le battaglie (molto adrenaliniche da un certo momento in poi) e/o per il generale elemento ‘trash’, con scolarette che si trasformano in mezzi demoni, accessori improbabili (dalla fetta di toast alla ‘banana inguinale’) e tanti zombie, che di questi tempi non si negano a nessuno. Fatto questo e portato a termine il gioco, a riguardarlo, rimane un prodotto mediocre sotto diversi aspetti, per gli standard del settore, ma il tempo lo fa passare volendo.

Non è solo un videogioco con spadaccine in bikini, ma il resto del prodotto non è così memorabile, e alla fine quel che rimane più in mente son proprio quattro protagoniste discinte che tagliuzzano i non morti. Per intenditori del trash o delle cool combo.

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di Francesco Toniolo

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Onechanbara Z2: Chaos - trailer

Il trailer giapponese del videogioco

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