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I Am Alive

La Ubisoft ha spesso accontentato i suoi fan oscillando tra titoli di spessore, come la saga di Assassin's Creed, e giochi più leggeri, come i vari Rabbids. I Am Alive, disponibile esclusivamente in digital download per XBLA e PSN, è un survival in piena regola, che si ritaglia il suo spazio, più che meritato, all'interno del mercato degli scaricabili.

STORIA GIA' VISTA? NON IN QUESTO MODO!
Ad una prima impressione sembrerà che il canovaccio di I am Alive sia qualcosa di preso in prestito da molteplici altre storie: ambientazione post-apocalittica, catastrofi ambientali, città semidistrutte, abitanti che si ammazzano l'un l'altro per un pezzo di pane. Sebbene tutto questo sembrerà scontato, vale la pena andare un po' più a fondo per scoprire il modo in cui viene affrontata e gestita l'intera vicenda. Il protagonista della storia non è un super uomo, un mega robot o un mutante alieno dotato di poteri sovrumani; ci sarà data l'opportunità di immedesimarci nei panni di Adam Collins, un normale essere umano che tenta semplicemente di sopravvivere. La sua missione prioritaria è quella di rintracciare moglie e figlia, di cui ha perso le tracce quasi un anno prima rispetto al momento in cui il gioco ha inizio. Per raggiungere il suo scopo Adam dovrà districarsi in uno scenario desolato, un mondo crepato dal terremoto; dovrà scalare costruzioni, trovare generi alimentari per evitare di morire di fame, adoperare l'equipaggiamento di fortuna al meglio per superare ostacoli, aiutare i sopravvissuti in condizioni peggiori delle sue e da ultimo, ma non meno importante, guardarsi dai brutti ceffi pericolosi che altro non bramano se non fare la pelle al nostro sfortunato amico e spogliarlo da ogni suo bene.

ABBANDONATI NEL CAOS
Il particolare che rende I Am Alive differente da titoli simili è appunto il fatto di non avere tra le mani un vero “eroe”, nel senso stretto del termine. Tutte le azioni che il protagonista deve compiere non saranno affatto scontate: le scalate impervie, i salti da una finestra all'altra non ricorderanno affatto un perfetto atleta, piuttosto un uomo stanco, affaticato, ma con una volontà ferrea di raggiungere il suo obiettivo. L'atmosfera predominante è permeata da inquietudine, pericolo costante; il timore di commettere anche il più piccolo errore, sprecare una risorsa fondamentale,  costringe il giocatore a prendere decisioni importanti istante dopo istante.

RESISTERE A FATICA
Il gameplay di I Am Amive ha il pregio di rispecchiare perfettamente la condizione in cui si trova il protagonista, ovvero la sopravvivenza. La vita di Adam si declina in resistenza e fatica: queste due barre sono strettamente collegate, il consumo di una incide direttamente sull'altra. Quando il protagonista scala un palazzo, effettua un salto o semplicemente corre, la barra della fatica comincia a diminuire (temporaneamente) fino a quando non si ritorna ad una posizione di riposo. Nel caso in cui, effettuando i vari movimenti, la fatica dovesse esaurirsi, allora cominceranno a mancare le forze e quindi inizieremo a perdere resistenza. All'esaurimento di quest'ultima Adam cadrà esausto e di conseguenza dovrà ricominciare dall'ultimo check-point. Sia fatica che resistenza potranno essere rigenerate da oggetti disseminati tra le macerie, i quali però ma non sono così numerosi.
La difficoltà globale non è elevata, ma ogni azione dovrà essere ponderata al meglio, per evitare di perdere risorse o guadagnarsi dei “riprova”; questi ultimi rappresentano delle vere e proprie occasioni per continuare il gioco, una volta morti, e non essere costretti a ricominciare tutto dall'inizio del capitolo. Essi si ottengono aiutando gli altri sopravvissuti in difficoltà o completando al meglio un capitolo.

I Am Alive è un'esperienza unica, con un gameplay innovativo. Un'idea sviluppata al meglio, date le poche ore necessarie per concludere il gioco; coglie l'essenziale, non si perde in fronzoli e mira esattamente al punto della questione. Unico neo, la durata: in circa 8 ore la vicenda si conclude.
Nonostante questo, è titolo decisamente consigliato a tutti!

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di Giuseppe Giglio

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