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Sleeping Dogs

Medaglia Valore culturale

Versione PlayStation 4 - Sleeping Dogs: Definitive Edition

Sleeping Dogs è uno di quei videogame passati in mano a più editori:  il gioco sviluppato da United Front Games era stato inizialmente annunciato da Activision con il nome True Crime: Hong Kong (e come presunto terzo capitolo dell’omonima serie). Ma non convinti di riuscire a ricavare utili, in casa Activision decisero di abbandonare il progetto che, dopo mesi di preoccupante silenzio, passò in mano a Square-Enix e arrivò nei negozi nell’Estate del 2012 in veste di nuova Ip e con il nome Sleeping Dogs.

CANI CHE DORMONO
Questo gioco di azione in terza persona ci vede nei panni di Wei Shen, un poliziotto orientale che, dopo un passato un po’ burrascoso e un’adolescenza trascorsa negli USA, se ne torna ad Hong Kong per infiltrarsi nella Triade e cercare di sgominare una volta per tutte la più temuta organizzazione criminale cinese.
Il retro della confezione ci informa che vivremo un’avventura poliziesca matura e cruda, cosa che in effetti si rivela veritiera considerato anche il linguaggio esplicito e la violenza di alcune scene; a tal proposito non si comprende perché a fronte di espressioni da film pornografico (ad esempio la sorella del protagonista è stata la “ragazza oggetto” di alcuni criminali che non si faranno problemi a raccontarci i dettagli delle loro scappatelle) gli incontri con le ragazze saranno piuttosto sobri e si concluderanno in men che non si dica con qualche semplice doppio-senso.
Anche se viene voglia di vedere come si conclude la storia, in realtà la trama stenta un po’ a decollare, complice il mancato approfondimento della psicologia dei personaggi secondari (a dire il vero anche il background di Wei non è così tanto marcato) e i pochi colpi di scena abbastanza prevedibili.

TRE IN UNO
La prima cosa che viene in mente giocando a Sleeping Dogs è Grand Theft Auto IV, al punto che molti hanno apostrofato il titolo in esame come un clone del videogame della Rockstar. E in effetti i punti in comune sono moltissimi, partendo dall’ambientazione in stile open world e dal gameplay che condivide le stesse meccaniche: si raggiunge il punto A per assistere ad un breve sequenza scriptata e ricevere un incarico, e poi si sfreccia a tutta velocità nel traffico per arrivare al punto B e portare a termine il compito affidato (quasi sempre eliminare o dare una ripassatina a qualcuno). Nel mezzo ci possono essere inseguimenti in auto o a piedi (fra i tetti o fra gli anfratti della città), serrature da scassinare o sistemi di sicurezza da aggirare che se non altro aggiungono un pizzico di verve.
Presto si comincia però ad avvertire una sensazione di ripetitività accentuata dal fatto che Sleeping Dogs sembra semplificato all’eccesso, quasi si volesse “non infastidire” il giocatore: ad esempio il traffico sembra studiato per impedirci di fare incidenti (gli automobilisti sembrano prevedere il nostro passaggio) tanto che è capitato solo in rarissimi casi di fare uno scontro passando con il semaforo rosso ad un incrocio, e in generale le missioni sono piuttosto semplici da portare a termine.
Molti dei combattimenti sono a mani nude perché, come ci viene precisato a inizio avventura da un personaggio secondario, a Hong Kong le armi da fuoco non circolano così liberamente come accade in America. Il sistema di lotta ricorda un po’ quello della serie Batman: Arkham ma anche in questo caso, e pur essendoci la possibilità di imparare diverse tecniche di arti marziali, basta capire quando contrattaccare al momento giusto (cosa piuttosto semplice visto che un nemico in procinto di colpirci si illumina di rosso) per avere la meglio su chiunque utilizzando anche gli attacchi semplici.
Un po’ come nella serie Yakuza esiste inoltre la possibilità di interagire con alcuni elementi dello scenario per sbarazzarci subito dei criminali, fattore che aggiunge ulteriore gore al gioco (queste sequenze sono una sorta di stage fatality).
Oltre alla quest principale esistono una lunga serie di missioni secondarie (come favori da compiere e gare in auto) che servono per accrescere alcuni parametri e affinità al fine di acquisire nuovi potenziamenti. Non mancano oggetti segreti da scovare (alcuni nascosti in valigette sparse un po’ ovunque) e inutili passatempi come il karaoke o i combattimenti clandestini tra polli.

VIAGGIO IN ORIENTE
Uno degli elementi di Sleeping Dogs che può suscitare maggior curiosità (soprattutto nei giocatori occidentali) è il fatto di respirare virtualmente l’atmosfera di una città cinese: anche se la ricostruzione di Hong Kong non è strutturalmente fedele alla controparte reale, il lavoro grafico svolto dai ragazzi di United Front Games è ben fatto. La città è viva, ci sono da una parte i quartieri ricchi con i grattacieli lussureggianti e dall’altra i palazzi popolari con le pareti esterne addobbate da decine di condizionatori d’aria, ci sono i mercatini ambulanti, i porti con piccole e grandi imbarcazioni, le vie piene di insegne al neon con caratteri cantonesi, i templi e molto altro.
Interessante anche il comparto sonoro con musiche di vario genere. Peccato per il mancato doppiaggio in italiano (ci sono solo i sottotitoli) che avrebbe aiutato a migliorare l’esperienza permettendoci di godere appieno anche dei dialoghi della gente comune che affolla le strade.

Effettivamente Sleeping Dogs ricorda fin troppo Granf Theft Auto. Alcune novità come le abilità da aggiungere alle skills del nostro alter-ego, gli scontri a fuoco durante gli inseguimenti in auto o l’enfasi sui combattimenti a mani nude, non sono particolarmente esaltanti a causa di un livello di sfida tendente verso il basso.
Storia e personaggi avrebbero meritato maggiore caratterizzazione; il rischio è che ci si riduca a divorare una missione via l’altra solo per il gusto di portare a termine il gioco, senza così godere appieno della affascinante Hong Kong.

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di Emanuele Cabrini

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Sleeping Dogs trailer

La mafia cinese trama nei sobborghi di Hong Kong.

L'uomo dietro al videogame

Sleeping Dogs

Mike Skupa è il design director di Sleeping Dogs e ha coordinato il gameplay delle missioni e anche l'aspetto della città in cui è ambientato il gioco. Tra i lavori a cui Mike ha collaborato in passato segnaliamo Bully, gioco controverso che ha come tema portante il bullismo.

Medaglie

Medaglia Valore culturale

Valore culturale

Sleeping Dogs evidenzia il contrasto tra il lusso dei quartieri ricchi di Hong Kong e l'affollamento della periferia, uno sguardo virtuale nell'atmosfera e nella cultura urbana delle grandi metropoli cinesi.

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