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Uncharted 4: La Fine di un Ladro

Medaglia Consigliato da GameSearch.it
Torna Nathan Drake e il titolo preannuncia che sarà la sua ultima avventura. Perché? Cosa sarà successo? Naughty Dog si è preparata per chiudere la saga col botto e il viaggio si prospetta più scoppiettante che mai.

QUESTIONI DI FAMIGLIA
Quante volte, in un videogioco, avete salvato la vostra fidanzata, un fratello, un amico o la vostra intera famiglia? Tantissime. Non è una novità, quindi, che Nathan Drake si imbarchi in una nuova avventura alla ricerca del tesoro proprio per salvare suo fratello. Ma quante di quelle persone che avete salvato vi interessavano davvero? Ecco, questa è la differenza fra Uncharted 4 e molti altri giochi. Di quella persona, e di altre che incontrerete, vi importerà qualcosa. E non a caso spenderete buona parte delle prime ore di gioco solo per familiarizzare con i personaggi, per conoscerli anche entrando nei loro dettagli di vita meno avventurosi. Come la storia d’amore fra Nathan ed Elena, ormai sposati e felici di una vita “normale”.
E’ solo il principio di una narrazione eccezionale fatta sì di azione e di colpi di scena, ma anche di momenti di riflessione, che dona ai personaggi una sfaccettatura invidiabile. Fatta eccezione per la bidimensionalità dei cattivi di turno, i protagonisti sono tratteggiati con naturalezza, un aspetto che emerge anche nelle loro frequenti interazioni e dialoghi mentre state camminando o durante un’arrampicata.
Come accadde nel 2006 con Prince of Persia, il legame fra i personaggi si sviluppa mentre giocate, senza abusare di scene di intermezzo che interrompono il fluire dell’azione.

CHE LO SPETTACOLO ABBIA INIZIO
Senza mezzi termini, Uncharted 4 alza l’asticella della qualità narrativa di un videogioco. E alza ancora di più quella tecnica. Non si è mai visto su console un gioco così ricco, dettagliato e perfetto nel suo insieme. A partire dai personaggi fino alla più remota delle isole nell’oceano, il lavoro di Naughty Dog lascia a bocca aperta dall’inizio alla fine. Quando penserete di aver visto tutto, ecco che uno scorcio di un paesaggio, oppure un effetto grafico vi farà sgranare gli occhi per la meraviglia. Non una scalettatura, non un poligono fuori posto, non un’incertezza nel motore grafico.
Uncharted 4 non è solo spettacolare da vedere: come per la narrazione, è naturale. I movimenti denotano una padronanza superlativa delle tecniche di motion capture, evidente perfino dal movimento delle singole falangi durante un’arrampicata. Non sono manichini, sembrano attori veri e propri! E che dire dei paesaggi? Quando vi addentrate in una foresta, è tutta un movimento di foglie, piante e arbusti, dandovi l’impressione di essere davvero lì. Non si tratta nemmeno dell’avventura tutta-grafica- ma-lineare, perché potrete esplorare gli ambienti in lungo e in largo, scegliendo strade alternative e andando a caccia di tesori nascosti, anche alla guida di una jeep. Insomma, vi garantiamo che non avete mai visto nulla di paragonabile.

L'UOMO DERIVA DALLA SCIMMIA
Verso metà dell’avventura, una frase sarcastica di Nathan sintetizza questo Uncharted 4 dal punto di vista ludico: “bella la vita dell’avventuriero… ti arrampichi, vai nei cunicoli…”. Ed è proprio quello che farete per ore e ore, saltando da un appiglio all’altro come foste dei moderni Tarzan dalle dita d’acciaio. Non che le arrampicate e le esplorazioni siano in sé una cosa di cui lamentarsi. Trovare la strada verso l’obiettivo è appagante, soprattutto quando vi troverete a penzolare nel vuoto mentre attorno a voi crolla tutto. Il problema sta nel fatto che le situazioni sembrano diluirsi sempre di più, rallentando il ritmo. Come in un film troppo lungo, dove alcune scene andrebbero tagliate in fase di montaggio, le lunghe arrampicate saranno sempre meno interessanti nonostante le magnifiche ambientazioni. Impiegherete quasi 20 ore per completarlo e non saranno rari i casi in cui vorreste andare al sodo più rapidamente, saltando l’ennesima scalata forzata o minuti di guida trascurabili. Di tanto in tanto avrete a che fare con degli enigmi - intelligenti, ben strutturati e mai troppo difficili - e con gli avamposti nemici, da espugnare a testa bassa oppure agendo nell’ombra. Fra numerose armi da usare, coperture e ambienti da sfruttare a proprio vantaggio avrete di che divertirvi, senza che ogni scontro sia uguale all’altro. Un’ottima base per le modalità multiplayer, che vi permetteranno di estendere piacevolmente l’esperienza di gioco confrontandovi con gli amici.

Uncharted 4 è un gioco fuori parametro per quanto riguarda narrazione e tecnica, due elementi che riescono a sopperire a una giocabilità senza grossi difetti strutturali ma tutto sommato convenzionale. Se un tempo i videogame erano questione di riflessi e di abilità, oggi parliamo di immedesimazione e coinvolgimento, che trovano in Uncharted 4 un nuovo, altissimo termine di paragone.

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di Raffaele Cinquegrana

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Uncharted 4

Trailer ufficiale in italiano

L'uomo dietro al videogame

Uncharted 4: La Fine di un Ladro

All'inizio degli anni '90 Bruce Straley inizia a lavorare nel mondo dei videogame come artista presso Western Technologies per diventare, qualche anno più tardi, designer in Crystal Dynamics. Il grande salto avviene nel 1999 quando inizia a lavorare su alcuni videogiochi di Naughty Dog.
Le sua capacità si fanno notare e la compagnia gli affida l'importante incarico di game director per The Last of Us ed Uncharted 4: La Fine di un Ladro, due dei migliori videogame sviluppati da Naughty Dog.

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